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crowdfunding

(16 risultati)

Case Matte, teatro negli ex manicomi

Teatro documento violento quanto umano è Mombello – Voci da dentro il manicomio, realizzato da Teatro Periferico in collaborazione con la compagnia delleAli. Dopo due anni di repliche in scuole, caserme o carceri, lo spettacolo nato dalle storie di malati, medici, infermieri, assistenti sociali, che vissero e lavorarono all’interno dell’“Antonini”, l’ex ospedale psichiatrico di Mombello, frazione di Limbiate, vicino Milano, è stato il passo attorno a cui si è costruito Case Matte. Il cammino nei vecchi manicomi (questi dinosauri, come li ha definiti Giuliano Scabia nel convegno Case matte. Il teatro necessario), oggi chiusi e in molti casi minacciati dalla speculazione edilizia, ha toccato, tra settembre e ottobre, Limbiate, Genova, Reggio Emilia, L’Aquila, Aversa, Roma, Volterra e Firenze. Privo di finanziamenti pubblici, il progetto si è retto con il sostegno di associazioni, gruppi e comuni cittadini attraverso un crowdfunding online, insieme al contributo della Fondazione Cariplo, e ha vinto il Premio Rete Critica 2015, sezione organizzazione/progettualità. “Uno stimolo a continuare sulla...

Intervista a James Kerr aka (?) Scorpion Dagger

James Kerr è un artista canadese che nel 2012 apre il suo tumblelog, dando vita al progetto Scorpion Dagger. Le sue opere d’arte si basano sul prelievo di materiale dai dipinti del primo rinascimento nordico, che egli ri-assembla in collages digitali. Cosa sarebbe successo se San Giorgio non fosse riuscito a vincere il drago? Cosa c’è dietro il miracolo di Cristo che cammina sulle acque? Com’è andata davvero l’imposizione della Sacra Sindone? Selezionando e plasmando un certo tipo di materiale artistico e mescolandolo a scene di vita quotidiana della contemporaneità, Kerr lavora sulla continua risemantizzazione degli elementi in gioco. L’effetto ironico e grottesco, a tratti dissacrante, risulta uno dei principali tratti della sua opera.   English Version       Ciao James, grazie per aver accettato quest’intervista. Partiamo con domande molto semplici: chi è Scorpion Dagger? Cosa fa Scorpion Dagger, quando e dove nasce? Ciao, sono nato nell’agosto del 1978 a Montreal, in Canada. Sin dall’inizio del 2012 ho iniziato a creare brevi animazioni in formato GIF e a pubblicarne...

Interview to James Kerr aka (?) Scorpion Dagger

James Kerr is a Canadian artist who opened his tumblelog in 2012, and gives life to the Scorpion Dagger project. His works are based on material sampled from paintings of the early Northern Renaissance, which he re-assembles in digital collages. What if St. George was not able to win the dragon? What is behind the miracle of Christ walking on the water? How really the imposition of the Holy Shroud was? The artist invests the old scenes with new meaning, selecting and shaping a certain kind of artistic material and mixing it with everyday scenes of contemporary life. The ironic and grotesque – sometimes irriverent – effect is one of the main feature of his artwork.   Versione italiana       Hello James and thank you for the interview! Who is Scorpion Dagger? What does Scorpion Dagger do? When and where does Scorpion Dagger is born? Hi! I was born in August 1978, in Montreal, Canada. I’ve been making a lot of little animations and posting a good chunk of them as GIFs on the internet since early 2012. Funny thing is that Scorpion Dagger was actually always meant to be the name of the GIF project and not necessarily an artist name, but...

Libri e crowdfunding. Un dubbio

Così Leopardi: «Se gli scrittori conoscessero personalmente a uno a uno i lor futuri lettori, è credibile che non si prenderebbero troppa pena di proccurarsi la loro stima scrivendo accuratamente, né forse pure scriverebbero. Il considerarli coll’immaginazione confusamente e tutti insieme, è quello che, presentandoli loro sotto il collettivo e indefinito nome e idea di pubblico, rende desiderabile o valutabile la loro lode o stima ec. (10 marzo 1829)» (Zibaldone, 4471).   Ora, è anche verosimile che il crowdfunding possa segnare un’epoca nuova per l’(auto)editoria indipendente, ma con quali conseguenze sullo statuto dello scrittore e del lettore, o più in generale sulle condizioni dello scrivere e del leggere? Vorrei soffermarmi per una volta non sui benefici ma sui rischi.   Leopardi fotografa con limpida esattezza il luogo, il tempo e la relazione in cui si collocherà strutturalmente il crowdfunding del libro: prima che l’autore scriva, e in una configurazione di rapporti, basati sulla reciproca conoscenza, tale da essere determinante riguardo alla possibilità o all’...

