AUTORI
Rossella Menna
Rossella Menna è nata a Avellino nel 1988. Si occupa di critica, studi teatrali e organizzazione. Lavora per la Compagnia della Fortezza, il festival VolterraTeatro e collabora con il webzine Rumor(s)cena.
11.04.2015

Judith Malina: il segreto dei poeti

In un freddissimo pomeriggio di un novembre di un anno e mezzo fa, ho comprato dei pasticcini in una panetteria italiana di Astoria, nel Queens, sono salita sulla metro, poi su due autobus, e in qualche ora sono arrivata in New Jersey, a Englewood, più precisamente alla Lillian Booth Actors Home, a “casa” di Judith Malina. Si stupì: «Ormai quasi solo gli amici vengono fin qui. D'altronde oggi un tale viaggio non avrebbe molto senso per chi volesse chiedermi quello che ho già detto in tante interviste o in vari libri».   Judith Malina con Silvia Calderoni, ph. Andrea Macchia   Da lei – fondatrice con Julian Beck del Living Theatre, esperienza fondamentale del novecento teatrale –  non cercavo più...

26.02.2015

Intervista a Virgilio Sieni

Camminare in una città, intercettarne le logiche e distrarle, stupirne l’abitudine percettiva, rifarla in un’altra forma, nella mente e negli occhi di chi la abita, coltivare la durata degli incontri. Bologna sembra essere fatta apposta per accogliere e moltiplicare la bellezza liberata dagli artisti che l’attraversano. Così, dopo il progetto speciale dedicato a Romeo Castellucci lo scorso anno, valso al Comune di Bologna e alla curatrice Piersandra Di Matteo un Premio Ubu, dopo il Festival Focus Jelinek, dopo essere stata abitata più di una settimana da Rafael Spregelburd e poi dalla Compagnia della Fortezza, è tempo di Virgilio Sieni. Nelle Pieghe del corpo_Bologna: per oltre un mese, dal 27 febbraio al 4 aprile, il danzatore e coreografo,...

12.02.2015

Carissimi padri della Grande Guerra

Carissimi Padri... almanacchi della “Grande Pace” (1900-1915): proprio come un almanacco, il nuovo progetto culturale avviato a Modena da Claudio Longhi, regista e studioso di teatro, si svilupperà lungo l'arco di un intero anno articolandosi in cene-spettacolo, incontri, proiezioni di film, letture, laboratori e atelier per culminare, come era stato per il precedente Ratto d'Europa (qui la recensione), in uno spettacolo vero e proprio che debutta al Teatro Storchi il prossimo dicembre. Insieme a un gruppo di lavoro ormai consolidato che assomiglia sempre di più a una compagnia stabile d’altri tempi, Longhi coinvolge ancora una volta l’intera città, questa volta nella esplorazione degli anni della belle époque, ovvero di quella...

04.12.2014

Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi

Abdicare all'abitudine del pensiero e dei sensi, al canone dei sentimenti, sacrificare la rassicurante simmetria della dialettica, consumare ogni energia in questa tensione verso l'ignoto, spendersi completamente, e quotidianamente, nell'esercizio di una rivoluzione spirituale; tendere gioiosamente, disperatamente, estaticamente, a uno stato di bellezza estrema, di indefinibile perfezione, di luminosità, di bontà; scegliere ripetutamente questa strada e bruciare continuamente lungo il percorso: è questo lo scandalo della vita dei santi e degli artisti. Perché la “santità”, la scelta di perseverare nella pratica dell'umanità, è l'eresia eccellente in un tempo che rifiuta il concetto di irriducibilit...

18.09.2014

Teatro delle Albe: l’abisso, il paradiso

Esiste un luogo, in un punto imprecisato dentro di noi, in cui si aprono squarci profondi che conducono verso il fondo ruvido del niente e poi verso lo strapiombo che gli si scopre ancora dietro, dove si muove in trasparenza una bellezza intensa che abbaglia o acceca, disperata battaglia per la poesia, che ci immaginiamo dal nulla e che ritroviamo, ogni volta per miracolo, addensata sul fondo di certi scrittori, filosofi, pittori, come costante umana degli uomini sensibili: nelle rime dei poeti, appunto. Il Teatro delle Albe riesce, sorprendentemente, a stillare gocce di questo abisso da una ferita che apre sulla pelle delle circostanze visibili, strappando al reale il visionario, all’immagine l’immaginazione, al sintagma la terza dimensione, al politico il politttttttico....

30.06.2014

L’altra vita di Mandiaye

Opera Lamb, di Mandiaye N'Diaye e Modou Gueye, è uno di quei rari preziosi spettacoli che il teatro non riesce a contenere per la troppa vita che gli trabocca dentro. Uno spettacolo in cui a stare seduti ci si sente quasi sacrileghi, come in chiesa durante l'eucarestia, come allo stadio durante una partita quando chi guarda non fa meno di chi fa. Oltre l'apparato visivo – che ancora fa leva sull'intelletto, separando, incasellando, distribuendo, applicando filtri – è il suono robusto delle percussioni africane ad avanzare drammaticamente verso lo spettatore scavalcandone completamente la dimensione cognitiva e arrivando dritto al sistema nervoso; includendolo, cioè, a forza di energia e di atletismi del cuore, nel rituale.  ...