AUTORI
Gianni Agostinelli
01.10.2017

“Il nostro paese è imbarazzante per il mondo intero” / Le grandi star sportive americane, la politica. E gli italiani?

“Il nostro paese è imbarazzante per il mondo intero”. Ecco le ultime dichiarazioni riguardo la politica americana di uno dei più navigati e vincenti coach dell'NBA, Gregg Popovich. Pensiero già manifestato con schiettezza ai tempi dell'elezione di Trump a Presidente degli Stati Uniti d'America: “Mi fa venire il voltastomaco. Non tanto perché hanno vinto i Repubblicani ma per il disgustoso livello di commenti che sono stati xenofobi, omofobi, razzisti e misogini. Vivo in un paese dove metà delle persone ha ignorato tutto questo e ne ha eletto il rappresentante”. Il rifiuto a Trump è diventato nelle ultime ore quasi sistematico, ed è partito dalle seguenti dichiarazioni: “Io non voglio andare, le mie convinzioni rimangono le stesse. Dovessimo mettere il viaggio alla Casa Bianca ai voti, io...

04.06.2017

Vedi che non capisci? / Le parole terribili che si dicono ai bambini

Giorni fa ero con mia figlia al supermercato e tra le file di scaffali abbiamo incontrato dei conoscenti. Marito e moglie sui sessantacinque anni. La signora si è chinata sorridente verso la bambina e le ha domandato: “Ti vende il babbo? Ti vuole vendere? Ti lascia qui?”. Senza ottenere risposta ha continuato a sorriderle, fissandola, per alcuni secondi. Poi si è tirata su, ha guardato me e ha detto “bellina che è”. Un attimo dopo non c'erano già più. A quel punto ho guardato la piccola e l'ho vista immobile, gli occhi spalancati sulla schiena di quei due e muta. Ha aperto bocca solo per infilarci il dito. Ha ricambiato il mio sguardo per capire se fosse tutto a posto. Le ho detto qualcosa per tranquillizzarla, poi abbiamo ripreso velocemente il giro.   Ancora prima di arrivare alla...

31.01.2017

Il cinema italiano e il calcio / Per sempre fuori campo

Sere di fine estate, scalzi sul divano, ancora un gelato e la tv accesa. Per calarsi meglio nella cartolina, vera o presunta, si potrebbe ricorrere ad un vecchio film di fantascienza, magari in bianco e nero, lasciato andare a basso volume. Il quadro sarebbe perfetto. Ma scarrellando i canali è più facile trovarsi di fronte l'ennesima replica de L'allenatore nel pallone. La prima reazione è alzare il volume. La seconda, quasi immediata, è passare da un sorriso a una smorfia triste. Infatti l'errore, alla centesima visione, è sempre lo stesso: aspettarsi che qualcosa cambi. Un po' come il vecchio compagno di banco che insiste ancora con gli stessi aneddoti, e a ripetere le stesse battute. E riderne da solo. Gli si vuol bene, ma è evidente che ci sia qualcosa che non vada. E nonostante...

14.08.2014

Serviamo il numero 34

Io mi preparo, sogno soprattutto, e comunque butto giù una traccia da seguire perché ho degli obiettivi. Però arriva sempre uno che come quella volta mi dice con una voce registrata Serviamo il numero 34.   L’obiettivo del verosimile ti dà speranza, l’estate è un’illusione, è solamente verosimile. E dopo tre mesi a bagno nell’acqua tiepida del verosimile si torna allo specchio da metà settembre, carichi di quelle frustrazioni e umiliazioni che anche se non ti accorgi, ti tengono in vita gli altri mesi dell’anno. L’estate è anche un paio di settimane di ferie, è una sorta di stage nella vita che hai progettato ma che non sai nemmeno da che parte cominciare.   Così tante...

09.08.2013

Oggetti d'infanzia | Le audiocassette

Io secondo me la colpa è di Zucchero Sugar Fornaciari. Che stamani mentre il gommista diceva Porta pazienza mi è tornata in mente la cassetta di Zucchero Sugar Fornaciari. Una volta lo chiamavano così, completo; e poi una volta per cassette si intendevano le audiocassette. Va beh, dice, una volta un cazzo, sarà vent’anni fa, venticinque toh. Eh, ti pare poco a te, che io di anni ne ho 34 abbondanti e fatti due conti, poi vedi se non è una volta. Io mica lo so perché ho detto che le audiocassette sono il mio oggetto d’infanzia.     Cioè potevo dire le fettine fritte con le patatine che me le ricordo calde quando Altobelli ha battuto il centro contro la Bulgaria ai mondiali dell’86. Che io ero fuori a...

28.08.2012

Ciclisti

Io vado a lavorare con la macchina. Poi torno da lavorare, sempre con la macchina. E mentre faccio avanti e indietro vedo queste persone disperate che si muovono in bicicletta. Mi danno un’idea precisa di precariato, i ciclisti, che mette l’angoscia. Soprattutto quelli con gli zaini e le valigie agganciate ai lati delle ruote. Io passo col braccio sinistro fuori dal finestrino, tre bottoni della camicia slacciati e gli occhiali da sole saldati dietro le orecchie, e sudo. E sudano pure loro, delle volte stanno lì a rigirarsi tra le mani la cartina unta di fatica, piegata a piacimento dal vento caldo all’ombra di una pianta secca a bordo strada che uno li vede, non ci pensa a queste cose e dice, Ah i cicloturisti in vacanza, mi piacerebbe farlo, mentre nello...