AUTORI
Beppe Sebaste
24.05.2017

Conversazione con Amitav Ghosh / Raccontare un mondo senza "io"

Di Amitav Ghosh, forse il maggiore scrittore indiano vivente, sono noti in italiano sia i romanzi di ambientazione storica che altri, bellissimi e fuori genere, come Il cromosoma Calcutta, Lo schiavo del manoscritto, Il paese delle maree. I suoi reportage narrativi, di forte valenza politica, sono stati raccolti nel volume Circostanze incendiarie.    Il suo ultimo libro, non meno appassionante, si chiama The Great Derangement (La grande cecità. Il cambiamento climatico e l’impensabile, tradotto da Anna Nadotti e Norman Gobetti, edito come tutti gli altri da Neri Pozza). È una riflessione ricca di digressioni narrative sui rapporti che intercorrono tra le cosiddette catastrofi ambientali e il nostro concetto di realtà, passando per le relazioni tra la geologia e la letteratura....

17.09.2016

Umberto Eco maestro / Dialogo tra Eco e Narciso

La notizia della morte di Umberto Eco, avvenuta venerdì 19 febbraio, rimbalzò l’indomani su tutti i giornali, ma il livido lo sentii nei giorni successivi. Una settimana dopo annotavo nel mio diario che era “importante e forse urgente” per me scrivere sul mio lutto per Eco. Come se nell’ampiezza di riverberi che la sua morte aveva prodotto oltre la sfera più intima, un’onda, un raggio o un eco mi avesse personalmente investito. Volevo capire (è lo scopo di queste pagine) perché la sua scomparsa mi avesse così stordito. Umberto Eco è stato uno dei miei professori a Bologna, ma non ero uno studente fedele. Ci davamo del tu ma non eravamo intimi, ed era più facile che ci incontrassimo a Place Saint-Sulpice che sotto le due Torri o a Milano. Ci sentivamo più spesso nel periodo in cui...

17.02.2014

Tavoli | Giulia Niccolai

Conosco Giulia Niccolai da quando ero ragazzo e mentivo sulla mia età perché volevo essere un poeta beat. Vidi (o meglio ascoltai) nascere a Venezia la sua Harry’s Bar Ballad, e sarà per questo che pensando a Giulia visualizzo solo tavoli luminosi e “da gioco”, spesso en plein air, volatili come il suo giocare a palla con le parole, l’anarchia della conversazione che avrebbe deliziato Denis Diderot. Come potevano nascere d’altronde i “frisbees” di Giulia se non all’aperto? Oppure la visualizzo seduta a un grande tavolo da cucina dove si fa tutto, dove tutto cioè si fa cucina – visioni, parole, associazioni di idee e tutte le possibili uscite ed entrate dal e nel material world (direbbe Georges Harrison),...

15.03.2013

Bierre

Sono seduto sull’autobus, e guardo la città dal finestrino: le strade, i negozi, i bar, il solito traffico di auto. È quasi ora di pranzo, la gente si accalca per tornare a casa, donne e studenti soprattutto. Io sono un ricercato, terrorista in clandestinità, uno di quelli che per rapire il presidente della Democrazia Cristiana ha sparato e ucciso cinque persone della scorta. Vado in via Montalcini, strada di una periferia residenziale. Lì, al piano rialzato di una palazzina di tre piani, teniamo prigioniero in un bugigattolo Aldo Moro. Tutti parlano di noi, le Brigate Rosse. Anche sull’autobus. Come mi sento? E che cos’è la gente per me, le persone comuni che ho a fianco? Non è facile essere uno di loro, vestirsi con anonima...