AUTORI
Stefano Bartezzaghi

Stefano Bartezzaghi (Milano, 20 luglio 1962) è un giornalista e scrittore italiano. Si è laureato al DAMS (Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bologna) con Umberto Eco. Dal 1987 ha tenuto rubriche sui giochi, sui libri, sul linguaggio. Attualmente collabora con il quotidiano La Repubblica, per il quale pubblica le rubriche "Lessico e Nuvole", "Lapsus", "Fuori di Testo", e con il settimanale l'Espresso, con la rubrica di critica linguistica "Come dire". Dal 2010 è docente a contratto presso lo IULM - Libera Università di Lingue e Comunicazione di Milano, dove attualmente insegna "Teorie della creatività". Al tema della creatività ha dedicato il libro Il falò delle novità, nel quale prende in esame il rapporto tra creatività, linguaggio e nuovi media.

24.09.2015

Il senso del ridicolo

Venerdì 25 settembre 2015 inaugura a Livorno Il senso del ridicolo il primo festival italiano sull'umorismo, sulla comicità e sulla satira. Tre giorni di incontri, letture ed eventi sul tema dell’umorismo; interverranno: Francesco Tullio Altan, Sergio Staino, Maryse Wolinski, Maurizio Bettini, Francesco Piccolo, Alessandro Bergonzoni, Francesco Cataluccio, Gioele Dix, Enrico Mentana, Maccio Capatonda, Gianni Canova e molti altri ancora.   Promosso da Fondazione Livorno, con la collaborazione del Comune di Livorno, il patrocinio della Regione Toscana e la media partner di RaiRadio2, il festival è diretto da Stefano Bartezzaghi, cui abbiamo rivolto alcune domande.     Perché si è scelto il senso del ridicolo come titolo del...

18.07.2014

PolitiCamp. Manca

Questo testo è stato letto da Stefano Bartezzaghi a Livorno, la mattina del 13 luglio 2014, nel corso del PolitiCamp "È possibile" convocato da Giuseppe Civati.     Introduzione   Vi dico il titolo del mio intervento, che è il mio primo, e plausibilmente ultimo, intervento in una manifestazione politica: «Manca». Non nel senso che il titolo non c'è, ma nel senso che il titolo è proprio quello: «Manca». Quando diciamo «a destra e a manca», manca significa «sinistra», da cui l'aggettivo «mancino». Deriva dal latino «mancus», una strana parola formata dalla radice di «manus», mano, e dal suffisso «-cus» che in latino...

17.06.2014

Io viaggio con Maria

Ho scoperto che con Maria ci davamo del tu all'Alpe di Siusi. Prima l'avevo incontrata sempre assieme ad altre persone, non c'eravamo parlati direttamente, e lei era con Paolo Fossati, con cui mi davo del lei. Mi sarebbe parso strano dare del tu alla moglie e non al marito (non erano sposati ma facciamo come se) e quindi mi ero mantenuto sempre in una zona d'indeterminazione.   Quel giorno, era un luglio nella seconda metà degli anni Novanta, la vacanza era finita. Avevo caricato famiglia e bagagli dal fondo dell'Alpe e percorrevo la strada che attraversa il parco naturale - aperta al traffico privato solo in pochi momenti della giornata -, andando in senso contrario alle frotte dei turisti giornalieri, appena scesi dal pullman o dall'auto. Fra questi...

13.05.2014

Una voce nel tempo

Non accetto però lo faccio. Però non accetto. (Valeria Parrella, Tempo di imparare) Persona, spazio, tempo. Una voce senza nome, la voce di una donna, parla da una città che pure non è nominata. È Napoli: continuamente allusa, descritta per dettagli, parti per il tutto, scorci; additata da qualche riferimento esplicito, ma sporadico (a Posillipo, per esempio); proclamata, di fatto, dall'espressione della voce, che ha giri di frase napoletani soprattutto nel riportare dialoghi ma – a tratti e più lievemente – anche nel suo monologare («E stavamo tutte donne sul bagnasciuga»). È il caso di parlare di una voce, prima che di una scrittura, perché si tratta di un romanzo tanto scritto quanto trascritto. La...

10.02.2014

Un ritratto di Saussure, per relazioni e differenze

La figura di un autore, un secolo dopo la sua morte, normalmente è stabilizzata. Si prende l'occasione della cifra tonda - quel Doppio Zero che segue l'Uno - per rileggerlo e per ripensarlo, ma si sa chi sia stato. Non è questo il caso dell'enigmatico linguista ginevrino Ferdinand de Saussure (1857 - 1913) , che per peculiari ragioni biobiliografiche, e di storia disciplinare, a cento anni dalla scomparsa deve essere ancora letto. O meglio, decifrato nell'entropia frammentata e oscura di intenzioni e intuizioni che perlopiù lui si è limitato ad annotare.   L'anomalia-Saussure è costituita da una sproporzione vertiginosa fra l'esiguità della sua opera edita in vita, da lui stesso data alle stampe, e il ruolo quasi...

16.09.2013

Verso il macero

Addio carte, sporgenti dagli archivi, appunti, copie, lettere e risposte: per anni, più di trenta, vi ho riposte nell'ospizio dei segni semivivi.   Mi dico, or che uscite, «quanto scrivi? Perché le hai conservate qui nascoste?» La mia memoria pensavo voi foste gettata su futuri volitivi.   Vi preferisco la testimonianza della mia storia come me la conto: di conservare prove ne ho abbastanza   e mai non ci sarà un rendiconto di quanto devo ancor, quanto m'avanza. Vi mando al rogo. Vado. Sono pronto.   11 settembre 2013, Stefano Bartezzaghi trasloca in un nuovo studio