AUTORI
Maria Luisa Ghianda
22.03.2017

Un artista che si fida dell’ingegnere che ha in sé / Franco Albini. Design e interni

Studiare architettura al Politecnico di Milano negli Anni Settanta ha significato avere avuto Franco Albini (1905-1977) quale nume tutelare. Certo, dopo l’arbitraria, quanto iniqua sospensione decretata il 23 novembre 1971 dal Ministro della Pubblica istruzione del Governo Andreotti I – che investì anche Ludovico Belgiojoso, Piero Bottoni, Guido Canella, Carlo De Carli, Aldo Rossi, Vittoriano Viganò e l’allora preside Paolo Portoghesi – il maestro non veniva di frequente in facoltà. Però come dimenticare la sua commossa, se pure breve – era parco di parole – orazione funebre per Piero Bottoni tenutasi nell’atrio di Via Bonardi? Quel suo omaggio al collega morto senza aver potuto riprendere l’insegnamento. Lui, invece, l’insegnamento lo avrebbe ripreso il 5 giugno 1974 (come ricorda Guido...

14.03.2017

In mostra a Milano il multiverso belliniano / Mario Bellini, o della Bellezza

In Giappone vige il divieto di proiettare l’ombra di un edificio sul terreno del vicino. Pare che il problema si possa ovviare in due modi: o acquistando dal proprietario del terreno il diritto di proiettarvi l’ombra, oppure con un colpo di genio. A raccontare di questa peculiarità giapponese è Mario Bellini (1935), mentre illustra il modellino del Tokyo Design Center, edificio da lui progettato nel 1991, esposto nella bella mostra che Milano, la sua città natale, finalmente gli dedica.   Plastici del Tokyo Design Center, 1991. Sotto: alcuni scorci del Tokyo Design Center.      La retrospettiva, intitolata Mario Bellini. Italian Beauty e curata da Deyan Sudjic, Ermanno Ranzani e Marco Sammicheli, cade a trent'anni di distanza dalla mostra che gli dedicò il MoMA di...

16.01.2017

Il design di Ico Parisi / Parisi, o caro

Ico Parisi (1916-1996): o lo si adora o lo si ignora. Non ci sono mezze misure. Il secondo atteggiamento è stato purtroppo quello che ha prevalso, dopo la sua morte e fino ad oggi, nella cultura ufficiale; il primo connota invece da decenni il mondo del collezionismo, sostenuto dalle aste internazionali di design, dove le sue opere sono battute spesso a quotazioni record.   Sopra: tavolo da pranzo, 1950, MIM; carrello in noce e vetro, 1950; carrello bar, 1950. Sotto: consolle con piano in rame smaltato con disegni di Pietro Zuffi eseguito da Paolo De Poli, 1954, Altamira (USA); servomuto Gentleman, Fratelli Reguitti, 1950 circa; due vedute della consolle in palissandro, 1949, Spartaco Brugnoli.   A destare l’interesse dei suoi estimatori è soprattutto la goniomorfica...

18.12.2016

Poster movement / Seneca e la cartellonistica pubblicitaria

Che il Poster movement – secondo la felice definizione data da Rober Koch nel novembre del 1957 sulla Gazette des Beaux-Arts – sia figlio della pittura è un dato ormai acclarato. Nato in Francia nel penultimo decennio del XIX secolo, conobbe da subito un rapito sviluppo in tutta Europa. In Italia, però, la sua diffusione fu più tardiva e raggiunse l’acme nel primo scorcio del Novecento, grazie all’opera di straordinari artisti, quali Achille Beltrame, Umberto Boccioni, Leonetto Cappiello, Plinio Codognato, Fortunato Depero, Marcello Dudovich, Alberto Martini, Leopoldo Metlicovitz, Guido Marussig, Marcello Nizzoli, Plinio Nomellini, Severo Pozzati (Sepo), Federico Seneca, Aleardo Terzi e molti altri ancora.   Se il suo primo debito culturale il Poster movement lo pagò all’Art Nouveau...

15.10.2016

Alexander Girard: un designer dell’altro mondo

Il ristorante La Fonda del Sol di Manhattan è uno dei ‘luoghi altri’, diversi da quelli dell’ufficialità, dove si è scritta una pagina insolita ma importante della storia del design.   La Fonda del Sol   Ubicato nella hall del Time & Life Building, fu concepito nel 1960 dalla prorompente fantasia di Alexander Girard (1907-1993) che ne curò l’identity system fin nel più minuto dettaglio, dal menu, al logo, dalle piastrelle in ceramica, alla carta da parati, dalle livree dei camerieri ai posacenere e persino ai fiammiferi con quell’inconfondibile eclettismo cosmopolita, nutrito di suggestioni colte e al contempo folk, che ha fatto di lui un unicum nel panorama dell’Arte del Novecento.  Spirito eclettico e poliedrico, anche se poco conosciuto dal grande pubblico, Girard,...

14.09.2016

Utopie realizzate / Eileen Gray e La Maison en bord de mer

C’è un film del 2015 che ha come protagonista una casa. Si intitola: “The Price of Desire”, opera della regista irlandese Mary McGuckian. Racconta la storia della E-1027 (leggasi: E dieci due sette), la Maison en bord de mer, sita a Roquebrune-Cap-Martin in Costa Azzurra, insieme a quella della sua progettista, Eileen Gray (1878-1976), lei pure irlandese, che l’ha realizzata tra il 1926 e il 1930.   E-1027  è  un acronimo alfanumerico corrispondente al nome della Gray, associato a quello di Jean Badovici (1893- 1956), suo compagno lavoro e di vita in quel periodo, un architetto di origine rumena, che dirigeva “L’Architecture  vivante”, una delle riviste di architettura più importanti del tempo. E, infatti, sta per Eileen; mentre 10 indica la decima lettera dell’...