AUTORI
Raffaele Manica
15.01.2017

La gioia della partita / Cesare Garboli

È meno curioso di quanto non si creda pensare come Cesare Garboli si sia prima sottratto alla visibilità e poi abbia occultato le tracce di se stesso. Era per natura molto visibile, in figura e nelle prese di posizione, ma tale natura richiedeva allo stesso tempo una selettività che presentasse quasi una immagine ideale dell’arte della critica (e anche della scienza). Dunque Garboli fu critico molto selettivo, tanto da lasciare parte assai abbondante della propria attività a uno stato gassoso, non avvicinabile, variamente e volutamente dispersa: ora ciò che fu a lungo accantonato, e forse dimenticato in varie sedi viene rimesso in circolazione con La gioia della partita. Scritti 1950-1977 (a cura di Laura Desideri e Domenico Scarpa, Adelphi, pp. 331, € 30,00), che è il primo dei due...

14.09.2016

È morto a 89 anni / La severità pietosa di Ermanno Rea

Ermanno se n’è andato. Come in altri suoi bei libri, anche in Napoli ferrovia ha saputo guardare la sua città (e l’Italia) in un modo speciale. Riprendiamo questa recensione di Raffaele Manica perché ci sembra tocchi alcuni tratti essenziali della personalità di Rea.   Ci sono romanzi che, nel punto strategico che sono le prime pagine, presentano se stessi: «Un grande scrittore una volta disse di amare soltanto le storie “dettagliate ed esatte”. Io la penso come lui». Così, cominciando a muoversi con nitore di percezione nella sua materia, che sembra sempre notturna; giudicando con fervore, come si vede anche nell’organizzazione del libro – che è sempre un giudizio intorno alla materia trattata –; procedendo con rigore nell’osservazione di piccoli e grandi fatti, tanto da...

11.03.2013

Tavoli | Alberto Arbasino

Il posto di lavoro, che dall’alto appare come un angolo ben protetto, è consumato proprio dove si lavora: l’uso ha rimosso la coloritura del tavolo e per sfregamento riaffiora la natura del legno. La luce arriva dalle spalle, da sinistra, quasi chiudendo l’angolo delle due pareti. Sempre alle spalle, dietro la sedia dal cuscino a lungo usato, un paio di pile di libri appena ricevuti o consultati o sgombrati dal tavolo. A destra il telefono fax fotocopiatrice. Un posto efficiente, con spazi per la consultazione e la revisione e, già a portata di mano, piccoli archivi di momentanea consultazione. Lo strumento di scrittura, sotto la lampada opposta in diagonale alla finestra, è una macchina per scrivere a nastro. Di conseguenza si immaginano...

11.01.2012

Uno sguardo critico

Nei decenni che vanno dall’invenzione della figura stessa dell’assessore alla cultura e dell’estate e dell’effimero, fino all’apertura o riapertura di luoghi variamente celebri (il Palazzo delle Esposizioni dopo lungo restauro, l’Auditorium, il Macro, il Maxxi e via siglando), Roma sembra aver inseguito tutte le possibilità che le si aprivano, fino alla mostra del cinema, irritante Venezia. Ma cultura è questa capacità di aggregare nuda e cruda o non piuttosto uno sguardo critico sulle cose, che vorrebbe non chiudessero i mercati rionali, che vorrebbe una metropolitana ramificata e vorrebbe anche un sentimento politico non pigro e quasi rassegnato?   Comunque sì, la lamentela è costante: il prosciugamento...