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Clare Island. L’isola senza faro

ISOLA DI UN’ISOLA. “Ma che ci fai con la cintura di sicurezza?”, ripeto in silenzio a me stesso. Furtivamente porto la mano in basso, la slaccio, vigilo affinché si riavvolga lentamente e il conducente non si accorga di niente. Non solo lui non ha la cintura, ma qui le macchine non sono assicurate, non hanno la targa. Chi guida spesso o non ha la patente o non ha l’età per averne una. E non c’è polizia né alcuna forma di controllo – è una piccola comunità autarchica. La mia residenza estiva comincia così con l’espiazione dei peccati metropolitani. Quello della cintura non è l’unico: in una terra afflitta dal vento provo a usare l’ombrello con risultati disastrosi. Hai presente Mary Poppins?, mi chiede divertita una signora del posto. Benvenuto a Clare Island, Clew Bay, costa occidentale dell’Irlanda. L’isola di un’isola, un altro universo rispetto alle isole della terraferma o alle isole di una penisola come la nostra. Me ne rendo conto dalla confusione che regna nelle conversazioni quotidiane: chi vive a Clare Island dice di andare sull’isola...

Tristan da Cunha. Fuori dal mondo

A Tristan da Cunha arriva una nave ogni cinque, sei settimane. Prevalentemente un peschereccio, l’MV Edinburgh, che a volte resta in rada per giorni prima che i “roaring forties” (i forti venti che sibilano oltre il quarantesimo parallelo) permettano le manovre di scarico di merci e passeggeri. Questa nave rappresenta l’unico filo che lega l’isola all’“outside world” – come lo chiamano qui – un concetto che comprende tutto quello che esiste oltre il muro d’acqua e anice che spesso avvolge Tristan a poche miglia dalla costa, durante la stagione invernale.     Tristan da Cunha è un’isola, o meglio un remoto gruppo di isole al largo dell’Oceano Atlantico meridionale. Io sono arrivato su quella stessa nave una sera di aprile. Lasciato il porto di Città del Capo abbiamo visto due navi cargo all’orizzonte. Una scendeva verso l’Antartide, una risaliva verso nord. Sono sparite dopo poche ore e da quel momento non abbiamo visto altro che oceano per una settimana intera. Fino a quando è apparso il profilo del vulcano, avvolto nella nebbia.  ...

David Vann. Da dove vengono i sogni

L’isola di Caribou in Alaska in cui costruire un capanno con le proprie mani inseguendo più i propri rimpianti che i propri sogni, una famiglia esplosa da cui ognuno fugge in cerca di un riparo, una terra ostile e di ghiaccio quale terreno ideale per una resa dei conti che non vedrà alcun vincitore, ma solo l’azzeramento di un destino privo di ogni possibile felicità.   David Vann non ha scritto un capolavoro e non è probabilmente nemmeno paragonabile a Cormac McCarthy, come scrivono gli strilli giornalistici pubblicati sulla quarta di copertina del volume; tuttavia racconta con non poca bravura ed efficacia una storia ai margini del successo. Tre passi dopo Jonathan Franzen, i protagonisti di Vann vivono pienamente un fallimento senza possibilità di riscatto, come elementi dispersi su una terra estrema e dura, si ritrovano fianco a fianco in lotta per una sopravvivenza che non sarà mai una vita pienamente desiderata e voluta.   Protagonista assoluta è l’ansia, e con lei la difficoltà di percepire i propri stessi desideri, fino poi a tradirli in uno spietato gioco autodistruttivo, che va...

Favignana / Paesi e città

Non è un azzardo affermare che Favignana è, tra le isole cosiddette minori della Sicilia, quella che conserva una dimensione di paciosa (e naturalmente aurea) mediocritas, di accessibilità trasversale, di ospitale interclassismo generoso, sebbene non ci sia dato sapere quanto ancora perdurerà questa condizione. Non è indispensabile ormeggiare il cabinato per goderne le bellezze senza sentirsi in difetto di status con il resto della popolazione non stanziale (ancorché il porto turistico sia capiente e attrezzato); non è obbligatorio mettersi lì a impiantare vigneti per dare un senso alla propria permanenza nell’isola (e del resto Favignana non vanta una tradizione vinicola, ma semmai di apicoltura); non sono prerogative fondamentali, per trascorrervi giornate piacevoli, né l’attitudine alla vacanza modello ‘ritorno alle caverne’ né la fregola della mondanità notturna a tutti i costi. Prova ne sia il fatto che Favignana non compare quasi mai nelle imprescindibili genealogie delle vacanze dei vip o nelle nomenclature della dislocazione balneare di ministri e parlamentari. La ‘ricettività’, come si dice, va dal campeggio (ce ne sono ben tre) al villaggio turistico, e comprende...

