AUTORI
Aurelio Andrighetto
10.07.2015

Piero della Francesca e i video games

La città di Reggio Emilia ha dedicato una mostra al disegno tra arte e scienza nell'opera di Piero della Francesca. La mostra porta l'attenzione sulle sue opere grafiche e teoriche: il famoso De prospectiva pingendi composto intorno al 1475, il Trattato d'abaco commissionatoli da un suo amico mercante e il Libellus de quinque corporibus regularibus dal quale Luca Pacioli attinse a piene mani per il suo De divina proportione. In esposizione anche un rara copia delle opere di Archimede recentemente attribuita a Piero.   Da sinitra: Piero Della Francesca, De prospectiva pingendi, 1472-1492, manoscritto Biblioteca Panizzi, Reggio Emilia; San Ludovico do Tolosa, 1460 affresco staccato, Museo Civico di San Sepolcro, San Sepolcro, Arezzo   Il De prospectiva...

22.03.2015

Busto Arsizio

Alla città di Busto Arsizio mi lega il ricordo del liceo, che ho frequentato agli inizi degli anni settanta, e di un monumento chiamato “Tre culi” a causa di tre figure nude sospese a mezz’aria con le terga rivolte ai passanti su un lato della piazza. L’iscrizione alla base spiega che il monumento è dedicato alla memoria dei caduti, ma il deplorevole titolo assegnato dai Bustocchi ha la meglio sull’iscrizione: le tre figure in bronzo, ahimè, non richiamano alla mente il sacrificio per la patria dei nostri caduti.   In strada   Spesso ignoriamo quale sia il potere delle parole sulle immagini, cosa che i cardinali del seicento invece non ignoravano affatto. Altre figure nude, o quasi. La nudità non è quella...

23.08.2014

Immagini da Amphipolis

Negli ultimi giorni i media di tutto il mondo hanno dato notizia del ritrovamento di una tomba monumentale datata tra il 325 e il 300 a.C. nel sito di Amphipolis in Macedonia. Le prime immagini video lanciate in rete mostrano l’ingresso sorvegliato da due sfingi monumentali, creature mitologiche assise sul confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Mi hanno emozionato molto, moltissimo. L’emozione ha generato grappoli di sensazioni e ricordi modificati dall’immaginazione: “not anymore…”, il frammento di una frase pronunciata dall’archeologo americano incontrato a Pessinus, il sole cocente sul pianoro, il mare liscio e perfetto di Assos con il gruppo di tombe romane su un lato, l’ombra di un platano, quattro colpi sul tavolo e una...

05.02.2013

Il glamour degli dèi e degli eroi

L’aspetto eroico e mitologico delle figure nella pubblicità di moda in bianco e nero deriva da una visione grafica della scultura antica, dalla furiosa lotta tra divinità e Titani, tra Centauri e Lapiti illuminata dalla luce delle fiaccole, che “rende più nette le ombre [e] fa apparire più chiare le parti illuminate”. La consuetudine di visitare i musei romani di notte, con l’ausilio delle torce, è testimoniata da Goethe, grande estimatore dell’opera grafica di Heinrich Meyer, apprezzato soprattutto per le sue riproduzioni a seppia dei busti antichi. Questo interesse grafico e chiaroscurale di Goethe per la scultura emerge nel contesto di alcune sue osservazioni sulla raccolta di volumi e illustrazioni che hanno il pregio...

11.10.2011

Borgomanero / Paesi e città

      Per quale ragione sostituire le bellissime e funzionali lastre pedonali in granito di Alzo, che corrono lungo gli assi viari di Borgomanero dal 1892? È un’idea storta del nuovo che va avanti per inerzia dal secondo dopoguerra.   Salvo la croce dell’impianto urbanistico ora mutilata dai lavori in corso, e alcuni edifici storici, per il resto Borgomanero è una città sofferente alla quale manca il bello.   Progettata in funzione di cubature e posti auto, Borgomanero si riflette sulle superfici curve dei cristalli delle automobili assiepate nei parcheggi. Il fascino ottico degli oggetti nella cultura di consumo ha contribuito a creare una nuova estetica urbana e domestica: i profili carenati degli edifici...

26.06.2011

Novara / Paesi e città

L’anomalia della catastrofe che incombe senza risolversi ci tiene sospesi, senza fiato. È l'apnea delle città sommerse, immobilizzate per sempre nell’istante della loro rovina. Case isolate ai bordi delle strade, alcune abbandonate, altre occupate, altre ancora in disfacimento. Nel paesaggio suburbano, cicatrizzato da raccordi autostradali e circonvallazioni, si entra col fiato sospeso, in apnea. In questi luoghi inospitali ci sentiamo paradossalmente a casa: nella sfera di vetro con la neve finta e la catastrofe per sempre sospesa. È la visione crepuscolare del paesaggio suburbano barrato dalla luce artificiale dei fari, appena oltre la quale si apre la visione notturna del paesaggio agricolo.