Abbi cultura di te. Sostieni doppiozero

Cari lettori, sono passati quasi cinque anni da quando abbiamo avviato la nostra attività: un sito culturale, una casa editrice non-profit, una comunità composta dai nostri autori e da voi. In cinque anni siamo cresciuti moltissimo in quantità e qualità. Qualche dato: superiamo i 4500 articoli pubblicati, i 50 e-book, i 900 autori di cui oltre un centinaio che scrivono stabilmente, pubblichiamo dai 3 ai 5 pezzi quotidianamente. Ma soprattutto grazie a voi abbiamo raggiunto un numero davvero grande di lettori: una media di quasi 5000 al giorno, il che significa circa 140.000 al mese. L’importanza e il prestigio di questa impresa li avete creati voi: accedendo ogni giorno al sito, leggendo gli articoli pubblicati, condividendoli e commentandoli. La vostra partecipazione sui social networks cresce sempre di più ed è sempre più viva, con oltre 40.000 contatti su Facebook e 19.000 su Twitter. E per continuare a esservi ancora più vicini abbiamo da poco attivato i profili Instagram e Pinterest.   Doppiozero è un impegno che ci prendiamo ogni giorno con ognuno di voi, perché la nostra è un’...

Cambiare la narrazione del mondo

Perché l’Africa? Da parecchi anni lettera27 si dedica all’esplorazione di temi legati al continente africano e con questa nuova rubrica vogliamo aprire un dialogo con i protagonisti culturali che si occupano dell’Africa. Qui potranno esprimere opinioni, raccontare storie, stimolare il dibattito critico e suggerire idee per ribaltare i tanti stereotipi che circondano questo immenso continente. Ci piacerebbe aprire con questa rubrica nuove prospettive: geografiche, culturali, sociologiche. Creare stimoli per imparare, per essere ispirati, ripensare e condividere conoscenze. Elena Korzhenevich, lettera27   Qui l'articolo introduttivo della serie: Why Africa?      English Version   Credete che il cinema possa produrre un cambiamento reale? Uno spostamento di sguardo, di prospettiva? Noi di lettera27 siamo convinti che sia così. Crediamo nel cinema e nella sua potenza: ogni film ci fa fare esperienza di una realtà diversa o simile alla nostra ma attraverso altri occhi. Crediamo in quello che gli studiosi chiamano ‘meccanismo di immedesimazione’ e cioè che guardare un film vuol dire...

Changing the Narrative of the World

Why Africa?  For many years lettera27 has been dedicated to exploring various issues and debates around the African continent and with this new editorial column we would like to open a dialogue with cultural protagonists who deal with Africa. This will be the place to express opinions, tell their stories, stimulate the critical debate and suggest ideas to subvert multiple stereotypes surrounding this immense continent. With this new column we would like to open new perspectives: geographical, cultural, sociological. We would like the column to be a stimulus to learn, re-think, be inspired and share knowledge. For the opening piece we asked our partners, intellectuals and like-minded cultural protagonists from all over the world to answer one key question, which also happens to be the name of the column: "Why Africa?". We left the question deliberately open, inviting each of the contributors to give us their perspective on this topic from their own context. This first piece is a collection of some of the answers we received, which aims to open the conversation, pose more questions and hopefully find new answers.   Elena Korzhenevich, lettera27   Here...

NowHere: residenze attive a Macao

A poco meno di un anno dal progetto ApparecchioPer, elaborato da Macao, S.a.L.E. Docks e Ex-Asilo Filangieri per il bando cheFare, a Macao prende vita NowHere, residenze attive che ibridano coabitazione, politica, ricerca e produzione dal basso. ApparecchioPer – volto alla composizione di una piattaforma condivisa di “mezzi” di produzione, ossia spazi, strumentazioni, conoscenze, risorse diverse – non si è certo esaurito con la chiusura del bando la scorsa primavera, tutt’altro; proprio per il suo essere strettamente legato a bisogni concreti che chiedono luoghi e situazioni adeguate alla messa in atto di ricerche indipendenti, si è sviluppato in diversi progetti, tra cui NowHere costituisce una delle più recenti sperimentazioni. Per farci raccontare meglio questo percorso Alberto Cossu ha intervistato Cristina Fiordimela e Tommaso Urselli, tra i responsabili del progetto #NowHere e della campagna di crowdfunding ad esso collegata.     Come siete arrivati al progetto di Nowhere? Quali sono i passaggi che vi hanno portato alla sua elaborazione?   NowHere residenze attive prende corpo dalla sperimentazione...

