AUTORI
Mauro Portello
14.05.2013

Parigi: la Valise Mexicaine e Manifesto

Quando Lucio Fontana squarciò il teatro della tela aprì nuove dimensioni. Dentro a quei tagli c’erano cose nuove, come delle intimità ancora inedite che potevano finalmente sprigionarsi, uscire alla luce. Ma anche il fuori poteva entrare da quei nuovi pertugi a esplorare qualcosa di sconosciuto. Viene effettivamente da collegare l’operazione di Fontana all’extime lacaniano, quel luogo dove interno ed esterno si rimandano l’un l’altro.     Camminando per Parigi pochi giorni fa, ho avuto la precisa sensazione di stare ficcando la testa dentro a uno di quei tagli, il fuori entrava in un dentro che poi sarebbe uscito con me. Davanti al Musée d’art et d’histoire du Judaisme c’era la locandina, ben...

13.04.2013

Oggetti d'infanzia | La carta

Premessa: io amo la cancelleria. Quando arrivava Stiassi era una carica straordinaria di energia. Stiassi era un re mago, quello dell'oro: portava la carta. Io non lo sapevo prima, naturalmente, ma quando il camion arrivava io lo vedevo subito perché il territorio di mia competenza, l'immenso cortile che stava tra la casa dei nonni e la mia e la cantina, era da me costantemente monitorato. Tranne quando vivevo lungo le rive del fosso, dietro la cantina, un mio personale Rio delle Amazzoni, per il resto ero sempre di guardia e niente e nessuno poteva sfuggire al mio radar. Il camion di Stiassi si vedeva bene sin dalla strada, prima del cancello d'entrata. Subito scattavo al galoppo: dovevo essere il primo a farmi vedere e a raccogliere la messe di blocchi per note,...

13.02.2013

Londra. Il paradigma del Clapton Hart

In un locale pubblico di una qualche consistenza c’è sempre un inventario più o meno esaustivo del luogo in cui esso sorge. L’umanità vi si riunisce sotto specie di architettura, arredamento, culinaria e, in fine, di modalità di connessione sociale. Per questo complesso di elementi quel certo locale si presta alla funzione di paradigma, ci fornisce cioè le componenti essenziali con le quali noi possiamo leggere il sistema storico-sociale in cui sta. Chiaro, bisogna saperle tirare fuori queste componenti essenziali e a seconda di quanta armonia si realizzi tra di esse si può pensare di poterlo fare. Insomma più il locale è riuscito più racconta la città in cui “vive”. Tantissimi locali del...

11.01.2013

Speciale Librerie | Libreria, scambio umano

E’ una questione di atmosfere, di involucri, perché se si pensa esclusivamente al contenuto non c’è partita: i libri si vendono solo nelle grandi distribuzioni non nei piccoli negozi dedicati. Questa è ormai la nuda realtà. Ciò che sta succedendo a Milano (vedi Cataluccio) o a Roma (vedi Cortellessa) è di fatto accaduto in generale nelle città italiane. Gli antichi luoghi dell’anima che erano le librerie storiche hanno dovuto sloggiare, riconvertirsi o addirittura chiudere i battenti. E questo è accaduto anche in moltissime città europee, poiché è un trend negativo preciso che le “ragioni dell’economia” impongono alle “ragioni della bellezza culturale”.  ...

04.01.2013

Dubito!

Leggendo la raccolta di lyrics Erravamo giovani stranieri, (Agenzia X, pagg.160, Milano 2012, euro 13,00), di Alberto Dubito (Alberto Feltrin, Treviso 1991-2012, per tutti Abe) si ha esattamente l’impressione di avere in mano del materiale di lavorazione di uno spirito temerario e delicatissimo, particolarmente ricettivo della realtà del proprio tempo, colto nel suo elaborarsi. “cara Cara,/ corrosi ci siamo corrosi/ rincorsi ci siamo rincorsi/ ricordi ci siamo corrosi/ ci siamo corrosi i ricordi...”, comincia così la pazzesca rincorsa rabbiosa di Abe, e, in fondo, questo è molto naturale trattandosi di un giovanissimo al culmine della propria esistenza, alla quale con un durissimo cut egli stesso ha deciso di porre fine nello scorso aprile. Abe...

15.10.2012

Un biglietto nostro

Traslocare significa sbudellare la propria casa e mostrare nella pubblica via le proprie viscere: un orrore. Un’endoscopia della propria vita materiale a cui gli altri assistono. Vedono le tue scelte stilistiche in fatto di mobilia, sanno delle tue fatiche economiche che non ti hanno concesso di comprare un’ottima lavatrice o un armadio più grande; per non dire della quadreria irrimediabilmente modesta, in termini artistici s’intende. Un orrore. Ebbene in questo orrore mi è successo – e questo è il versante miracolistico di un trasloco – di ritrovare il vecchissimo biglietto di un concerto: Palasport – Bologna 31 marzo 1973 – ore 21,30 TRAFFIC - gradinata L.1.500 n.796. Un tagliandino rosa che, oltre alle scarne...