AUTORI
Alessandro Carrera
28.01.2014

Le grandi speranze di Bruce Springsteen

Non so se è un bene che i brani migliori di High Hopes, il più recente album di Bruce Springsteen, siano i già conosciuti “American Skin (41 Shots)” e “The Ghost of Tom Joad”. Non so nemmeno se sia un male. Entrambe le canzoni sono splendidamente trasformate da un vigoroso arrangiamento, da Tom Morello e dalla sua chitarra hendrixiana. Non sono la “versione definitiva”, che a una canzone è meglio non chiedere mai, ma fanno l’effetto di un pugile che grazie al sorso di un intruglio davvero potente si solleva dal tappeto e sferra un pugno che decide l’incontro. Ma è un intruglio che rimane strettamente “legale”. Niente steroidi in Bruce, è tutta energia biologica. E anche questo pu...

26.11.2013

Sotterranei di velluto. Per Lou Reed

Con la celebre banana di Andy Warhol in copertina, vera icona dell’arte del consumo e del consumo come arte (niente dura così poco sugli scaffali come le banane), nel 1995 uscì Peel Slowly and See, “Pela piano e guarda”, il cofanetto “definitivo” dei Velvet Underground. Oltre ai quattro album in studio conteneva numerosi demo, outtakes e registrazioni dal vivo. E quando si ascolta la prima versione di Venus in Furs, cantata dal solo John Cale con accompagnamento di chitarra, si rimane sbalorditi.     Possibile che quella gentilissima ballata inglese—dalle parole un po’ singolari, sì, e dove un certo Severin non vede l’ora di sottomettersi alla sua spietata dominatrix come nel romanzo di Sacher-...

09.10.2012

Tempestoso Dylan

Recensire Tempest, l’ultima raccolta di canzoni di Bob Dylan, è come cercare di recensire l’iceberg che ha affondato il Titanic. Da qualunque parte lo si prenda, qualunque cosa se ne dica, il novanta per cento rimane sott’acqua.   L’uscita del disco è stata preceduta da un video del primo brano, “Duquesne Whistle”, che commenta la canzone in puro contrasto. Per le strade di Los Angeles un giovanotto vuole disperatamente farsi notare da una bella ragazza che non se lo fila per nulla, anzi alla prima occasione gli schiaffa in faccia una spruzzata di spray urticante. Lui, che non si scompone, ruba rose per lei da un fioraio finché, inseguito dalla polizia, butta a terra una scala senza badare a un operaio che ci lavorava in...

10.01.2012

Houston. La vicinanza del cielo

La nuova chiesa dei quaccheri di Houston è stata inaugurata nel 2001, pochi mesi prima che io venissi a stare in città. Non sapevo della sua esistenza né dell’installazione di James Turrell finché un’amica venuta da Los Angeles non mi disse che voleva assolutamente andare a vederla. I quaccheri non hanno vere e proprie chiese, il loro è un cristianesimo interiore, senza credo e senza dogmi. Preferiscono definirsi una “Society of Friends”, una società di amici che si incontrano a scambiarsi le impressioni del viaggio dell’anima che stanno compiendo, e il cui scopo è “to greet the light”, la salutazione della luce. La cappella di Houston infatti si chiama “Live Oak Friends Meeting House...

28.10.2011

Conversazioni in ascensore

Una volta, durante la crisi economica all’inizio degli anni novanta, lo scrittore tedesco Hans Magnus Enzensberger andò alla borsa di Francoforte e passò l’intera giornata in un ascensore del palazzo. Ad ogni agente di borsa che entrava, lui rivolgeva le stesse domande: quando finirà la crisi, che cosa bisognerebbe fare per migliorare la situazione, dove sta andando l’economia? Voleva chiederglielo mentre stavano lì chiusi in ascensore perché così era sicuro che le risposte sarebbero state brevi e precise, senza tempo per divagare o per addentrarsi in spiegazioni complicate. Non ci furono due agenti di borsa che gli diedero la stessa risposta. Per qualcuno l’economia era in ripresa, per qualcun altro era messa...

19.07.2011

Camminare a New York

Camminare a New York è un atto politico, un negoziato, una scelta che comporta conseguenze. I semafori per pedoni che dicono perentoriamente “walk” o “don’t walk” ci sono anche altrove, ma a Manhattan l’imperativo è categorico, solo che vale unicamente per il primo dei due comandi. Come si fa a non camminare? È l’intero marciapiede, l’intera strada, isolato, quartiere, isola che cammina con te. Non puoi fermarti solo perché te lo ordina un semaforo, ma neanche puoi attraversare come ti pare. Perché un corteo senza fine di taxi e furgoni ti blocca la strada, o perché c’è un vigile nei pressi che ti farebbe sentire un jaywalker.   Gli americani hanno un termine per tutto,...