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Vangelo

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"Uomo di poca fede, perché hai dubitato" / Christo. Camminare sulle acque

“Tutto quanto il cuore desidera può essere sempre ricondotto all’immagine dell’acqua”, così scrive Gaston Bachelard, il filosofo degli elementi materiali, nel suo L’Eau et les rêves. Così si può spiegare l’accorrere di migliaia di persone, oltre 450.000, sul Lago d’Iseo per percorrere la passerella stesa da Christo, artista bulgaro-francese, sulle acque dolci dell’invaso lombardo.   Per Bachelard l’acqua esprime il principio femminile, la dolcezza, ed è imparentata con il latte, fondamentale alimento materno. Per Jung, cui il filosofo s’ispira, l’acqua ha una funzione importante nei sogni; figura dell’inconscio, indica sia la nascita che la morte. Le acque del ventre materno sono la prima culla, ma anche la tomba; simbolo di purificazione, di rinascita, e insieme di morte. L’acqua è ambivalente, e dominarla diventa un’ambizione insopprimibile.   Ma non c’è solo questa doppia simbologia ad attrarre inconsapevolmente le folle verso il tappeto artificiale steso tra le rive del Lago d’Iseo e attorno alla villa-isola di San Paolo.   Un episodio dei Vangeli narrato dai sinottici  Matteo e Marco – ma non Luca –, e da Giovanni: il miracolo compiuto da Gesù sulle acque...

Intorno al risentimento (parte seconda) / Rancore

Rimorso    Il rancoroso possiede una memoria implacabile, non può perdonare né perdonarsi, e condivide molti tratti simili a chi soffre del sentimento di vergogna: è offuscato dalla memoria di un passato da cui non può separarsi e che non può tenere a distanza. Ciò che manca a chi soffre di questo sentimento è la capacità di ri-vivere, quindi di trovare un senso all’offesa patita, di farla transitare attraverso l’esperienza del proprio vissuto; non si congeda mai dal ricordo della frustrazione, torna a sentire le offese narcisistiche ricevute, edipiche o fraterne, che non si vogliono o non si possono dimenticare o perdonare. Sia nel risentimento, come nella vergogna, appare la figura del “rimorso”, il tornare a mordere o mordersi, sotto la pressione di un’emozione, dice Kancyper, specifica, ripetitiva, alimentando l’attesa di nuove vendette rivolte, prima di tutto, contro se stessi.   Lo psicoanalista sottolinea come il rimorso sia ben altra cosa rispetto all’odio; mentre il rimorso promuove una circolarità regressiva e sadica, l’odio può invece promuovere un movimento centrifugo della libido. Rifacendosi al Freud di Pulsioni e loro destini (1915), Kancyper...

René Girard: la voce inascoltata della realtà

Ci si può chiedere che senso abbia la discussione intellettuale di fronte all’atrocità di eventi come quelli occorsi a Parigi ieri notte. L’impotenza del pensiero di fronte all’atto conclusivo, definitivo e violento. Crediamo in realtà che l’imperativo in questi momenti drammatici sia proprio quella di capire quali siano gli strumenti per descrivere e capire la complessità delle forze in gioco. Le insidie che si nascono dietro all’angolo in un mondo che sta affrontando conflitti inediti. In questo senso, se c’è un pensatore che ci può aiutare a radiografare le metamorfosi della violenza, questo è proprio René Girard.      È sempre difficile ricostruire il profilo intellettuale di un pensatore. In modo particolare se si tratta di qualcuno che come René Girard ha seguito un percorso poco convenzionale, improntato a una libertà esistenziale e di riflessione non comuni, in bilico fra due continenti e fra diversi campi di discussione disciplinare, senza mai tentare di aderire a un profilo accademico propriamente definibile.   Nonostante i...

Emmanuel Carrère. Fuori e dentro Il regno

Mi piace Emmanuel Carrère, gli ho dedicato anche un piccolo ebook edito da doppiozero, ma quando è uscito Il Regno e ho letto alcune delle reazioni che ha suscitato in Francia, mi sono chiesto cosa diavolo gli fosse venuto in mente. Un libro sulle origini del cristianesimo, Paolo di Tarso e Luca, l'autore di uno dei Vangeli era proprio necessario? Reduce da un'educazione cattolica che mi ha marchiato dall'asilo al liceo dai salesiani passando per dieci anni di oratorio, mi sono detto che forse non era il caso di tornare su cose che conosco fin troppo bene. Poi l'ho letto e, pensando anche a un analogo disorientamento dei suoi lettori abituali, ho cercato di riformulare alcune delle domande più frequenti sentite al suo proposito: che tipo di libro è? è un romanzo o cos'altro? come è fatto? si tratta davvero solo dell'ennesimo libro sul cristianesimo e sul conclamato ritorno della religione di tanti movimenti identitari? vale la pena leggerlo? Poi, nel tentare di rispondere, me ne sono nate altre.   ****   "Le leggi del Regno non sono, non sono mai, leggi morali. Sono leggi della vita, leggi karmiche", afferma Emmanuel Carrère  nel suo libro (le traduzioni quando non...