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drammaturghi

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Una stagione teatrale a più voci / Spettacolo dell'anno

L’anno scorso ci avevamo provato. Quest’anno ci abbiamo preso gusto e il gioco si è allargato. Raccontiamo la stagione teatrale trascorsa a più voci, quelle di chi abitualmente scrive sulla rubrica di teatro di Doppiozero, quelle di alcuni osservatori ospiti e di artisti che stimiamo e amiamo. Confondiamo le acque, tra chi il teatro lo fa e chi lo guarda e lo analizza, convinti che di un’unica ecosfera del possibile, dell’utopia, dello sguardo di traverso, al mondo delle ombre, al germinare in ombra, oggi si tratti.  Abbiamo chiesto di eleggere o di raccontare lo spettacolo o il tema teatrale dell’anno. Ne è venuto fuori un caleidoscopio di visioni, una piccola enciclopedia del 2017 teatrale, delle creazioni e degli umori di una stagione, da gustare poco alla volta, da centellinare. Buona avventura (e buon 2018) anche ai nostri lettori con (in disordine di apparizione): Massimo Marino, Massimiliano Civica, Roberta Ferraresi, Graziano Graziani, Ermanna Montanari e Marco Martinelli, Matteo Brighenti, Enrico Piergiacomi, Francesca Saturnino, Daria Deflorian, Maddalena Giovannelli, Roberto Latini, Lorenzo Donati, Lorenzo Pavolini, Attilio Scarpellini, Piergiorgio Giacchè,...

Intervista a Stefano Massini / Lavoro, parola controtempo

Che cosa era il lavoro nel passato e che cosa è oggi, in tempi di fluidità, di mobilità, di precarietà? A questa domanda prova a rispondere Stefano Massini in Lavoro, un libretto della serie “Parole controtempo” del Mulino, dichiarando subito che lui non è un giuslavorista e neppure un sociologo e che perciò non parlerà “del lavoro come fenomeno, bensì come parola”. Lui è consulente artistico del Piccolo Teatro di Milano, scrittore di teatro, autore di testi molto rappresentati e soprattutto di Lehman Trilogy, uno spettacolo che sta calcando i palcoscenici di tutto il mondo, la storia della dinastia alle origini della banca d’affari Lehman Brothers, una delle protagoniste dell’ultima grande crisi finanziaria mondiale. In questo volume di 131 pagine Massini ripercorre varie questioni partendo dalla consapevolezza che “è fuori dubbio che la parola ‘lavoro’ rappresenti oggi un elemento di acida stonatura, coincidendo con una ferita scoperta, un nodo nevralgico, forse il più doloroso quesito senza risposta dentro un cimitero che alle croci ha ormai sostituito i punti di domanda”. E lo fa, come si vede da questo breve assaggio, con leggera, sapiente tensione di scrittura.   Come...