Abitare

Stanza tra vita e teatro / Chaplin in esilio

Associare Chaplin alla categoria migranti di tutte le condizioni e di tutte le epoche è un’operazione che non risulta certo immediata. Spontaneamente colleghiamo il suo volto piuttosto a tutte quelle situazioni in cui ci ha fatto ridere e, perché no?, piangere di commozione. Eppure quando nel 1952 a bordo della Queen Elizabeth si sta recando a Londra a presentare Luci della ribalta (Limelight), riceve la notifica da parte del governo americano che lui – cittadino britannico, benché viva da quasi quarant’anni anni negli Stati Uniti – non ha più un visto di ritorno valido. Dopo anni d’attacchi e di diffamazioni che prosperano nella melma meglio nota sotto il nome di maccartismo, è ora diventato ufficialmente persona non grata. “Non sono tempi fausti per i grandi artisti”, commenterà...

Un tipo da museo / Joe Colombo e il design del futuro prossimo

Se per un colpo di fortuna vi ci imbatteste, in qualche mercatino, o magari in un’asta di design, non lasciatevela sfuggire, sebbene sia raro trovarla nella sua vecchia edizione: la 4867, meglio nota come Sedia Universale o Universal Chair, è un pezzo cult. Presente nei più prestigiosi musei del mondo, dal MoMA di NY, al Design Museum di Londra, a quello della Triennale di Milano, al Vitra di Weil am Rhein, tra il 2005 e il 2009 è stata anche al centro della grande retrospettiva, dal titolo Inventing the Future, dedicata al suo autore, Joe Colombo (1930-1971). Partita da Milano, la rassegna ha itinerato per l'Europa, facendo tappa dapprima a Weil am Rhein, poi a Parigi, a Manchester, quindi a Graz e infine a Lipsia. Sebbene questa sedia fosse stata progettata nel 1965, è entrata in...

Son cento. Son dieci / Il Contro Design di Ettore Sottsass

Una storia piccolina   In nessuno dei numerosi libri pubblicati negli anni su Ettore Sottsass (Innsbruck, 1917 - Milano, 2007) e neppure nelle migliaia di articoli a lui dedicati, troverete la piccola storia che state per leggere, semplicemente perché non è mai stata scritta, in quanto la conoscono soltanto i diretti protagonisti, insieme a una ristretta cerchia di persone. Il contesto generale in cui si colloca è invece arcifamoso e riguarda un gruppo di designer milanesi (d’adozione), capeggiati dal loro leader carismatico (Ettore Sottsass, appunto) che l'11 dicembre del 1980, aveva dato vita a quel Movimento Culturale battezzato con il nome di Memphis, in omaggio alla canzone “Stuck in a mobile with the Memphis blues again” di Bob Dylan.   “A forza di...

Mariano Fortuny e William Morris / Canali veneziani e prati inglesi

Di verde. Il libro inizia parlando di verde. Verde acquamarina dei canali veneziani, verde dorato dei prati e dei boschi inglesi, entrambi soffusi di luce, scintillanti ai bagliori del sole d'aprile sull'acqua immobile e sulle gocce perliformi di rugiada. E poi ancora luce. Luce sulla laguna veneziana. Luce sulle pietre inglesi. Luce soffusa, iridata, impalpabile, che conferisce grazia alle cose, annullandone i contorni ne nega i confini e trasforma i paesaggi in una trama, come se fossero un’immensa tessitura stesa sul mondo.  È con l'evocazione di queste immagini, ricordate ad occhi chiusi, che inizia Pavone e rampicante. Vita e arte di Mariano Fortuny e William Morris, (Einaudi, 2017) lo straordinario libro di Antonia Susan Byatt.  Allo stesso tempo saggio, racconto e libro...

Conversazione con Vincenzo Capuano / Il collezionista di giocattoli

“Innumerevoli sono i giochi e di vario tipo: giochi di società, di destrezza, d’azzardo, giochi all’aperto, giochi di pazienza, giochi di costruzione, ecc. Nonostante la quasi infinita varietà e con costanza davvero notevole, la parola gioco richiama sempre i concetti di svago, di rischio o di destrezza. E, soprattutto, implica immancabilmente un'atmosfera di distensione o di divertimento. Il gioco riposa e diverte. Evoca un’attività non soggetta a costrizioni, ma anche priva di conseguenze sulla vita reale. Anzi, si contrappone alla serietà di questa e viene perciò qualificato frivolo. Si contrappone al lavoro come il tempo perso al tempo bene impiegato. Il gioco infatti non produce alcunché: né beni, né opere. (…) Questa fondamentale gratuità del gioco è appunto l’aspetto che...

