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1984

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Oggi le sneakers le faccio io

Anche sui più noti red carpet la standardizzazione della moda può manifestarsi nella sua ineluttabilità: quante volte due celebrity hanno indossato un vestito simile, se non proprio lo stesso, dando adito a gossip e a titoloni altisonanti inerenti a incidenti diplomatici e fughe da eventi mondani. Anche nella più bieca quotidianità spesso capita di irritarsi non poco se a una festa, in ufficio, o in altri ameni contesti, si incontra qualcuno con lo stesso capo. O ancora si evita di comprare una data borsa perché «è cheap, la indossano tutti». Come ovviare a tale imbarazzo? Come distinguersi in un mondo in cui tutte si sentono fashion blogger grazie alla continua condivisione di foto di outfit debitamente “hashtaggate”? Alcuni brand offrono una soluzione a portata di clic, ovvero la personalizzazione, accessibile a tutti gratuitamente o con pochi euro di differenza dal costo di base.   Si tratta di progettare il prodotto sulla base dei propri gusti attraverso una piattaforma ad hoc o alcuni strumenti dedicati. Il fine ultimo è la tanto agognata fidelizzazione, o in termini più aulici, il...

Viaggio in Italia

Per oltre cent’anni l’immagine dell’Italia è stata quella fissata dalle fotografie dei Fratelli Alinari: monumenti, piazze, strade, palazzi, case, fotografati in modo frontale, con qualche rara persona nel rettangolo in bianco e nero, o virato in seppia. Un’Italia oleografica, prigioniera del suo nobile passato. Mai che vi figurasse uno stabilimento industriale, le torri di un petrolchimico, i distributori di benzina, le costruzioni moderniste. Questa immagine è continuata intatta durante il Fascismo, e oltre. Era “Venezia unta di piccioni”, come ha scritto una volta Carlo Arturo Quintavalle, insomma il nostro amato Bel Paese. A interrompere per un momento questa oleografia c’era stato il neorealismo, ma nel profondo l’idea visiva che gli italiani avevano del propria terra restava la medesima. Poi all’improvviso è successo qualcosa, uno di quei miracoli la cui potenza si percepisce solo a distanza di decenni. Nel 1984, nel mese di gennaio, appare un sottile volume che accompagna una mostra di ben trecento immagini presso la Pinacoteca Provinciale di Bari. L’editore è Il Quadrante di...

Apple

La mela iridata: era tutto già lì. Prima che il concetto di filosofia di marca diventasse centrale nel marketing, prima che l’informatica divenisse un mercato di massa, prima del mouse, delle icone e di Internet, fu la mela a segnare la differenza con ciò che c’era stato fino a quel momento: IBM. Come la punta di un iceberg lascia intuire l’enorme massa di ghiaccio che rimane sotto il pelo dell’acqua, così un logo, quando ben disegnato, dice molto di ciò che distingue un produttore dai suoi concorrenti. Al posto delle lettere che indicavano il gigante dell’informatica (1911), il piccolo Davide del 1976 presentava un’immagine, un disegno stilizzato immediatamente riconoscibile da chiunque.     Niente tratti discontinui e linee azzurre come quelle che delineano le tre lettere dell’International Business Machines, mimando la discontinuità di quei bit che sono la chiave del miracolo informatico. Al contrario, linee continue, sinuose e morbide che delimitano un campo colorato che riporta, invertendole, le tinte dell’arcobaleno. Per non dire delle storie che una mela si porta...

I falsi Modigliani

Una beffa colossale da ridere a crepapelle, un’operetta morale in cui a trionfare è – una volta tanto – la giustizia, un complotto contro i comunisti, una performance artistica di quelle che demistificano i meccanismi della società capitalista, un giallo con tanto di morte violenta, una truffa portata avanti da loschi mercanti d’arte. La storia delle false teste attribuite a Modigliani rinvenute dai fossi livornesi nella calda estate del 1984 è stata raccontata in molti modi diversi e con grande risalto dei media che, nella vicenda, hanno svolto un ruolo fondamentale fin dall’inizio, così importante da renderla in un certo senso esemplare anche come storia mediatica. Questa molteplicità di frame narrativi che inizialmente possono sembrare così eterodossi, ad uno sguardo critico rivelano il loro tessuto connettivo, la ferrea logica sotterranea che li lega.     Ripercorriamo gli eventi. C’è una mostra celebrativa del centenario della nascita di un artista del calibro di Amedeo Modigliani. Questa mostra vuole essere prestigiosa, rappresenta un segno ufficiale di commemorazione, a...

Altri criteri

È il 17 giugno 2001. In un campo appena fuori l’abitato di Orgreave, un paese del South Yorkshire in Inghilterra, si sono radunate centinaia di persone. Da un lato, poliziotti in uniforme antisommossa con caschi, scudi, manganelli, a piedi o a cavallo. Di fronte, un folto gruppo di uomini vestiti in abiti da lavoro, jeans, scarpe pesanti, giacconi. La voce roca di un altoparlante dà un segnale, e tutto ha inizio. Cori, slogan, lanci di sassi, mischie, scontri. La polizia carica e insegue i dimostranti, le azioni si susseguono veloci e violente. Si levano dense volute di fumo mentre il puzzo acre di copertoni bruciati invade la zona. In una strada vicina delle automobili vengono rovesciate e date alle fiamme. Poliziotti a cavallo passano al galoppo bersagliati da pietre; dei manifestanti sono trascinati via, altri, feriti, giacciono a terra. D’improvviso, a un altro segnale dell’altoparlante, tutto finisce. Gli uomini smettono di correre, si rialzano aiutandosi l’un l’altro, si scambiano sorrisi e pacche sulle spalle.     In quello stesso luogo, e nello stesso giorno, quattromila minatori in sciopero tentarono nel...