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repressione

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Queer British Art 1861-1967, Giacometti, Soul of a Nation / Arte a Londra. La stagione estiva 2017

Londra, divisa tra lo stress da Brexit e le tentazioni di ritorno in Europa, rimane uno dei luoghi delle esposizioni, in Europa. La stagione estiva 2017 è inaugurata da Queer British Art 1861-1967, una mostra assai importante alla Tate Britain, intesa a celebrare la depenalizzazione dell’omosessualità nel Regno Unito, avvenuta nel 1967. Come racconta benissimo (e con una scrittura di grande efficacia) Quentin Crisp nel suo classico memoir The naked civil servant, uscito nel 1967, in terra di Albione la polizia aveva la mano pesante. Il suo caso era esemplare: veniva arrestato tutte le volte che, da solo o con amici, decideva, sfidando la sorte, di uscire in drag a Piccadilly Circus e in altri luoghi di massima frequentazione. Un comitato scientifico allargato, guidato da Clare Barlow, che cura anche l’ottimo catalogo edito dallo stesso museo, punta su una visione per temi, che superi i manifesti e le dichiarazioni pride.   Il punto è stabilire come e quanto il mondo queer ha contribuito, in tutti i suoi molteplici aspetti, a nutrire la cultura britannica. Il primo ambito è dedicato ai Coded desires, ossia quei desideri cifrati che il chiuso mondo vittoriano non avrebbe mai...

Quegli arresti del 1934 a Torino

Il 9 dicembre, presso i locali della Comunità ebraica di Torino, in collaborazione con l’Istoreto e Museo Diffuso della Resistenza, si è tenuto l’incontro dal titolo 1934 Quegli arresti di ebrei torinesi antifascisti. Il ricordo dei protagonisti nelle parole dei loro figli e nipoti. L’incontro, dedicato alla ricostruzione e al ricordo della repressione fascista del marzo 1934  del gruppo antifascista di Giustizia e Libertà attivo a Torino, si è svolto con il duplice sguardo della storia e della  memoria e ha visto la partecipazione di studiosi e ‘testimoni’ di ricordi familiari della vicenda che si inserisce nella realtà torinese dell’antifascismo e dell’ebraismo: dopo l’introduzione storica di Chiara Colombini (Istoreto) e con la presentazione di Giulio Disegni sono intervenuti Anna Foa, Bice Fubini, Carlo Ginzburg, Giovanni Levi, Manuel Segre Amar. Pubblichiamo due interventi della serata per gentile concessione degli autori: Chiara Colombini, ricercatrice dell’Istoreto, ricostruisce il contesto del gruppo torinese di Gl e l’operazione di polizia all’interno della...

Andrei Kurkov. Diari Ucraini

Diari ucraini di Andrei Kurkov è un libro importante. La sua narrazione, in forma di diario, degli eventi quotidiani che hanno accompagnato la "rivoluzione del Maidan", la caduta del regime di Yanukovich, l'occupazione russa della Crimea e la guerra segreta condotta dalla Russia nel Donbass, aiuta chi non ha assistito da vicino a quegli eventi a comprenderne la natura, e mostra come abbia potuto viverli un cittadino ucraino nato in Russia, russofono da sempre, abitante a Kiev e portato ad osservare senza pregiudizi la vita del proprio paese.   La forma diaristica è efficace per far comprendere l'evoluzione degli avvenimenti, il quotidiano sovrapporsi di eventi minimali che impercettibilmente realizzano cambiamenti storici, incontrollabili e a volte imprevedibili da chi li osserva. Si assiste a una rivoluzione nata per caso e sfociata poi in un drammatico cambio di potere, in lunghe giornate di lotta e di morte, nella caduta di un regime ottuso e corrotto che ha scatenato però la vendetta immediata di chi dall'estero lo sosteneva; innanzitutto, con l'occupazione manu militari della Crimea, da anni perseguita, e realizzata con...

Letture Birmane

Ottenuto il visto all’ambasciata, confermato il picaresco tragitto aereo, acquistata la zanzariera, il venturo viaggio in Birmania s’invera. E’ dal settembre 2007, ovvero dalla rivoluzione zafferano dei monaci contro la giunta militare, che inseguo il sogno birmano. E ci tenevo ad andarci prima delle elezioni di fine 2015 che potrebbero cambiare il paese o forse no. Una soluzione, quest’ultima, preferita da molti paesi occidentali perché, al di là della retorica sui diritti umani, hanno a cuore anzitutto la stabilità politica della Birmania – miglior garante dei loro interessi economici –, come alcuni osservatori attenti cominciano a sospettare.   Finora ho seguito l’attualità e visto qualche film. Ma i grandi classici sulla Birmania sono stati girati altrove: Objective, Burma! (1945) di Raoul Walsh a Los Angeles, L’arpa birmana (1956) di Ichikawa in Giappone, Beyond Rangoon (1995) di John Boorman in Malesia, il deludente biopic The Lady (2011) di Luc Besson – sulla struggente storia d’amore tra Aung San Suu Kyi e Michael Aris – in Tailandia.     Così...

Scrittori cinesi, temi sensibili e incongruenze

Sarà difficile, giorno dopo giorno, riuscire a dare una definizione del problema della censura, non in via teorica, ma nella pratica. Perché come è ovvio c’è una zona grigia, dove non è chiaro quel che è permesso dire o non dire, discutere o non discutere. E diventa quasi impossibile dare conto dei comportamenti: perché Han Han, annunciato in uscita per Simon and Shuster in America il 6 ottobre, ha rinunciato al tour promozionale, che immaginiamo preparato nei dettagli? C’erano tutte le premesse per fare un bel po’ di rumore attorno a questo dissidente che si autodefinisce come conciliante (nel volume in uscita negli USA spiccano i suoi ‘tre saggi’ su rivoluzione, democrazia e libertà che si possono riassumere con una frase, lanciata alle alte sfere: voi lasciatemi scrivere tutto quel che voglio sul blog, lasciatemi la libertà di espressione, e io non chiederò la democrazia – tema sensibile).   Han Han denuncia con regolarità sul suo blog la repressione delle rivolte di massa in Cina (alcuni giorni fa un giornalista italiano mi ha detto che se ne calcolano...