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22 novembre 1933 – 31 ottobre 2016 / Remo Ceserani. L'ambizione di cambiare le cose

Ricordo, di Remo,  la benevolenza, e quella sua capacità di accordarsi, di entrare in sintonia con gli altri. Ricordo tutti gli incontri a tre, con Pino Fasano, per preparare  il Dizionario dei temi letterari, e per discutere delle voci che via via ci arrivavano dai collaboratori. Ne ricordo la forza di carattere  del tutto dissimulata. Ne ricordo l’intelligenza, anche pratica, davvero fuori dal comune. Ne ricordo, con divertimento – la finimmo a ridere – qualche impuntatura, una in particolare, a proposito della natura traduttiva dei Vangeli (ma non ricordo più quale fosse esattamente il punto). Ne ricordo l’amicizia, della quale ancora lo ringrazio.  Ne ricordo il divertito scetticismo con il quale a volte riconsiderava il lavoro fatto, come, per esempio, capitò una volta, in una presentazione a Bologna de La letteratura nell’età globale (2012, scritto da Remo con Giuliana Benvenuti).   Remo, dopo aver ricordato Il materiale e l’immaginario (scritto con Lidia De Federicis), e il Dizionario dei temi letterari,  disse, e poi scrisse, che “quei progetti avevano un elemento in comune, l’ambizione, forse ingenua, di cambiare le cose (nella cultura...

Da Thomas Pynchon a Roberto Bolaño / Il romanzo massimalista

«Il sistema letterario contemporaneo è troppo frammentato perché si possa parlare di un centro, configurandosi piuttosto come uno spazio policentrico e fluttuante, all'interno del quale la tensione massimalista risulta particolarmente marcata». Non è tuttavia inutile, proprio a partire da questa tensione, cercare di circoscrivere uno spazio che potrebbe caratterizzare al meglio la magmatica landa del postmoderno letterario, priva di riferimenti stabili e di testi sacri, una brulicante distesa di voci che si sovrappongono e si contendono primati impossibili, e rintracciare, se possibile, qualche trattogenerale che permetta di orientarsi al suo interno e magari definire un genere che più di ogni altro lo contraddistinguerebbe. Secondo Stefano Ercolino questo nuovo genere, che si configura come «il frutto più maturo e controverso del sistema letterario postmoderno» è Il romanzo massimalista, che è anche il titolo del suo studio pubblicato in traduzione inglese per Bloomsbury (The Maximalist Novel: From Thomas Pynchon's "Gravity's Rainbow" to Roberto Bolaño's "2666", 2014) e uscito nella versione originale italiana un anno dopo nella collana Agone di Bompiani. Nella nebulosa...