AUTORI
Francesca Rigotti
01.08.2016

Grammatica delle virtù / Grazia

La parola grazia ha una sconcertante varietà di significati. Le persone religiose parlano di grazia di Dio e rendono grazie ai pasti, sperando di rimanere in uno stato di grazia. Il linguaggio secolare trova graziose e aggraziate ballerine e gazzelle. Le tre Grazie sono antiche divinità che conosciamo dai dipinti rinascimentali, i cui scopi e funzioni sono sorprendenti. In ogni caso sono decorative, mentre meno decorativi sono duchi e arcivescovi, interpellati in inglese come «Vostra Grazia» mentre al sovrano ci si rivolge appellandolo «Vostra Graziosa Maestà». Cerchiamo di rimanere nelle grazie dei nostri superiori o, se necessario, di ingraziarceli. Abbiamo poi crudeltà gratuite, gratificazioni soddisfacenti nonché vive congratulazioni; e persone grate e ingrate, forse perché...

26.07.2016

Un sentimento troppo attuale / Paura

Per quanto riguarda la paura, la filosofia politica ha da tempo a disposizione un autore eccellente: Thomas Hobbes (1588-1679), «il gemello della paura» (sua madre lo partorì prematuramente – racconta egli stesso nella sua autobiografia – terrorizzata dalla notizia dell'arrivo dell’«Invincibile Armada»). Solo di recente la filosofia politica dispone anche di un'autrice eccellente, Judith Shklar.   Nel 1651 Hobbes pubblicò il Leviatano, nel quale proponeva una serie di misure per combattere la paura accrescendo la sicurezza. Nel 1989 Shklar diede alle stampe un saggio dal titolo Liberalismo della paura, un testo complesso sul ruolo della paura nel processo di elaborazione teorica della politica.   Due parole sul contenuto a partire dai titoli, soprattutto sul secondo, che non è...

25.07.2016

Possibilità e impossibilità / Felicità

L'ossessione della felicità   La felicità è uno dei miti dell'oggi, insieme alla creatività, per la quale ognuno vorrebbe avere la ricetta, che rimane invece, insieme a quella per la felicità, un sogno, un miraggio, una chimera, un'araba fenice che nessuno sa dove sia. Chi riuscisse a trovare la ricetta della felicità diventerebbe un eroe del nostro tempo, un benefattore dell'umanità come Pasteur e Fleming. Noi che non abbiamo tali ambizioni non proporremo ricette o formule magiche bensì, da filosofi quali cerchiamo di essere, proporremo definizioni del concetto di felicità e cercheremo di individuare alcune trasformazioni dello stesso nel corso della storia del pensiero. Ci chiederemo anche se la felicità sia un diritto, analogo magari ai diritti alla vita e alla libertà, un diritto...

18.07.2016

Genealogia di un sentimento / Speranza

La speranza è una condizione mediana e «interstiziale». È uno stato «in between», come l'intercapedine o la fessura tra le piastrelle di un pavimento, o il canale che separa (e unisce) due terre, perché la speranza si trova situata tra un momento negativo dal quale si vorrebbe uscire e uno positivo nel quale si vorrebbe entrare. La speranza, aspettativa di una condizione migliore, connessa quindi al tempo e al desiderio, condivide con l'attesa la proiezione verso il futuro. Si differenzia però dall'attesa perché il futuro cui si rivolge è (sperato) migliore, ma è anche vago e incerto e poggiante su vari gradi e sfumature di insicurezza. L'attesa è invece legata a un fenomeno del quale sappiamo che accadrà.  Si pensi alla figura della speranza (spes) scolpita su una delle formelle del...

11.07.2016

Una paola filosofica / Stupore

Stupore è una parola filosofica per eccellenza. Si ripete sempre che agli inizi della filosofia ci sia lo stupore, la meraviglia. Lo affermano sia Platone sia Aristotele, ed è da loro che lo abbiamo imparato. Il meravigliarsi, l'improvvisa sorpresa, il repentino non più comprendere il proprio essere e quello del mondo stimolano a porsi domande che sfociano nella ricerca di risposte. Questo sentimento o stato d'animo era detto dai greci thaumàzein, dove in quel thàuma stavano sia la gioia della novità sia l'angoscia dell'ignoto.    Secondo un tardo illuminista tedesco seguace di Leibniz, Ernst Platner, autore di due volumi di Aforismi filosofici, lo stupore è un «forte e veloce scuotimento dell'attenzione verso un oggetto nuovo e inatteso, del quale l'anima dapprima non sa se è...

16.05.2016

Metafore dell’oblio / Delete, l’arte di dimenticare

Prologo: B.I.   Inizierò con un prologo. Nell'aprile del 1995 comparve sulla rivista «Iride. Filosofia e discussione pubblica» un mio saggio dal titolo: Il velo e il fiume. Riflessioni sulle metafore dell'oblio. Quando l'articolo uscì non sapevo ancora che il mondo sarebbe cambiato di lì a pochissimo per me e per molte altre persone comuni (per gli addetti ai lavori ovviamente già prima); proprio due mesi dopo mi recai negli USA con una fellowship e lì, nella biblioteca dell'Università di Princeton, assistetti per la prima volta alle prestazioni di Internet; mi fecero infatti vedere come era possibile collegarsi a siti di altre università e entrare in relazione col mondo. Nel 1996, prendendo servizio all'università a Lugano, ebbi il mio primo indirizzo elettronico e la possibilità di...