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rapimenti

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Gigi Cifali. A pochi centimetri dalla storia

È caratteristica comune a molti artisti delle ultime generazioni guardare alla storia degli ultimi cinquant'anni con rinnovato interesse, riportando l'attenzione su fatti nazionali già ampiamente esplorati dal giornalismo, questa volta però indagati mediante la forza dirompente delle immagini. L'atteggiamento più comune fra gli autori contemporanei consiste nel prelevare documenti originali o fedeli copie da archivi cartacei, decontestualizzando l'oggetto o l'immagine rispetto al “contenitore” di appartenenza. Dallo schedario di un deposito alle pareti di una galleria d'arte, per intenderci. C'è chi sceglie di non apporre modifiche al ritrovamento, oppure chi fa piccoli spostamenti di significato rispetto al documento di partenza. Per utilizzare una metafora cinematografica potremmo dire che in pochi scelgono di girare un nuovo film, si preferisce invece lavorare di montaggio su una pellicola preesistente. Nulla di male, solo per dire che stupisce oggi incontrare un autore intenzionato a stare a pochi centimetri dalla storia, traducendo in fotografia la sua esperienza diretta, senza il filtro dei mass media, lontano quindi dai cliché di forma e contenuto già esplorati da...

The Missing of Lebanon

Un numero stimato di 17mila persone scomparve durante il conflitto civile libanese, durato ufficialmente dal 1975 al 1990, e costato la vita a 150mila vittime. 17mila persone, sequestrate o uccise da differenti milizie attive in Libano durante la guerra civile, la cui sorte è a tutt’oggi sconosciuta. Uomini, donne, ragazzi, studenti, civili di cui i familiari non hanno più avuto alcuna notizia. Dalia Khamissy, fotografa libanese, dal 2005 porta avanti The Missing of Lebanon, un progetto fotografico di documentazione giornalistica sulle famiglie degli scomparsi e sulla loro storia. The Missing of Lebanon Dalia Khamissy Ne abbiamo parlato insieme in questa intervista.       Come hai concepito inizialmente questo lavoro?   Quando ho finito i miei studi in fotografia sapevo già che avrei voluto dedicarmi alla fotografia documentaria, raccontare le storie delle persone con le quali venivo in contatto. Avendo vissuto la guerra civile libanese volevo tenermi lontana da argomenti che riguardassero il Libano. Non volevo avere a che fare con il passato che avevo vissuto. Così ho iniziato a lavorare sui postumi dei conflitti in altri paesi, l’embargo in Iraq nel 2002,...