AUTORI
Francesca Rigotti
08.08.2016

Genealogie della morale / Coraggio

Vorrei occuparmi del coraggio. Anche se alcuni pensano che io non abbia i titoli per parlare di questo sentimento, o passione, o virtù, o come lo si vuol definire, perché sono una donna e le donne non sono coraggiose, sono fifone. Il coraggio è una virtù virile, diceva il filosofo Immanuel Kant. Brecht non la pensava così, data la sua famosa opera Madre Coraggio e i suoi figli. Coraggiosa fu Cleonice Tomassetti, una dei 42 partigiani fucilati a Fondotoce il 20 giugno 1944, che così esortava i suoi compagni di sventura: «su coraggio ragazzi è giunto il plotone di esecuzione, niente paura, ricordatevi che è meglio morire da italiani che vivere da spie e da servitori dei tedeschi». Con questo non voglio togliere il coraggio ai maschi per attribuirlo alle donne, voglio soltanto restituire...

01.08.2016

Grammatica delle virtù / Grazia

La parola grazia ha una sconcertante varietà di significati. Le persone religiose parlano di grazia di Dio e rendono grazie ai pasti, sperando di rimanere in uno stato di grazia. Il linguaggio secolare trova graziose e aggraziate ballerine e gazzelle. Le tre Grazie sono antiche divinità che conosciamo dai dipinti rinascimentali, i cui scopi e funzioni sono sorprendenti. In ogni caso sono decorative, mentre meno decorativi sono duchi e arcivescovi, interpellati in inglese come «Vostra Grazia» mentre al sovrano ci si rivolge appellandolo «Vostra Graziosa Maestà». Cerchiamo di rimanere nelle grazie dei nostri superiori o, se necessario, di ingraziarceli. Abbiamo poi crudeltà gratuite, gratificazioni soddisfacenti nonché vive congratulazioni; e persone grate e ingrate, forse perché...

26.07.2016

Un sentimento troppo attuale / Paura

Per quanto riguarda la paura, la filosofia politica ha da tempo a disposizione un autore eccellente: Thomas Hobbes (1588-1679), «il gemello della paura» (sua madre lo partorì prematuramente – racconta egli stesso nella sua autobiografia – terrorizzata dalla notizia dell'arrivo dell’«Invincibile Armada»). Solo di recente la filosofia politica dispone anche di un'autrice eccellente, Judith Shklar.   Nel 1651 Hobbes pubblicò il Leviatano, nel quale proponeva una serie di misure per combattere la paura accrescendo la sicurezza. Nel 1989 Shklar diede alle stampe un saggio dal titolo Liberalismo della paura, un testo complesso sul ruolo della paura nel processo di elaborazione teorica della politica.   Due parole sul contenuto a partire dai titoli, soprattutto sul secondo, che non è...

25.07.2016

Possibilità e impossibilità / Felicità

L'ossessione della felicità   La felicità è uno dei miti dell'oggi, insieme alla creatività, per la quale ognuno vorrebbe avere la ricetta, che rimane invece, insieme a quella per la felicità, un sogno, un miraggio, una chimera, un'araba fenice che nessuno sa dove sia. Chi riuscisse a trovare la ricetta della felicità diventerebbe un eroe del nostro tempo, un benefattore dell'umanità come Pasteur e Fleming. Noi che non abbiamo tali ambizioni non proporremo ricette o formule magiche bensì, da filosofi quali cerchiamo di essere, proporremo definizioni del concetto di felicità e cercheremo di individuare alcune trasformazioni dello stesso nel corso della storia del pensiero. Ci chiederemo anche se la felicità sia un diritto, analogo magari ai diritti alla vita e alla libertà, un...

18.07.2016

Genealogia di un sentimento / Speranza

La speranza è una condizione mediana e «interstiziale». È uno stato «in between», come l'intercapedine o la fessura tra le piastrelle di un pavimento, o il canale che separa (e unisce) due terre, perché la speranza si trova situata tra un momento negativo dal quale si vorrebbe uscire e uno positivo nel quale si vorrebbe entrare. La speranza, aspettativa di una condizione migliore, connessa quindi al tempo e al desiderio, condivide con l'attesa la proiezione verso il futuro. Si differenzia però dall'attesa perché il futuro cui si rivolge è (sperato) migliore, ma è anche vago e incerto e poggiante su vari gradi e sfumature di insicurezza. L'attesa è invece legata a un fenomeno del quale sappiamo che accadrà.  Si pensi alla figura della speranza (spes) scolpita su una delle formelle...

11.07.2016

Una paola filosofica / Stupore

Stupore è una parola filosofica per eccellenza. Si ripete sempre che agli inizi della filosofia ci sia lo stupore, la meraviglia. Lo affermano sia Platone sia Aristotele, ed è da loro che lo abbiamo imparato. Il meravigliarsi, l'improvvisa sorpresa, il repentino non più comprendere il proprio essere e quello del mondo stimolano a porsi domande che sfociano nella ricerca di risposte. Questo sentimento o stato d'animo era detto dai greci thaumàzein, dove in quel thàuma stavano sia la gioia della novità sia l'angoscia dell'ignoto.    Secondo un tardo illuminista tedesco seguace di Leibniz, Ernst Platner, autore di due volumi di Aforismi filosofici, lo stupore è un «forte e veloce scuotimento dell'attenzione verso un oggetto nuovo e inatteso, del quale l'anima dapprima non sa se è...