AUTORI
Pierpaolo Antonello
12.07.2016

Dopo Brexit / Il lavoratore europeo nel Regno Unito

Cosa significa vivere da cittadino europeo in Inghilterra dopo Brexit? E sottolineo Inghilterra perché parte proprio da qui la marea elettorale che sta provocato una crisi di nervi globale (come ha scritto qui anche Federico Campagna), ma che nell’immediato certamente interessa in maniera più pressante e esistenzialmente urgente i cittadini EU che da anni vivono e lavorano nel Regno Unito.    Premesso che è ancora presto per comprendere quali saranno gli scenari istituzionali, legali, politici ed economici immediati e futuri, il primo dato da registrare è stata la forte risposta emotiva del 48% della popolazione favorevole al Remain, del tutto comprensibile visto l’impatto e le possibili ramificazioni sociali, personali, politiche del voto del 23 giugno. Per molti che come noi...

15.11.2015

René Girard: la voce inascoltata della realtà

Ci si può chiedere che senso abbia la discussione intellettuale di fronte all’atrocità di eventi come quelli occorsi a Parigi ieri notte. L’impotenza del pensiero di fronte all’atto conclusivo, definitivo e violento. Crediamo in realtà che l’imperativo in questi momenti drammatici sia proprio quella di capire quali siano gli strumenti per descrivere e capire la complessità delle forze in gioco. Le insidie che si nascono dietro all’angolo in un mondo che sta affrontando conflitti inediti. In questo senso, se c’è un pensatore che ci può aiutare a radiografare le metamorfosi della violenza, questo è proprio René Girard.      È sempre difficile ricostruire il profilo...

01.05.2013

La network society secondo Manuel Castells

Alle elezioni politiche dello scorso 25 febbraio il Movimento 5 Stelle aveva raccolto in Friuli il 27 per cento dei consensi, alle regionali del 22 aprile solo il 13 per cento. Giuseppina De Santis, sul sito del Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi, a caldo sottolineava come questo fatto dia «un’idea, da un lato, della velocità con cui l’elettorato italiano in questo momento è pronto a consumare proposte e partiti; dall’altra, di quanto sia esile il filo che lega rappresentanti e rappresentati».   Certamente i risultati elettorali vanno interpretati più analiticamente e nel contesto delle dinamiche politiche locali, ma un dato appare evidente, soprattutto in riferimento all’impatto che i nuovi mezzi di...

20.12.2012

Bruno Munari. Il mio passato futurista

La relazione di Bruno Munari con il futurismo è uno degli aspetti più controversi della produzione di quello che può essere considerato il più importante artista italiano del Novecento. È un periodo poco studiato da storici e critici per quell’insistito cordone sanitario che è stato spesso e volentieri eretto dalla cultura italiana attorno ai prodotti artistici emersi durante il ventennio e associabili in senso lato con il regime. Munari stesso è in qualche modo complice di questa menomazione storiografica. Come ha sottolineato Jeffrey Schnapp, nelle sue varie liste autodefinitorie e autobiografiche Munari mette come incipit simbolico della propria carriera d’artista la prima “macchina inutile” del 1930. Un gesto...

11.12.2012

Ohio: swing state

Se doveste scegliere uno stato dell’unione dove assistere alla prossima campagna elettorale per le presidenziali americane, non dubitate nemmeno un secondo e venite qui, a Cincinnati o a Columbus, in Ohio. L’Ohio è lo “swing state” per eccellenza, l’ago della bilancia elettorale, il “bellwether state”, dove si capisce dove andrà l’intera nazione; lo stato che incarna la medietas nazionale rispetto alle preferenze di ogni tipo. Non a caso moltissime multinazionali hanno la loro sede americana qui, proprio per intercettare meglio e prima le tendenze dell’intero continente, soprattutto in termini di trend di consumo. E non sorprende quindi che Obama e Romney siano ritornati da queste parti in diverse occasioni durante la...

27.11.2012

It’s really a common ground. Per una architettura senza architetti

Common Ground, “Terreno comune”, era il titolo della 13° Biennale di Architettura di Venezia che si è chiusa domenica 25 novembre. Nelle intenzioni del direttore della mostra, David Chipperfield, questa edizione avrebbe dovuto mettere in mostra tutto quello che architetti e urbanisti hanno in comune a livello mondiale, un ideoletto globale, fatto di forme o regole o politiche di intervento che rimbalzano consonanti tra continente e continente, fra scuola e scuola. Gli interventi sono stati dei più vari (e prevedibili); per scontate ragioni promozionali molto spazio è stato dato ai grossi nomi del divismo architettonico internazionale (Foster, Herzog & de Meuron), mentre sotto silenzio sono rimaste le figure femminili (a parte la solita Zaha...