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non-scuola

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L’Eresia della felicità di Marco Martinelli

Ti circondano. Sono una sessantina, tra gli undici e i diciotto anni. Tutti con una blusa gialla “cucita con tre metri di tramonto” come quella di Vladimir Majakovskij, il poeta cubo-futurista che voleva strappare la gioia ai giorni venturi. Hanno i colori della primavera esplosa e nomi da neo e paleo italiani i ragazzi dell’Eresia della felicità di Marco Martinelli, una scheggia della “non scuola” di Ravenna, impiantata per la prima volta a nord, anzi a nord-est. Vengono da Asseggiano, una zona periferica di Mestre, dal centro vecchio di Venezia e da Marghera, città-fabbrica in crisi. Si chiamano George, Jiko, Vajit, Chiara, Kevin, Nicolò, Nina, Elisa, Alvise, Adil, Albulena, Damiano, Dan, Zeno, Jennifer, Snizhana, Marco…     Cinema-teatro Aurora di Marghera, a destra della stazione di Mestre, guardando verso Venezia. Sera di venerdì 31 marzo. Sul viale si incontrano pochi passanti, principalmente immigrati. Qui la sala è piena di amici, genitori, appassionati di teatro, insegnanti. È uno di quei luoghi dove si continua caparbiamente a fare teatro dialogando con chi abita nelle...

Venezia - Asseggiano, 8 gennaio 2012

  “E quanto alle antiche relazioni di Ravenna con Venezia, non potendone ritrovare il principio, dovemmo risalire allo studio delle origini delle due città, che vedemmo non contemporanee, ma certo consimili”.   (Pier Desiderio Pasolini, 1874)     Riprendo a scrivere di non-scuola, dopo la serata di Donne al Parlamento al Valle in dicembre. E d’accordo con la redazione di doppiozero, diamo a questo blog un nuovo titolo, non legato a un singolo progetto, come è stato per Capusutta a Lamezia Terme, bensì un titolo che possa comprendere luoghi e avventure differenti durante l’anno, appunto il titolo di NON-SCUOLA, in modo che io possa raccontare i progetti che le Albe vanno realizzando in giro per l’Italia e per il mondo. Compresi quelli futuri di Capusutta, perché siamo fiduciosi sulle promesse del sindaco di Lamezia di continuare l’esperienza.   Ripartiamo dal Nord Est: infatti, mentre stavamo terminando il primo anno di Capusutta in Calabria, già dall’ottobre scorso avevamo iniziato una nuova non-scuola a Venezia. Voluti là dalla Fondazione di Venezia, un...

Roma, Teatro Valle, 16 dicembre 2011

Scrivo questa ultima puntata del diario di Capusutta prima di ritrovarci tutti a Roma, al Valle occupato. Non l’avrei detto, il giorno che ci siamo arrangiati a provare per strada, tra le auto che passavano, perché a Lamezia nessuno ci aveva aperto il teatro, che Donne al Parlamento, dopo la “prima” a Lamezia, sarebbe arrivato fino al Valle. Ma vado con ordine, e racconto come è andata la “hell’s week”, la “settimana dell’inferno”, così negli Stati Uniti chiamano la settimana che precede il debutto.   Scendo a Lamezia e subito capisco che il clima non è buono. Ne avevo scritto già sul doppiozero del 5 maggio 2011, quando mi preoccupavano gli atteggiamenti di certi burocrati lametini, e al mio arrivo ne trovo conferma. I “corsari” hanno appena recitato il loro Molière al Politeama, come stava scritto nella nostra convenzione con il Comune, che contemplava non solo il laboratorio di Capusutta, ma anche alcuni spettacoli delle due compagnie, in modo da presentarci ai ragazzi oltre che come guide del laboratorio anche come attori e registi con una propria poetica: lo...

Lamezia Terme, 20 novembre 2011

  Torno a Lamezia. Finalmente abbiamo le date ufficiali del debutto di Donne al Parlamento: 20 e 21 novembre, ore 21, al Teatro Comunale Politeama, gestito per il Comune da Piero e Pierpaolo Bonaccurso del Teatrop.   I corsari hanno lavorato benissimo. Ricordate che vi dicevo dei problemi creati dalla innaturale (per la non-scuola) pausa estiva? Bene, sono andati dappertutto, non solo sono ritornati nelle scuole, ma anche nelle strade, nelle piazze. Nei pub, dove gli adolescenti si danno raduno, e hanno trovato nuove adesioni ed entusiasmo. Come crediamo si faccia il lavoro con i giovani? Si fa così. Impiegando tempo e passione. Le locandine, certo, i manifesti, i dépliant, la conferenza stampa, ma prima di tutto il guardarsi in faccia. Il prenderli sul serio, uno a uno. E forse i giovani stessi possono farlo meglio di tutti, per questo è importante non essere “avari”, ma coinvolgere ragazzi attenti e svegli e appassionati nei progetti culturali, se vogliamo che siano una miccia capace di accendere i loro coetanei.     Le prove procedono. Io oggi seguo solo Praxagora e le altre con Emanuele e Tonino, mentre...

