AUTORI
Primo Levi
28.04.2016

Primo maggio / Amare il proprio lavoro

Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono. Questa sconfinata regione, la regione del rusco, del boulot, del job, insomma del lavoro quotidiano, è meno nota dell'Antartide, e per un triste e misterioso fenomeno avviene che ne parlano di più, e con più clamore, proprio coloro che meno l'hanno percorsa. Per esaltare il lavoro, nelle cerimonie ufficiali viene mobilitata una retorica insidiosa, cinicamente fondata sulla considerazione che un elogio o una medaglia costano molto meno di un aumento di paga e rendono di più; però esiste anche una retorica di segno opposto, non...

12.02.2016

Ospite del Capitano Nemo

Nell’aprile del 1980 Primo Levi sale a bordo del Castoro Sei, la nave della Saipem, consociata dell’ENI, che sta posando sul fondo del Mediterraneo il tubo che porta dalla Tunisia all’Italia il metano necessario per riscaldare le case degli italiani e anche per la produzione industriale. L’idea è venuta ai dirigenti dell’impresa petrolifera di Stato, forse memori del libro apparso due anni prima, La chiave a stella, inno al lavoro e alla tecnica scritto dall’ex chimico torinese. Si tratta di un reportage che racconta il delicato lavoro condotto dal natante speciale allestito per questo scopo. Della breve navigazione di Levi durata 30 ore, cioè un giorno e sei ore, lo scrittore fornisce due testi diversi e complementari. in uno di questi,...

26.01.2016

La questione ebraica

Nel 1961 "Storia illustrata", mensile edito da Arnoldo Mondadori e diretto da Gianni Baldi, dedica nel numero 6 una sezione al tema: “Soluzione finale. Giustizia finale”. L’argomento è la persecuzione antiebraica. La rivista pubblica nel dossier due capitoli di un libro di Gerard Reitlinger uscito da poco in Germania “sulle origini politiche e sugli orrori dell’antisemitismo nazista”; un articolo di Marco Cesarini riguardante il razzismo in Italia; e una tavola rotonda, che apre il periodico, dedicata a “La questione ebraica”. Si tratta di sette domande rivolte a varie personalità italiane: il filosofo Remo Cantoni, lo psicologo Cesare Musatti, il giurista Francesco Canelutti e Primo Levi, presentato come un “...

14.11.2015

Straniero

A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno inconsapevolmente, che "ogni straniero è nemico". Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all'origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora al temine della catena, sta il Lager. Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa coerenza: finché la concezione sussiste, le conseguenze ci minacciano. La storia dei campi di distruzione dovrebbe venire intesa da tutti come un sinistro segnale di pericolo.   (da Se questo è un...

29.12.2011

Giorgio Bocca intervista Primo Levi / Essere antifascisti oggi

Nel 1985 Giorgio Bocca conduce una trasmissione a Canale 5; s’intitola “Prima pagina”. In seguito, ha raccontato varie volte della collaborazione alla tv berlusconiana. Intervista diversi personaggi, e nel giugno di quell’anno incontra Primo Levi. L’occasione è data dall’uscita di un libro dello scrittore torinese: L’altrui mestiere; un libro di saggi, meglio di articoli brevi, apparsi in vari giornali, principalmente “La Stampa”, con cui Levi collabora; in precedenza, negli anni Sessanta, anche su “il Giorno”, di cui Bocca era una delle firme. Una coincidenza, come l’altra, quella che probabilmente spinge Bocca a intervistare Levi: entrambi sono stati partigiani di Giustizia e Libertà. Levi per breve tempo, e in una scalcagnata banda partigiana denunciata da una spia. Inoltre, entrambi...

17.03.2011

Patria

“Patria”: non sarà inutile soffermarsi sul termine. Si colloca vistosamente fuori del linguaggio parlato: nessun italiano, se non per scherzo, dirà mai “prendo il treno e ritorno in patria”. È di conio recente, e non ha senso univoco; non ha equivalenti esatti in lingue diverse dall’italiano, non compare, che io sappia, in nessuno dei nostri dialetti (e questo è un segno della sua origine dotta e della sua intrinseca astrattezza), né in Italia ha avuto sempre lo stesso significato. Infatti, a seconda delle epoche, ha indicato entità geografiche di estensione diversa, dal villaggio dove si è nati e (etimologicamente) dove hanno vissuto i nostri padri, fino, dopo il Risorgimento, all'intera nazione. In...