AUTORI
Mauro Portello
13.10.2015

M'inchino

La deferenza è da servi, da sottomessi, da schiavi, da sfruttati, da subordinati, da mediocri, da serie B. Non si può ambire a diventare deferenti, sarebbe un errore di prospettiva, per così dire, una mancanza di lucidità sulla società tutta. Per chi si alzava la mattina per uscire a demolire il mondo – cioè per molti, moltissimi baby-boomers come me – questo era un assioma, non un dogma perché i dogmi sono qualcosa che sa di religione, cosa che semplicemente andava negata. Lasciamo stare come è andata, per favore. Qui intendo semplicemente indicare quanto feroce fosse il piglio politico-culturale che per decenni ha posseduto almeno una generazione del secondo dopoguerra.   In un tempo non molto più remoto...

17.09.2015

Precisi, pressappoco

Un giorno, nell’afa agostana, in piscina un bambino in groppa al padre, il braccio teso verso il cielo, gridava: “Alla ricaricaaa!”. In casa il piccino sente evidentemente più spesso parlare di ricarica che di carica militare. Da qui il suo gustoso umorismo involontario. Essendo la sua esperienza del mondo ancora approssimativa lui usa le parole per imitazione, quel suono gli pareva quello più adatto a sferrare un duro attacco all’esercito suo nemico. Il fatto è che, purtroppo, l’approssimazione nell’uso del linguaggio non è un appannaggio dei bambini, ma un patrimonio negativo e consolidato della società adulta. Ed è un indicatore assai rivelatore di un più generale comportamento.   Quando si...

27.07.2015

Paesaggio

In uno dei tanti posti belli d’Italia, fine giugno, metà mattina, tra i tavolini del dehors di un baretto sotto la torre di un castello medievale, aria frizzantina, sole smagliante, panorama di colline e vigneti pettinati (come li chiamava Andrea Zanzotto, uno di qui), due vecchi arrivano alla meta col fiato lungo. Almeno settantacinque anni per ciascuno. Si accomodano: leggono il giornale. Io un po’ più in là, siamo solo noi tre. Le loro voci sono sommesse, il paesaggio (zanzottiano) forse agisce come le fontanine che usano in certi locali del Medio Oriente, per stabilire, con il loro zampillo lieve, la soglia eticamente invalicabile del volume delle conversazioni. Comincia lui con la prima pagina, in ottimo italiano lancia la notizia (un noto...

09.07.2015

La piccola cattiveria

C’è una profondità del male, ma anche una sua superficialità. L’una produce storture umane, l’altra semplicemente irritazione e fastidio, perché la piccola cattiveria, chiamiamola così, è un male minore. L’uno, il Male, è forza (distruttiva), l’altra, la piccola cattiveria, è debolezza, fragilità, non leggerezza, ma superficialità, approssimazione nella sua mancanza di rispetto per la profondità dei fenomeni e degli esseri. Il male minore della piccola cattiveria quando viene inferto non comporta dei seri rischi, chi non ti saluta non ponendosi il problema di stare facendo una sgarberia, non mette in gioco nulla della sua esistenza, al massimo si guadagna un violento invito ad...

13.01.2015

La realtà disturbata da Cartongesso

Cartongesso di Francesco Maino (Einaudi 2014) è come uscire dall’acqua dopo una lunga non voluta immersione e tirare il fiato tutto d’un colpo e riconquistare l’ossigeno. Una salutare esplosione nervosa, un urlo totale. Io credo che non si possa dire di meglio di un romanzo. Maino ha saputo costruire una drammaturgia speciale, giocata su un solo personaggio, un’unica corda tesa attorno a cui si disgrega una realtà che negli ultimi trent’anni era andata assumendo le mostruose proporzioni di una impresa colossale e folle che ha rischiato di risucchiare in sé le molte energie del Veneto, cioè di una parte cospicua della popolazione italiana. Ecco, già dopo poche righe la mia narrazione se ne esce dal contesto finzionale di un...

07.11.2014

L'interluogo di Augé. La vecchiaia non esiste

Anche Marc Augé ha deciso di proporci la sua lettura della vecchiaia con un piccolo libro intitolato Il tempo senza età. La vecchiaia non esiste (Raffaello Cortina, Milano 2014). La sua è una vecchiaia considerata come una sorta di – lo dico impudentemente alla maniera di Marc Augé – interluogo tra il tempo e l’età, una zona dai contorni sfumati nella quale ciascuno di noi, a seconda della sua indole e delle circostanze della sua vita, è più o meno libero di scegliere se propendere più dalla parte del tempo o dalla parte dell’età.     Ma prima di addentrarci tra gli argomenti del libro vorrei marcare il fatto che ancora una volta le riflessioni sulla vecchiaia provengono da fuori, dagli...