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fantasmi

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Il Teatro Povero da 50 anni in scena / Notte di attesa a Monticchiello

L’ombra di un albero secco. L’ombra di un antico paiolo. Una scena in costruzione: un telo sul fondo nasconde le ombre di persone che appariranno per costruire un muro, per difendersi da minacce esterne che fanno paura. Monticchiello si trova tra i campi bruciati e dorati della senese Val d’Orcia, poco dopo la rinascimentale Pienza, la città ideale di Pio II Piccolomini, oggi odorosa soprattutto di pecorino e di stanze in affitto. In questo piccolo borgo di origine medievale, da cinquant’anni un paese intero fa teatro. Un paese fatto di un centinaio di anime, che in estate o durante le feste si triplicano grazie a tutti quelli che tornano dalle città e agli altri che hanno eletto questo luogo a loro buon ritiro.   Il primo spettacolo, L'eroina di Monticchiello (1967)   Iniziarono a allestire spettacoli nel 1967, parlando di terra, di lotte dei mezzadri contro i padroni, ricordando la Resistenza e altri episodi di opposizione. Già dai primi anni il Teatro Povero di Monticchiello consolidò un metodo di lavoro originale, con spettacoli condivisi che affrontavano, secondo metodologie del teatro politico e brechtiano allora in voga, nodi della vita del paese: il rapporto...

Desiderio e sesso nel mondo virtuale / La tecnica del perineo

JH e Sarah sono due trentenni come tanti. Si sono conosciuti grazie a una applicazione di dating online ma non si sono mai veramente incontrati. Nella solitudine dei loro appartamenti consumano rapporti fatti di parole e immagini, di attese e improvvise notifiche. JH vorrebbe rompere la dimensione virtuale, portare quel non-rapporto nella vita reale. Sarah non vuole sapere nulla del suo amante 2.0, o almeno così sembra... Ruppert & Mulot, La tecnica del perineo In La tecnica del perineo, il duo francese Ruppert & Mulot si confronta con l'erotismo (uno dei generi per antonomasia del fumetto) e lo fa con l'intelligenza e la raffinatezza che da sempre caratterizza la sua produzione. L'erotismo è per R&M un pretesto. Non che i due artisti vogliano evitare canoni e codici, ma come sempre partono da luoghi comuni consolidati e li trasformano in strumenti con i quali esplorare la contemporaneità e l'universo delle relazioni (da questo punto di vista assolutamente da recuperare il loro magnifico Irene e i clochard, uno dei pochi loro titoli presenti in traduzione italiana edito in Italia da Canicola). Ruppert & Mulot, La tecnica del perineoIl genere è il...

Umberto Eco. Come ho scritto i miei libri

Nevica quando vado a trovare Umberto Eco nella sua casa milanese. Siamo a febbraio e Numero zero suo ultimo romanzo edito da Bompiani è uscito da qualche tempo. Subito è salito ai primi posti delle classifiche di vendita. Sono state pubblicate varie recensioni e Eco ha rilasciato molte interviste, più del solito, da quello che ricordo. E allora cosa ho ancora da chiedergli? Ho letto il libro prima dell’uscita, in bozze. Non siamo riusciti ad accordarci per vederci prima e parlarne. Perciò lo faccio ora. Ho molte curiosità al riguardo: un autore notissimo non solo in Italia, ma nel mondo, forse lo scrittore italiano vivente più famoso, su cui sono stati scritti saggi, articoli, libri. Eppure ci sono molte cose che di lui sfuggono, a partire dalla sua doppia natura di saggista e narratore, ma anche riguardo il modo in cui lavora. Poi un romanzo scritto a ottantadue anni. Beh, un bel traguardo, non c’è che dire. Insomma parto da qui. Seduti nel suo salotto comincio a fargli domande su Numero zero.     Come ti è venuto in mente di scrivere questo nuovo romanzo?   Dagli anni Sessanta ho scritto...

Inesistenze

Nel ’94 entrammo in quell’appartamento in via Matteo Pescatore 4. Non grande, giusto per due persone, meglio se per una sola. Già due sfratti ci avevano raggiunto nel breve soggiorno in quella città. Dentro quella casa avremmo poi consumato ogni cosa, nel bene e nel male. Ieri al vespro mi chiama Daniel.    – Devo spedirti le tue cose, i tuoi lavori. Fabrizio mi consiglia di fare due pacchi e di inviarteli con un altro corriere perché per loro è costoso un trasporto, così mi ha consigliato, e io sto svuotando la cantina e non voglio prendermi la responsabilità di buttare le tue opere, o meglio ho buttato tutto quanto era marcito negli anni ma per il resto credo sia un vero peccato buttarle, ci sono ancora pezzi interessanti come i 10.000 soldatini gravidi: te li spedisco!  – No, Daniel! Tu non spedisci niente, fai i pacchi come credi e butta via tutto, ogni cosa, io non voglio avere cianfrusaglie qui anche perché non saprei dove metterle, e poi ho chiuso con quel tempo. Mi avete buttato fuori da quella casa dopo che vi ci ho messo dentro, grazie, butta tutto, non voglio vedere i miei...

César Aira. I fantasmi

Si spende tutta la vita a convincersi del contrario e poi saltano fuori così, senza neppure spaventare a morte. Allora non ce ne sono, di storie. I fantasmi esistono. Eccome. Inutile girarci intorno: alla lettera, s’intende. Meglio affrontarli di petto, a viso scoperto e con una buona dose di pragmatismo, magari dando loro dei pagliacci infarinati, come non esita a fare Elisa. Del resto ci sono giorni in cui verrebbe proprio voglia di strozzarne uno, soprattutto quando oltrepassano i limiti del quieto vivere. Mica possono permettersi proprio tutto, solo perché sanno stare in equilibrio sui bordi delle antenne paraboliche, fluttuare attraverso i pavimenti o raffreddare il vino nei loro toraci millenari, e starsene lì, nudi, con il gingillo a ciondoloni, a guardare una poveraccia mentre fa il bucato e litiga con le tubature difettose. Avesse almeno la lavatrice! Ma di cosa si lamenta, Elisa? Quella non è casa sua.   A ben guardare non è neppure una casa; lo diventerà a breve: lussuosi appartamenti destinati all’intimità agiata dei milionari. Gente di un’altra specie. Argentini, per giunta. E non c’...

Marco Mancassola. Non saremo confusi per sempre

Non saremo confusi per sempre (Einaudi, pp. 140, € 16) è il ritornello sussurrato dai fantasmi protagonisti del libro di Marco Mancassola, che lega fra loro cinque drammatiche storie di cronaca diventate cinque misteri dolorosi: Un principe azzurro, Dirk Hamer, ucciso da un colpo sparato da Vittorio Emanuele di Savoia, Un bambino al centro della terra, Alfredo Rampi, morto in un pozzo artesiano, Una bella addormentata, Eluana Englaro, “in fuga” dal proprio letto di ospedale dopo aver passato diciassette anni in stato vegetativo, Un cavaliere bianco, Giuseppe Di Matteo, strangolato e sciolto nell’acido dalla mafia e Un ragazzo fantasma, Federico Aldrovandi, ucciso a bastonate da quattro poliziotti. Cinque viaggi senza ritorno nel regno dei morti e cinque variazioni sullo stesso tema: una fine senza senso, dove la finzione letteraria sgretola la cronaca e le restituisce un volto diverso. Non saremo confusi per sempre è un  libro che fa venire voglia di fuggire e di restare: a ogni pagina  un abisso più buio ma anche  un respiro più profondo che apre a visioni inattese: il centro della terra per Alfredino, il...