Innovazione o rivoluzione culturale?

Un anno fa, collaborando a un'inchiesta sui Bandi per la Cultura, concludevo che l'innovazione sociale nella Cultura è una storia ancora da scrivere. Dopo qualche tempo mi trovo ancora a sostenere questa posizione. Sono almeno nove anni che sento dire che la Cultura è un driver economico e di innovazione. Nel 2005 mi sono iscritta a uno dei primi master di specializzazione che combinava due parole allora confliggenti: arte e management. Sono cresciuta fra altri spunti, con la letteratura di Richard Florida e l'ascesa della classe creativa, che aveva trasformato i connotati di città ex industriali americane per rivitalizzarle completamente. Già da allora si parlava di partner e non sponsor. Già allora professori e manager illuminati tuonavano che bisognava interrompere la logica del bancomat e del big-logo, per dare spazio all'integrazione e co-progettualità con gli sponsor. Nel tempo sono fioriti cataloghi didattici come funghi e programmi di master su tutto il territorio, con pacchetti di modelli manageriali e di marketing applicati al Patrimonio, ai beni intangibili. Ho visto così tanti power point con il...

Conversazione con Philippe Aigrain

Questa estate ho letto Illusioni Perdute di Balzac, un grande classico che ritrae con precisione millimetrica la vita precaria e bohémien della “classe creativa” parigina degli anni trenta dell’Ottocento (scrittori, giornalisti, poeti, pittori, tipografi, critici teatrali, attori, editori). Sembrava di leggere le cronache dei lavoratori della conoscenza di oggi: squattrinati, costretti ad uscire tutte le sere per incontrare persone (faccio cose, vedo gente) che potrebbero darti un lavoro, un mese pieni di soldi il mese dopo al verde. Se è vero però che il lavoro nelle industrie creative è sempre stato difficile per sua natura, l’aumento della produzione di contenuti e la frammentazione del pubblico hanno messo in crisi il modello di sopravvivenza delle economie culturali e creative.   Chi dà la colpa alla pirateria, chi alle reti p2p, chi alle vecchie industrie culturali incapaci di adattarsi, chi ad Amazon che rovina l’editoria e Google che rovina il giornalismo, ma nessuno ha soluzioni concrete, se non tassare (giustamente) di più i futuri media mogul. È un film già visto in passato:...

Il crowdfunding: alla ricerca di una definizione

Sul crowdfunding esiste ancora, nel nostro paese, molta confusione; c'è chi lo riduce a elemosina e chi non ci vede niente di più di una colletta tra amici, nonostante non manchino note esperienze di successo, com'è il caso di Io sto con la sposa. Appena pubblicato per Egea, Crowdfunding. La via collaborativa all'imprenditorialità, è un testo che intende offrire uno sguardo panoramico su questo tipo di esperienza, raccontando le storie di chi si è mosso per primo in Italia e all'estero e fornendo una serie di analisi e considerazioni utili. Ne pubblichiamo qui un brano tratto dal primo capitolo.   «Crowdfunding» è un termine entrato nel nostro lessico da pochi anni: difficile da pronunciare, impossibile da tradurre, si sta facendo strada nel vocabolario dei nuovi modi di lavorare e di fare impresa che vanno sotto il cappello di «sharing economy». Nel marzo 2013 l’Economist ha dedicato la copertina a questo fenomeno. Le forme tradizionali attraverso cui le persone entrano in possesso delle risorse che servono alla loro sussistenza sono tre: lo scambio di mercato, la...

La cultura del dono nelle parole di Stefano Zamagni

L’approfondimento sul tema delle Fondazioni di Comunità, in collaborazione con il Giornale delle Fondazioni, prosegue con l’intervista a Stefano Zamagni, economista italiano, ex Presidente dell’Agenzia per il terzo settore, Presidente del Comitato per la promozione del dono ONLUS, che spiega le principali potenzialità del Comitato, ente sperimentale e start-up del più ambizioso progetto della Fondazione Italia, orientata alla filantropia su tutto il territorio nazionale. Il Comitato nasce grazie alla generosità della Fondazione UMANA MENTE del Gruppo Allianz che per il proprio decennale ha voluto favorire la nascita di uno strumento istituzionale di grande rilevanza.         Che cos’è il Comitato per la promozione del dono?   Il Comitato per la promozione del dono è un ente provvisorio, nato circa due anni fa, in via sperimentale. Concluderà infatti il suo compito entro l'anno. È nato come una sorta di “levatrice”, o meglio start-up per la creazione della Fondazione Italia per il dono, con il preciso intento di prepararne il terreno. Si sostiene,...

