AUTORI
Gianluca Solla
08.03.2017

Goethe Institut Torino / L’immagine (sin troppo verosimile) del terrore

Il 15/16 marzo a Torino due giorni di incontri sul tema delle immagini e della violenza: come dobbiamo e vogliamo rapportarci a tutte queste immagini che pervadono e ossessionano la società occidentale? Che effetto ha il predominio dell’immagine sulla costruzione e tradizione del nostro canone culturale? È possibile formulare un’etica dell’immagine per il XXI secolo? Doppiozero riprende qui un contributo di Gianluca Solla per contribuire a costruire un dibattito attorno al tema, urgente e fondamentale.   Leggendo le raffinate considerazioni di cui Pierandrea Amato costella il suo In posa. Abu Ghraib 10 anni dopo (Cronopio), quest’estate era di fatto impossibile sottrarsi all’interferenza che sovrappone alle fotografie di Abu Ghraib, vecchie appunto di dieci anni, le immagini...

27.02.2017

Deledda ha un’isola tutta per sé / Grazia è partita

Arrivo a Nuoro in una fredda giornata di quell’interregno delle feste, che si estende tra il 25 dicembre e Capodanno, tra una nascita e un inizio. Via Grazia Deledda, casa natale di Grazia Deledda, Museo Deleddiano... Basterebbe solo questa ripetizione per informarci che una casa natale non è mai un museo qualsiasi. Essa rilancia, con tutta l’insistenza di cui è capace, la questione stessa della nascita. Cosa significa nascere? Cos’è natale in questa casa, aldilà della banale constatazione che là è nata una donna che mezzo secolo più tardi diverrà Premio Nobel per la Letteratura?   Mi pongo queste domande attraversando le stanze di una casa arredata in parte come nella migliore tradizione di un museo etnografico: la vita quotidiana nella Sardegna dell’interno di fine Ottocento, in...

11.12.2016

Mise en scène / Bertolt Brecht. Chausseestraße 125, Berlino

Dunque sarà stato qui, dietro questo portone, dietro questa facciata a due piani. Qui Bertolt Brecht avrà preso dimora nell’ottobre del 1953, dopo gli anni dell’esilio in Scandinavia e a Santa Monica, vicino a Hollywood, e dopo una serie di abitazioni a Berlino Est e dintorni. Paesaggio metropolitano asciutto, senza fronzoli. Accanto un cimitero storico che i turisti vengono ancora oggi a visitare. La strada che passa qui davanti prosegue fuori città. Porta un nome che è una tautologia, la parola francese per indicare una via selciata. Poco distante da qui restano alcuni solitari relitti del Muro. Naturalmente quello che i documenti ufficiali dell’epoca chiameranno “baluardo di protezione antifascista” era allora di là da venire.   Per il dopoguerra la casa è un vero lusso in una...

04.12.2014

15 tesi su un oggetto misterioso chiamato compassione

Provengo per nascita da una cultura nella quale l’apostrofare qualcuno con mischinu (povero, e per i bambini mischineddu, poveretto) si dà come segno di premura e di affetto. È difficile non avvertire un rifiuto tanto più energico quanto più immediato di fronte a espressioni di una simile solidarietà. C’è là qualcosa di una suadente prepotenza che schiaccia verso il basso chi venga avvolto nella loro rete. Una frase come mischinu, mi nd'est partu mali (poveraccio, mi ha fatto una brutta impressione) fa parte del corredo di frasi fatte a cui certi modi di vita appaiono indissolubilmente intrecciati. Vi si esprime un sordo senso di pretesa superiorità morale che parla nella migliore delle ipotesi di un disprezzo per...

25.09.2014

Di forze clandestine e impersonali

Che delle forze senza nome che animano un’insurrezione non esista un’immagine adeguata, non va messo in rapporto solo con il fatto che tali forze danno luogo a un divenire che come tale è irriducibile all’apparente staticità di ogni immagine. Che i rivoltosi non scrivano la storia della propria rivolta o che, se lo fanno, non sia che al prezzo di ritirarsi dalla rivolta stessa, non riguarda tanto l’incompatibilità tra scrittura e vita, ma testimonia di ciò che in ogni accadimento rimane irriducibile al rapporto con la memoria. Jesi lo doveva avvertire, scrivendo: «Del passato ciò che veramente importa è ciò che non si ricorda… l’unico vero passato vivo… vive nel cervello e nel sangue,...

04.09.2014

Il giorno dopo

Speranza e orrore si mescolano sempre. Ciò che accade di questi tempi in Egitto e negli altri paesi arabi fa ovviamente ben sperare. Quasi tutti pensano che in tempi postmoderni non possa accadere nulla, ma sono stati smentiti. È accaduto: una sollevazione molto tradizionale senza riferimenti religiosi, che fa esclusivamente appello alla dignità umana e a rivendicazioni laiche. È uno splendido evento, ed è davvero un evento reale.   Con “evento reale” intendo che non c’è stata una transizione morbida. Viviamo in un momento di incertezza e non si sa chi è al potere, e questo naturalmente mostra che c’è speranza. La speranza indica semplicemente un momento aperto quando non si sa chi è al potere e...