AUTORI
Federico De Leonardis
14.08.2014

La mano manca

È opinione comune che gli uomini abbiano due mani. Per me sono pochi quelli che ne posseggono veramente quante madre natura ci assegna. Giacometti era uno di questi: con la destra aggiungeva, plasmava, formava, con la sinistra scalfiva, asportava, bucava. La testa era ben piantata nel mezzo. I musicisti? Beh, quelli a volte hanno addirittura due mani destre oltre alla testa, ma sono rari, rarissimi. Fra gli altri ci sono quelli che hanno solo la testa e niente mani o solo due mani destre e niente testa. Preferisco i primi, per comporre le mani non sono necessarie: possono averle gli esecutori, che però, sia ben chiaro, non sono esentati da possedere anche una testa. E la sinistra? la negletta, disprezzata, wrong sinistra ci pende triste da una spalla, leggermente pi...

22.07.2012

Esorcismo

Nel Codice Atlantico custodito all’Ambrosiana di Milano, qualche zuzzurellone, evidentemente della parrocchia che fu di S. Carlo Borromeo, nell’800 o giù di lì ha infilato di straforo il disegno d’una bici. Ma prima di scoprire lo scherzetto hanno invaso la stampa scientifica fiumi di parole sul  genio dell’invenzione del moto giroscopico che sarebbe stato anche il padre di quella del più importante mezzo di locomozione mai inventato al mondo. Il fatto è che non siamo solo la patria dei geni, ma anche quella dei comici e ce ne sono di vaglia sia nell’uno che nell’altro campo.   Comunque sia, parlando della macchina in questione (non inquinante né acusticamente, né atmosfericamente e alimentata da...

02.05.2012

Carrara / Paesi e città

Ci s’arriva arrancando, in prima e fermandosi ogni cento metri, per non fondere. Una qualsiasi delle quattro valli: Boccanalia, Torano, Fantiscritti e Colonnata. Dall’alto di questa carie mastodontica la vista giù di sotto vale la pena: la guglia del duomo dugentesco, al centro dell’intrico contorto dei tetti medioevali spunta appena, grigia e con quattro pinnacoli agli angoli. E poi attorno e più giù la frittata rosso mattone sempre più fitta verso la pianura larga, verso il porto in fondo, a sud, col nero del molo foraneo che zigzaga uno specchio abbacinante di luce dove l’orizzonte è marcato solo dallo spuntare lontanissimo del Tino, un po’ sulla destra, a ovest, dietro Punta Corvo.   Cattedrale 1: il centro storico visto dall’alto di una valle con la guglia del duomo del...

02.02.2012

L’area Ex-Enel a Milano: un punto di partenza

L’altro giorno sulle Prealpi vicino Como, tempo straordinariamente limpido, mi son voltato per vedere Milano dall’alto, ma una cortina caliginosa la nascondeva completamente; alla fine l’ho localizzata perché spuntava il pirla da luna park del nuovo grattacielo: con tutto il rispetto che porto a Mitridate, l’idea di dovermi reimmergere in quel mare di polveri sottili mi faceva star male. Da giovane facevo l’urbanista e conoscevo il Bernardo (Secchi) che al PIM già si occupava di promuovere il centro direzionale: ci sono voluti quarant’anni per realizzarlo e il fatto che io abbia abbandonato la partita dopo i primi tre giustamente a voi non frega niente. Era l’epoca delle Città Nuove inglesi, all’università erano...

09.11.2011

Sesto S. Giovanni / Paesi e città

L’Italia è piena di Sesti: Calende, Ulteriano, Fiorentino, al Reghena, Campano. E di Dis-sesti. Parlerò di Sesto S. Giovanni. Tutti i comuni dell’interland milanese hanno una caratteristica comune: non hanno nessuna caratteristica, che so la presenza di un obelisco, di una cattedrale, di un grattacielo; così l’uno non si distingue dall’altro. Le varie amministrazioni però si danno da fare per il proprio centro, che finisce per assomigliare a quello dei comuni limitrofi: il modello è sempre lo stesso: la Svizzera borghese. Alla periferia di ciascuno si legge: qui Sesto, poco oltre Cinisello, a destra Cologno ecc, ma non c’è soluzione di continuità e niente ti fa capire che sei altrove: in macchina (solo in...

08.10.2011

Ravatti

Non coelum, sed animum mutat                                                                                                     La massima d’Orazio il pigro sono anni che l’ho apprezzata. Viaggio dentro il mio cranio io, dall’epoca della prima operazione a calotta scoperta e senz...