Isola e terraferma

Che cos’è un’isola? Alle scuole elementari ne davano una definizione ovvia ma inquietante: un lembo di terra interamente circondato dal mare. Esempio: la Sicilia è un’isola, come la Sardegna e Creta, l’Italia invece una penisola, come la Spagna o la Scandinavia. Sono isole le Eolie e le Tremiti, l’Irlanda, Malta, non lo sono Calabria e Yucatan. E la Gran Bretagna?, chiedevamo in coro. Sì, un po’ risicata, ma sì, rispondeva stacciuto il maestro. E l’Australia, l’America, l’Eurasia? No no, quelli sono continenti, troppo grandi per essere isole. E un faraglione, uno scoglio, il picco d’un vulcano che spunta dal fondo dell’oceano, non sono pezzi di mondo circondati dalle acque? No, s’affannava inascoltato il buonuomo in grembiule: sono troppo piccoli! Capivamo così che isola non è questione di acqua salata dappertutto ma di chilometri quadrati. Non una cosa tangibile ma un concetto fluttuante, un’idea a metà, l’esito perplesso di una negoziazione continua.   Eppure, c’è tanta letteratura sulle isole: l’essere isolano e...

Montisola / Paesi e città

Montisola è un luogo che sfugge alle definizioni, forse perché ogni singolo elemento che la costituisce pare abbia una voce, si sente come un brusio da torre di Babele: lago, monte, roccia, onda, albero, ognuno parla una sua propria lingua.   Prima si entra in molle sintonia con la fluidità dell’acqua: camminando sulla strada di asfalto che si accosta al lago verso Sensole, sembra di muovere i passi su un ponte, poi, mentre si sale da Peschiera a Menzino, qualcosa cambia, e gli occhi iniziano ad apprezzarne i lineamenti aspri: le forme nude delle rocce, l’ossatura del monte che si innalza dalle rive del lago e rivela, con le sue incisioni e le striature, l’intima architettura dell’isola, i segreti della sua nascita. Gli strati rocciosi a picco sulla strada stanno quasi a indicare il percorso per raggiungere la cima: una grande pietra solitaria appoggiata sulla sommità del monte come un cappello. Se si scende verso il lago invece, pare che qualcosa si srotoli: si lasciano gli alberi, la terra, il bosco e si giunge di nuovo a riva, senza accorgersi della strada percorsa e di quanto tempo sia passato.  ...

La Maddalena / Paesi e città

La Maddalena è un’isola nell’isola, a nord-est della Sardegna e a sud della Corsica. Vista su una carta geografica ha la forma di una fiamma pietrificata con le lingue del fuoco diramate verso l’alto. È la più grande e abitata di un arcipelago composto da isole e isolotti. Un ponte la collega come un cordone ombelicale all’isola di Caprera, e fino a poco tempo fa un traghetto portava in Corsica attraversando le Bocche di Bonifacio dopo una breve sosta a Santa Teresa in Gallura. Nell’Ottocento questo collegamento era più frequente di quello con la Sardegna e del resto corsi furono i primi pastori a installarsi nell’isola.   La Maddalena si gira in fretta. Quello che si è appena visto ritorna, ma leggermente modificato dalla luce o dalle ombre e come ogni lieve scarto può farti impazzire. Forse per questo gli abitanti sono bruschi e non sempre gentili. Il vento li ha abituati a gridare anche quando non è necessario e c’è sempre come un’urgenza nelle loro voci. Anche il clima è difficile, e il maestrale soffia anche per nove giorni di seguito. Allora si vede...