AUTORI
Mauro Portello
28.08.2014

Los Angeles di Barcellona

Succede che si viaggi, che si abbia voglia ogni tanto di cercare un giardino più verde. Da quando la rucola al suo apparire copiosa sulle nostre tavole diversi anni fa si è insinuata, per lo più nella modalità di letto, nella nostra vita trascinandosi dietro prima i pomodori pachino, poi l’aceto balsamico, e poi i birrifici regionali, e i masterchef, e i vini docg e, giù giù, i voli low-cost, le piste ciclabili, il car-sharing, e insomma tutta l’omologazione degli stili di vita della società italiana, che è liquida, non legge e non ha laureati, il desiderio di spostarsi un po’ più in là può essere in certi momenti anche impellente.   E quando uno esce di casa per qualche giorno spera di...

24.04.2014

Alessandro Rossetto. Piccola Patria

Prima si vedono gli uomini come si sono ridotti e poi il luogo dove l’hanno fatto. Così comincia il film, prima una scena molto dura e violenta e poi dal cielo, con una zoomata manzoniana (direbbe Umberto Eco), si scende sul misterioso meteorite caduto in mezzo alla campagna veneta e attorno al quale si svolgono le storie. Proprio simile alla Kaaba della Mecca, la Torre Nera dell’Hotel multistellato Antares appare dall’alto circondata da piscine e splendidi prati pensili disseminati di chaises-longues; la si vede, in una ripresa stupenda, emergere tra distese di campi coltivati e strade trafficate e, man mano che lo sguardo si avvicina, circondata da una grande stalla.   Solitaria in un angolo, una mucca in piena attività escrementizia. Poi arrivano...

17.04.2014

Capibanda e fischietti imbrattati

L’unica cosa che conta è quel 2.0, così l’hanno definito, Referendum per un Veneto 2.0, lì sta il senso di quello che i promotori hanno fatto: hanno riportato sulla ribalta la questione del “Male del Veneto” (Diamanti) facendo emergere la distanza non del Veneto dal resto del mondo, ma del Veneto di oggi da quello di trent’anni fa. Questa credo sia la chiave che serve a leggere quello che sta succedendo. Cerco di spiegare. Andare a fare la spesa in un supermercato, magari un po’ grande così c’è più gente, basta a percepire in che realtà sociale viviamo. Tra le due (forse) casalinghe trentenni quando si incontrano subito può partire un “…gatu visto su feisbuk a clara cossa che ha...

29.03.2014

Da Tolstoj a Toy Story

Dicono sòcialdemocrazia non sociàldemocrazia, questi non ne hanno la più pallida idea di dove venga quella cosa, per loro è un sòcial, un qualcosa di connesso agli altri. È un dettaglio, per carità, giusto per dare un’immagine iniziale, generica, solo per cominciare a parlare di “che cosa” siano gli studenti delle superiori del giorno d’oggi. (Diciamo comunque che per chi alla loro età sapeva bene persino la distinzione anche tra le posizioni di Kautsky e di Bernstein, è un fatto fastidioso e per certi versi ancora incomprensibile, e che il fastidio si replica uguale a se stesso ad ogni occasione.) Solo con gli anni ci si forma un’assuefazione all’idea di avere a che fare con dei meccanismi...

04.01.2014

Umano, ma no

Tanti odiano la sabbia che sgrincia tra i denti. Anch’io un po’. Un giorno quest’estate, in spiaggia, mentre spostavo l’asciugamano, il vento l’ha mandata proditoriamente anche tra le pagine di un grosso libro caduto ai piedi del lettino dell’ombrellone davanti al mio. Nessuno se ne curava, la gente dell’ombrellone stava in acqua tutto il tempo, e il libro, un volume di almeno mille pagine, era caduto aperto, e la linea di lettura era disposta sull’asse est-ovest, proprio quello lungo il quale soffiava  un vento insistente e impetuoso che faceva schioccare le sue pagine.   Il vento portava anche qualche goccia salata che condiva il libro come un’insalata. Mille pagine di parole esposte a fronteggiare le furie del mare...

19.08.2013

Che vecchio potrei essere?

Ci sono due grandi ostacoli, ha scritto di recente Philip Roth (Al mio Maestro, La Repubblica), nel crescere un giovane ben disposto a imparare, e sono “l’impurità del mondo e l’impurità di se stessi”. E nell’educare un vecchio, mi chiedo? Nel preparare cioè un adulto alla sfida finale? Di fronte alle prove estreme che la vecchiaia chiede a un individuo, fatte di resistenza fisica e psichica, di capacità di sopravvivenza in terreno ostile, la vita sembra essere (stata) solo un lungo addestramento per affrontare questa ultima guerra. C’è chi si arrende, chi lotta eroicamente, chi passa al nemico, chi muore in battaglia, chi nelle retrovie mentre netta cessi. Ma è una guerra, ed è una guerra pura, per...