Lamezia Terme, 4 ottobre 2011

In volo verso Lamezia, mezzo addormentato, di prima mattina, quando i pensieri barcollano e stanno per scivolare giù, e resistono, galleggiando tra il sonno e la veglia, ripenso agli Aristofane affrontati in tutti questi anni: tra Albe e non-scuola mi arrivano le immagini degli otto testi messi in scena (degli undici che sono sopravvissuti al naufragio del tempo: Aristofane ne scrisse circa quaranta…). Mancano al mio personale appello Acarnesi, il primo scintillante apologo contro la guerra e le storture della nascente democrazia, Vespe e Donne alle Tesmoforie. Prima o poi li attraverserò. In volo mi tornano soprattutto i versi degli Uccelli, penso alla fantasia del volo che prese l’antico scrittore di teatro, abituato a sognare sulle rive boscose del Mediterraneo, guardando le allodole e le colombe levarsi nell’azzurro.   Scendo dall’aereo e trovo nuvole nere che circondano le montagne. Forse questa interminabile estate sta davvero per finire. In giornata incontrerò Emanuele, i corsari napoletani e la squadra degli adolescenti lametini di Capusutta. Questa pausa estiva proprio non ci voleva: le non-scuole vanno sempre da...

Lamezia Terme, 5 giugno 2011

Ultima puntata del diario lametino, poi ci sarà la necessaria pausa estiva, poi Capusutta ripartirà a settembre per debuttare ad autunno inoltrato - date possibili, ma ancora non certe, dal 18 al 20 novembre - e con le prove riprenderà anche questo diario.    Nel frattempo buone notizie: il contratto tra il Comune e le Albe e Punta Corsara è stato firmato. E la volontà politica è quella di riuscire a costruire una convenzione anche per il prossimo biennio, in modo che si arrivi a un percorso di almeno tre anni, il minimo per seminare, il minimo per creare un tessuto di giovani (scelti non per amicizie e tessere politiche, per buone parentele, ma usciti da un percorso fatto di lavoro, disciplina e passione), un gruppo di persone che possa continuare a praticare teatro e cultura, slancio e amore per la città e vocazione a intrecciare il locale con il nazionale e oltre.   Intanto ci si lascia con un’ultima giornata di lavoro, dove assisto a una specie di primo abbozzo di Donne al Parlamento. Sono anche gli ultimi giorni di scuola, quindi il numero dei capusuttini presenti è per forza di cose...

Lamezia Terme, 18 marzo 2011

Ci ritroviamo al Teatro Umberto, nel cuore della città. È il primo incontro di Capusutta, così l'abbiamo chiamato il nostro progetto di teatro con gli adolescenti di Lamezia, e il nome in dialetto lametino ("a testa in giù") me l'ha suggerito Dario Natale, regista di Scenari Visibili, traducendo alla lettera "arrevuoto" dal napoletano. Sono presenti 85 adolescenti, tra cui una decina di rom. A salutarli ci sono anche Tano Grasso e l'assessore alla cultura di Ravenna, Alberto Cassani, che ho convinto a seguirmi in questo primo incontro. I due augurano buon lavoro ai ragazzi e a noi, e poi si allontanano a ragionare di un possibile gemellaggio Lamezia-Ravenna. Guardo gli adolescenti davanti a me, seduti in platea, guardo il palco alle mie spalle, molto piccolo, sia come larghezza che come profondità. Non ho voglia di parlare... e poi la platea è stretta e lunga, io manco li vedo quelli che sono là in fondo. Non ho voglia di parlare, abbiamo già parlato abbastanza in precedenza, abbiamo già raccontato a questi ragazzi le nostre intenzioni in alcuni incontri fatti tra gennaio e...

Lamezia Terme, 3 marzo 2011

È così che è cominciata. Nella primavera del 2010 il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza (un nome che è tutto un programma, e una scommessa), chiede a un suo vecchio amico, Tano Grasso, presidente onorario della Federazione nazionale dell'antiracket, di diventare assessore alla legalità nella giunta di Lamezia. Lamezia è una città che tempo prima lo stesso Grasso aveva additato tra le tre roccaforti del pizzo in Italia (le altre due erano Gela e Napoli), ma che negli ultimi anni aveva visto crescere al suo interno una forte associazione antiracket. E questo è il motivo che convince Grasso ad accettare: accetto, risponde al suo amico sindaco, ma preferirei fare l'assessore alla cultura. Se c'è un terreno sul quale sperare di battere il crimine, questo il suo ragionamento, è la cultura, e in particolare la relazione con le nuove generazioni. Diventato assessore, mi chiama. Ci incontriamo a Napoli in maggio, al Gambrinus, sotto gli occhi della scorta: Tano ce l'ha da vent'anni. La sua è una storia esemplare, commerciante di scarpe e laureato in filosofia, è tra i primi...