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denuncia

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Viva arte viva / Guida alla Biennale d’arte 2017

Quattro, come i punti cardinali, sono le tematiche attorno alle quali ruota la Biennale, intitolata forse un po’ ottimisticamente (perché un senso di rovine e morte pervade molti dei lavori presentati), viva arte viva:  – l’ozio;  – i libri degli artisti; – le trame e le tessiture; – la magia. Il percorso, proposto dalla curatrice francese Christine Macel, è diviso in 9 Padiglioni: i primi due sono nel Padiglione centrale dei Giardini e gli altri sette nelle Corderie dell’Arsenale.     Iniziando, come è bene sempre fare, dall’Arsenale (perché è lì che la persona chiamata a curare la Biennale ha più spazio per raccontare e svolgere abbondantemente la sua idea), si entra quindi nel terzo padiglione: Padiglione dello Spazio Comune. Lì si incontra subito il tema delle trame e delle tessiture, ma, sovente, anche quello dei libri. I fili come trame del mondo e connessione tra le persone e la storia. Qui anche le danze sono intese come intrecci che seguono fili invisibili che uniscono gli uomini in un rito antichissimo.     La sarda Maria Lai (1919-2013) ha tessuto miti e ricordi sepolti nella memoria collettiva. I suoi Telai sono assemblaggi di fili,...

Cambiare la narrazione del mondo

Perché l’Africa? Da parecchi anni lettera27 si dedica all’esplorazione di temi legati al continente africano e con questa nuova rubrica vogliamo aprire un dialogo con i protagonisti culturali che si occupano dell’Africa. Qui potranno esprimere opinioni, raccontare storie, stimolare il dibattito critico e suggerire idee per ribaltare i tanti stereotipi che circondano questo immenso continente. Ci piacerebbe aprire con questa rubrica nuove prospettive: geografiche, culturali, sociologiche. Creare stimoli per imparare, per essere ispirati, ripensare e condividere conoscenze. Elena Korzhenevich, lettera27   Qui l'articolo introduttivo della serie: Why Africa?      English Version   Credete che il cinema possa produrre un cambiamento reale? Uno spostamento di sguardo, di prospettiva? Noi di lettera27 siamo convinti che sia così. Crediamo nel cinema e nella sua potenza: ogni film ci fa fare esperienza di una realtà diversa o simile alla nostra ma attraverso altri occhi. Crediamo in quello che gli studiosi chiamano ‘meccanismo di immedesimazione’ e cioè che guardare un film vuol dire...

La vita cronica dell’Odin Teatret

Se potessimo tracciare graficamente su una carta tutte le geografie che compongono La vita cronica, l’ultimo spettacolo dell’Odin Teatret, ci troveremmo di fronte a segni e traiettorie che si mescolano nella vecchia Europa. Il lavoro di Eugenio Barba porta in scena un genere umano composito che, seppur all’insegna delle diverse provenienze, non conosce comunque appartenenza geografica: un genere umano cittadino del mondo, figlio futuribile dei nostri tempi. È un lavoro intelligente e appassionante che sa subito conquistare lo spettatore. Le tinte di disperazione che colorano le vite dei protagonisti non tardano a delinearsi fin dalle prime (poche) parole pronunciate. Il caos delle esistenze da subito affolla il palcoscenico: la vedova di un combattente basco con il suo scialle nero a vivere quotidianamente il proprio lutto; una rifugiata cecena e la memoria delle sue continue emigrazioni; una casalinga rumena maniacalmente concentrata sulla pulizia; un rocker dal sapore nostalgico con una chitarra elettrica, ogni nota a rievocare quel che fu. E poi un avvocato, una stupefacente Madonna nera e un ragazzetto alla ricerca del padre perduto. Si alternano...

Speciale Adolescenza | Le ceneri del senso della vita: Niente di Janne Teller

Cosa succede quando il nichilismo, “il più sgradevole degli ospiti” come lo ha definito Martin Heidegger, bussa alla porta e diventa il credo degli adolescenti? É questo il tema di Niente di Janne Teller edito da Feltrinelli. Il libro, pensato per un pubblico di ragazzi, è uscito in Danimarca nel 2000, ha riscosso diversi premi e grande successo di critica ma ha anche suscitato forti polemiche per la durezza, la violenza, l’immoralità che caratterizzano i suoi personaggi. Già tradotto in Italia da Fanucci nel 2004 (con il titolo L’innocenza di Sofie), oltre che in Nord Europa è diventato un caso letterario in Germania, negli Stati Uniti, in Spagna e Francia, con eguale strascico di censure e proibizioni, proteste di scuole e di famiglie.   Inesorabile come un inverno nordico questo romanzo di de-formazione racconta la storia di un gruppo di quattordicenni della provincia danese e può essere considerato una versione aggiornata del Signore delle mosche di Golding per la capacità di mettere in luce il fondale oscuro dell’adolescenza, o una sorta di Fight Club di Palahniuk ambientato alle...

Roberto Ferrucci. Sentimenti sovversivi

  La narrativa italiana conosce un momento particolare. Sarà per via dell’aumento vertiginoso delle pubblicazioni – romanzi e racconti –, sarà forse per l’arrivo di una nuova generazione di scrittori, nata a metà degli anni Settanta, e anche dopo, ma non passa settimana che non escano libri nuovi, e anche interessanti. Non tutti ovviamente, anche perché l’attuale ritmo editoriale, imposto dalle leggi del marketing , sollecita anche gli scrittori già affermati – quelli della generazione degli anni Sessanta – a pubblicare un libro ogni anno, o quasi, non sempre con risultati soddisfacenti.   In questa massa di opere come orientarsi? Quali libri leggere? Quali no? Chi consiglia a chi? Tutti interrogativi cui vale la pena di rispondere. Come? Provando ad affidare il compito di leggere e recensire i libri ad una nuova generazioni di lettori, e soprattutto di lettrici – sono le donne a leggere più libri di narrativa, o più libri in generale, rispetto agli uomini. Ecco allora che inizia con questo primo articolo una “rubrica” di recensioni scritte da persone...

Ai Weiwei. Un artista recluso

Circa un mese fa, il 3 aprile 2011, l’artista Ai Weiwei (il cognome è Ai) è stato arrestato dalla polizia della Repubblica Popolare Cinese. Si tratta di un evento di straordinaria importanza politica e morale. Per capirlo e per vedere come reagire nella maniera adeguata, vale la pena riflettere sulla figura di Ai, sul suo lavoro, sulle ragioni dell’arresto, sulle reazioni all’arresto stesso e su quello che si potrebbe fare in proposito nel prossimo futuro.   Ai è il più importante artista cinese vivente e uno dei più grandi artisti contemporanei. Figlio di un poeta, diplomato presso l’Accademia del cinema di Pechino, specializzato alla Parsons School of Design di New York, Ai opera adoperando creativamente linguaggi multipli nei più svariati campi dell’arte concettuale, della performance, dell’intervento estetico e politico. Le sue istallazioni a Kassel, Venezia, New York, Londra, Monaco, Pechino, San Paolo hanno fatto discutere la critica e hanno interessato masse incredibili di pubblico. A vederlo, Ai Weiwei appare come un omone di 53 anni dal viso sorridente, incorniciato da una strana...