La parola a Bernardino Casadei

Diamo spazio a una nuova opportunità di approfondimento e ricerca. In seguito alle richieste che ci sono pervenute sul tema "Fondazioni di Comunità", e grazie al focus realizzato dal XIII Rapporto delle Fondazioni-Giornale dell'Arte, prende avvio un percorso di indagine sulle infrastruttute del dono e della cultura del bene comune, insieme alla redazione del Giornale delle Fondazioni. Una nuova collaborazione che ci vedrà impegnati insieme e darà diffusione sui rispettivi siti.     Le Fondazioni di Comunità sono 32 su tutto il territorio italiano e nascono per stimolare la cultura della filantropia e del dono. Sono enti che esercitano la funzione di intermediari, ovvero danno consulenza ai potenziali donatori, gestendo le pratiche amministrative necessarie, e suggerendo loro i potenziali beneficiari. Specularmente supportano le associazioni che cercano sostenitori, prestando servizi di consulenza in comunicazione e fornendo opportunità di maggiore visibilità. Sono infrastrutture utili anche per il settore Culturale, che ne conosce ancora relativamente poco le potenzialità: le Fondazioni sono...

Sharing. Culture and Economy in the Internet Age

“Il 20% della popolazione sopra i 15 anni nei paesi sviluppati produce e condivide contenuti per Internet. Se riconosciamo il diritto al libero scambio di contenuti digitali tra individui non per fini di lucro, invece di perseguirli come pirati, come possiamo essere sicuri che gli autori di questi contenuti riceveranno un compenso equo per la loro produzione?” Con questa domanda si apre Sharing. Culture and Economy in the Internet Age (Amsterdam University Press, 2012), un libro fondamentale per capire cosa sta cambiando nelle forme di produzione di cultura ai tempi della rete e modellare di conseguenza politiche culturali adatte alla network society. Il valore del libro sta non tanto nell’analisi accurata dei cambiamenti in atto ma nella proposta di un modello alternativo di finanziamento delle pratiche di produzione culturale, che l’autore chiama Creative Contribution (contributo creativo).   Lo ha scritto Philippe Aigrain, un ricercatore francese che per anni ha diretto il settore software della Commissione Europea. Un informatico che scrive un saggio sulla produzione culturale nei prossimi anni potrebbe suonare strano se fossimo nel...

L’economia etica

Che tipo di sviluppo possiamo immaginarci dopo la società industriale? È palese che il paradigma industriale/consumista che abbiamo ereditato dal Novecento è ormai in crisi. I mercati sono saturi; i margini di profitto si stanno ritraendo; l’ideale di una perenne crescita consumista sta perdendo legittimità; negli ultimi trent’anni, i capitali si sono spostati sempre di più verso i mercati finanziari. In altre parole, il paradigma industriale mostra tutti i sintomi che lo storico Giovanni Arrighi ha identificato come segni della fine di un ciclo d’accumulazione. Come Adam Smith alla fine del Settecento e Henry Ford nei primi del Novecento, dovremo essere in grado di intravedere i primi segni di un nuovo modello.   La molteplicità di pratiche che rientra nel campo dell’innovazione sociale si organizza secondo due tendenze che risultano dalle nuove tecnologie d’informazione e comunicazione: la riduzione dei costi di transazione e la riduzione della scala ottimale per la produzione materiale. Con Internet - e particolarmente con i media sociali - l’organizzazione di processi di produzione e...

Che fare con l’innovazione sociale

Il Novecento è stato interamente fondato su grandi processi di standardizzazione. Non solo uniformità dei processi di produzione industriale, come nelle catene di montaggio della Ford, ma anche uniformità nell’accesso al welfare e all’istruzione, nella burocrazia statale, nei mezzi di comunicazione e nei modelli di consumo. Quando Castells ha scritto La nascita della società in rete molti lettori hanno preferito soffermarsi su una lettura prevalentemente tecnica della questione, secondo la quale il grande cambiamento paradigmatico, sopraggiunto con la fine del secolo passato, è stato soprattutto un problema infrastrutturale. Ma la trasformazione reticolare della società ha degli sviluppi che vanno ben oltre Internet: si tratta, infatti, di un fenomeno di vastissima portata che, proprio grazie alle possibilità di reperimento, organizzazione e ri-aggregazione delle informazioni, sta trasformando il mondo in cui viviamo in un’ecologia nella quale si affolla un numero di attori sempre più eterogenei.   È allora questo il momento per iniziare a ripensare il mondo attorno a noi come uno spazio...