AUTORI
Davide Ferrario
24.10.2017

Appartenenza / Caporetto cent'anni dopo

La prima volta che siamo arrivati a Caporetto per i sopralluoghi fu due estati fa. Era già stata una sorpresa, per me, scoprire che non stava più nemmeno in Italia, quel luogo così proverbiale per noi. Si trova in Slovenia adesso, e si chiama Kobarid. È un piccolo borgo, tipicamente attraversato da una via principale che si allarga su una piazzetta che a sua volta si biforca in due strade. Una porta a Tolmino, fuori dal paese. L’altra al Museo della Guerra e al Sacrario.   Mi aspettavo un luogo cupo, pieno di segni e di riferimenti al Grande Evento. Niente di simile. La giornata, radiosa, illumina un paese tranquillo e immemore. L’unico segno “bellico”: un mucchio di sacchi di sabbia e un finto mortaio che servono da decorazione al dehors di una birreria. Per il resto, nulla di...

17.10.2017

Cosa ricorderemo? / La fine della memoria

Nel 1968 Andy Warhol pronunciò la celebre frase: “In futuro tutti saranno famosi per 15 minuti”. Era una profezia, e come tale non bisognava prenderla alla lettera. Non è vero che tutti sono diventati famosi; ma è evidente che la sostanza e le motivazioni della fama sono cambiate radicalmente, nella seconda metà del ‘900. Prima di allora si diventava famosi per azioni meritorie o malvagie; oggi i media confezionano celebrità il più delle volte immotivate e dalla consistenza esilissima. Spesso si gode di popolarità mondiale senza una ragione, come suggerisce una folgorante battuta che gira sul web: “Paris Hilton è famosa perché è famosa”. Warhol non conosceva ancora internet e la sua bulimia comunicativa. Viveva in un mondo in cui le comunicazioni di massa erano un sistema gerarchico e...

29.05.2016

A Reggio Emilia «Dedicato a Gianni Celati» / Mondonuovo

  Oggi e domani a Reggio Emilia «Dedicato a Gianni Celati»: due giorni di incontri in occasione dell'uscita del Meridiano Mondadori. 

24.11.2014

Le fiamme della guerra si misurano in gradi fahrenheit

Nello stillicidio di video postati dallo Stato Islamico negli ultimi mesi, ce n’è uno sostanzialmente ignorato, ma che è il più interessante per ragionare sui cortocircuiti provocati dall’attività mediatica dei fondamentalisti. Credo sia stato trascurato prima di tutto perché troppo lungo (dura 55 minuti) e quindi poco consumabile dai ritmi “istantanei” della comunicazione contemporanea; e perché non offre truculente immagini di atrocità. Cioè, non che non ci siano: ma non riguardano occidentali, e quindi, nella graduatoria dell’interesse mediatico, finiscono agli ultimi posti, come le vittime delle alluvioni in Bangladesh.   Già per la lunghezza il video, che si chiama Flames of War, propone la possibilità di un’analisi più profonda e strutturata dell’immaginario di IS (uso la...

24.09.2014

La modernità del criceto

L’altra settimana, mentre andavo in un cinema del centro di Milano a presentare La zuppa del demonio, ho visto in metropolitana i manifesti della nuova versione di Tartarughe Ninja. Dunque? Dunque, per il momento vi chiedo solo di prenderne atto.   La zuppa del demonio è un film documentario che, lavorando con spezzoni di documentari industriali dal 1910 al 1973, cerca di raccontare la storia dell’idea di progresso nel Novecento. Ne ha scritto su doppiozero Marco Belpoliti. Il quale, alla fine del pezzo, si pone una serie di quesiti sul significato della modernità nell’era digitale, nonché sul ruolo del cinema e delle immagini nell’epoca della virtualità.   Ecco, come in una staffetta, parto da queste domande, raccogliendo...

14.03.2014

Ucraina dieci anni dopo

Ricordo benissimo il momento in cui varcammo il confine tra Polonia e Ucraina. Era l’ottobre del 2004 e con Marco Belpoliti stavamo facendo il primo sopralluogo per quello che sarebbe diventato La strada di Levi. Sapevamo che quel confine – pur dopo l’esperienza forte della visita ad Auschwitz – significava il superamento di un limite. Di là ci aspettava qualcosa che non era ancora l’Oriente, ma non era più l’Occidente: una terra di mezzo. Sospesa non solo tra i punti cardinali, come avremmo scoperto, ma anche tra presente e passato.   Ricordo, per esempio, come subito il traffico si diradò e come, dopo la prima curva, ci apparve, in mezzo alla strada, una mandria di mucche.  La conduceva una contadina larga come la...