Design e infanzia / Era una casa molto carina

A Milano, in occasione del Salone Internazionale del Mobile 2017, tra il pullulare degli eventi del Fuorisalone, ormai diventati più cult e più cool del Salone medesimo, ben due hanno come protagonista il binomio bambino-design: DESIGN WEEK Arte e design per bambini, una mostra allestita negli spazi del MUBA, il Museo del Bambino, alla Rotonda di Via Besana, e Giro Giro Tondo. Design for Children, altro evento espositivo, visitabile nella sede del Triennale Design Museum. Sebbene entrambe le rassegne trattino il medesimo tema, lo affrontano in realtà in due maniere differenti.   Al MUBA, che non cessa di ospitare i suoi destinatari eletti, consentendo loro di proseguire imperterriti i giochi, sono esposti arredi e oggetti di design frutto di una ricerca, da...

Un artista che si fida dell’ingegnere che ha in sé / Franco Albini. Design e interni

Studiare architettura al Politecnico di Milano negli Anni Settanta ha significato avere avuto Franco Albini (1905-1977) quale nume tutelare. Certo, dopo l’arbitraria, quanto iniqua sospensione decretata il 23 novembre 1971 dal Ministro della Pubblica istruzione del Governo Andreotti I – che investì anche Ludovico Belgiojoso, Piero Bottoni, Guido Canella, Carlo De Carli, Aldo Rossi, Vittoriano Viganò e l’allora preside Paolo Portoghesi – il maestro non veniva di frequente in facoltà. Però come dimenticare la sua commossa, se pure breve – era parco di parole – orazione funebre per Piero Bottoni tenutasi nell’atrio di Via Bonardi? Quel suo omaggio al collega morto senza aver potuto riprendere l’insegnamento. Lui, invece, l’insegnamento lo avrebbe ripreso il 5 giugno 1974 (come ricorda Guido...

In mostra a Milano il multiverso belliniano / Mario Bellini, o della Bellezza

In Giappone vige il divieto di proiettare l’ombra di un edificio sul terreno del vicino. Pare che il problema si possa ovviare in due modi: o acquistando dal proprietario del terreno il diritto di proiettarvi l’ombra, oppure con un colpo di genio. A raccontare di questa peculiarità giapponese è Mario Bellini (1935), mentre illustra il modellino del Tokyo Design Center, edificio da lui progettato nel 1991, esposto nella bella mostra che Milano, la sua città natale, finalmente gli dedica.   Plastici del Tokyo Design Center, 1991. Sotto: alcuni scorci del Tokyo Design Center.      La retrospettiva, intitolata Mario Bellini. Italian Beauty e curata da Deyan Sudjic, Ermanno Ranzani e Marco Sammicheli, cade a trent'anni di distanza dalla mostra che gli dedicò il MoMA di...

I pensieri intorno al disegno di cose comuni / Luigi Massoni. Chi ha disegnato il primo coltello?

Ci sono designer in Italia un po’ misconosciuti, malgrado una carriera coerente, ineccepibile, non urlata e forse anche umilmente conformata a un’idea di servizio. Luigi Massoni se n’è andato ormai da qualche anno. Mi è dispiaciuto perché mi sarebbe piaciuto conoscerlo. In fondo, il design italiano riguarda una comunità ristretta di persone (alcune più conosciute, altre meno) tutte partecipi di questo grande minestrone fatto di idee, invenzioni, ispirazioni, rivalità, gesti eclatanti, lavoro di lima, meschinerie, furbizie, intelligenza, fortuna... su cui si addensa un fumo di grandi chiacchiere. A parte tutto penso anche sia un po’ un dovere ricordare chi ha fatto questo lavoro prima di noi e, così facendo, ha messo il proprio ingrediente speciale dentro questo grande brodo in...