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autonomia

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Cent'anni senza / Le mani di Rodin

Mai corpo umano è stato così raccolto attorno alla parte più profonda di sé, così piegato dalla propria anima e di nuovo risollevato dal vigore elastico del proprio sangue. E quel lieve staccarsi del collo dal corpo che sprofonda di lato, quel tendersi a levare la testa in ascolto verso il lontano mormorio della vita, è raffigurato con una sensibilità così grande e penetrante che non viene alla mente nessun altro gesto più commovente e più interiorizzato. Colpisce il fatto che manchino le braccia. Rodin le considerò in questo caso una soluzione troppo facile del suo compito, qualcosa di non appartenente a quel corpo teso a ravvolgersi su se stesso, senza aiuto estraneo. Subito si pensa alla Duse, quando, in un dramma di D'Annunzio, dolorosamente abbandonata, tenta di abbracciare senza braccia e di trattenere senza mani.   La Méditation   Quela scena in cui il corpo imparava un abbraccio che trascendeva i propri confini, appartiene ai momenti indimenticabili della sua arte. Riusciva a dare l'impressione che le braccia fossero un qualcosa di superfluo, un ornamento, un lusso da ricchi e da smodati che si poteva gettare lontano da sé per essere totalmente poveri. In quel...

L'altro Matteo

Matteo Salvini #ilMilitante (goWare 2015), di Alessandro Franzi e Alessandro Madron ricostruisce meticolosamente la cronistoria dell’altro Matteo, dagli anni della militanza all’epoca della svolta “patriottica” e dell’occupazione incontrastata dell’area di centrodestra. Il risultato di tale analisi è “un umile lavoro di cronisti di strada, non di politologi” (p. 12) che non intende meramente elencare le provocazioni continue del leader, semmai spiegare il modo in cui “Salvini è diventato Salvini” (ib.). La storia narrata dagli autori interseca continuamente il piano biografico con la parabola evolutiva della Lega e con le macro-vicende che hanno mutato il panorama politico nazionale. Il ritratto che ne viene fuori è quello di un giovane ambizioso che, seppur rimanendo a lungo “schiscio” e operando nel solco della tradizione, ha saputo scalare il partito, modificandone natura e finalità, al pari del suo omonimo antagonista. Anche questo Matteo ha cambiato spesso direzione e punto di vista. Ha anche rottamato, forse meno platealmente, la vecchia dirigenza. Anche egli ha fatto...

Pensare come uno Stato

È sempre difficile leggere i segni dei tempi e sappiamo quante volte prendiamo cantonate a voler tirare delle conclusioni generali dagli avvenimenti correnti. La storia, ci ha insegnato Montale, è tutt’altro che maestra di vita. Quello che si può fare è cercare modestamente di proporre delle ipotesi di lettura del presente, sempre pronti a ricredersi e a ribaltarle. Una delle strane ipotesi che si affacciano in questo periodo è l’idea che la tanto bistrattata “piccola borghesia” stia avendo un ruolo non marginale nella crisi che stiamo attraversando a livello mondiale e nelle risposte ad essa.   Che ci voglia un’analisi di classe del momento attuale è ormai richiesto da più parti, anche dalle meno propense ad utilizzare questo tipo di attrezzistica. Oggi pochi si vergognano di affermare che il mondo è davvero nelle mani di un capitalismo sempre meno regolato e regolabile. Ma poi le analisi più radicali non entrano nel dettaglio di chi è la vittima e di chi sono i responsabili dell’attuale contingenza storica. Sembra che a fronte di un capitalismo selvaggio ci sia una...

Corpo e azione

Con questo testo inaugurale si apre oggi un nuovo spazio dedicato all'analisi e alla discussione di una costellazione di concetti da attraversare, elaborare e far risuonare; a titolo esplicativo ne elenchiamo qui alcuni, utili a orientarci con più agio: corpo, rivolta, altro, volto, libertà, autonomia, vita quotidiana, ricerca, dispositivo, ecosofia, differenza, immaginario, contingenza, scarto, contaminazione, comunità, gender, queer, postumano, convivialità, nomadismo, desiderio, cura di sé, incompletezza, transito. Questo breve elenco non vuole in alcun modo essere un programma ma indicare una direzione e sollecitare l'ideazione e la sperimentazione di ulteriori immagini e rimandi.   Il nostro corpo è sempre un campo aperto; esposto, è la convergenza del nostro incontro col mondo, soglia di una relazione creatrice dell'ambiente e del vivente a un tempo. Luogo della percezione e del movimento, spazio dell'esperienza, è contemporaneamente un campo di battaglia dove si scontrano differenti forze per estendere i loro domini, è una proprietà che non possiamo mai rivendicare fino in fondo ma...

I neoborbonici a “Piazza Garibaldi”

Ermanno Rea ha l’età di mio padre e per il lettore impaziente aggiungo che mi ritrovo a navigare con una certa sorpresa verso i sessanta. Credo che il suo ultimo La fabbrica dell’obbedienza sia stato piuttosto sottovalutato: ci si è soffermati sulla diagnosi dell’origine controriformistica dell’inciviltà degli italiani, peraltro condivisibile, trascurando il coraggio ammirevole mostrato nel tracciare le coordinate di una possibile via d’uscita, e nel darle un nome. E quando scrivo di coraggio, intendo quello proprio degli eretici, come proverò a spiegare. C’è un innegabile furore nella costruzione argomentativa di Rea ed io a quel furore intendo rendere omaggio. Per quanto sappia che l’intransigenza oggi non paga e che, come in tanti ci ricordano, la complessità dei giorni nostri non sopporta semplificazioni.   Gli eroi del libero pensiero meridionale sono, per Rea, Giordano Bruno, Tommaso Campanella e l’Università napoletana postunitaria, quella di Francesco De Sanctis e, soprattutto, di Bertrando Spaventa. Alla storia meravigliosa di quel “cantiere napoletano di...