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Islanda

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Slavoj Žižek, Srécko Horvat e Alexsis Tsipras / Europa: speculazione a tempo

Con Cosa vuole l’Europa? (2014) Ombre corte prosegue la pubblicazione di testi di Slavoj Žižek: se in Chiedere l’impossibile (a cura di Yong-june Park) uscito a fine 2013, era la riflessione di Žižek nel suo complesso l’oggetto esplorato, in Cosa vuole l’Europa?, scritto assieme al filosofo croato Srécko Horvat, il tema è più direttamente politico.   Sedici brevi interventi, otto a testa: un ping pong fra Žižek e Horvat nel quale gli autori tentano di mettere a nudo le contraddizioni economico-politiche che lacerano l’Europa odierna. Ciò che hanno in comune la bancarotta di Cipro, la necessità della Croazia per l’Europa, l’enigma (lo si insegna tuttora nelle scuole europee) dei Balcani, il caso dell’Islanda, oppure la «marcia turca» (pp. 73-77) è di essere focolai di contraddizione apparentemente marginali, ma in realtà profondamente intra-europei. Nell’impostazione mista tipicamente žižekiana, ossia materialistico-dialettica e psicoanalitica, tutti questi casi sono sia sintomi che reali centri-periferici di sofferenza europea. Ma, contemporaneamente, essi sono anche snodi virtualmente generatori di pensiero antagonista.   Per capire che cos’è l’Europa, l’altro (...

Perché amare l'Islanda?

L’ultimo volume edito da Humboldt Quodlibet è dedicato all’Islanda. Come nei libri precedenti, anche in questo caso si è trattato di recuperare una tradizione di fine Ottocento, aggiornandola al nostro vivere contemporaneo: uno scrittore e un fotografo viaggiano insieme per realizzare un reportage narrativo e iconografico. Gli autori di Tutta la solitudine che meritate sono Claudio Giunta (testo) e Giovanna Silva (fotografie). Il titolo, più che una minaccia o una conquista, è l’oggettiva condizione della nazione che ha una densità abitativa media tra le più basse della Terra. Giunta, autore del recente Una sterminata domenica. Saggi sul paese che amo (Il Mulino, 2013) è un habitué dell’isola e questo ha giovato molto alla compattezza e alla varietà del libro, che infatti è una via di mezzo tra un’intelligente guida turistica colta e il reportage. Cosa sappiamo dell’Islanda? Poco.     A seconda dello stato d’animo, ripetiamo che è la nazione dove è nata Bjork; che è molto a nord, e ogni tanto è sorteggiata nel medesimo girone...

Direzione Vatnajökull

Direzione Vatnajökull. Questa parola impronunciabile è il nome del più grande ghiacciaio d’Europa. La rinascita dell’Islanda, dopo il default del 2008, parte (anche) da qui, da uno dei luoghi naturali più belli di quest’isola. E da qui comincia anche il nostro viaggio alla scoperta di una terra unica.   I suoni elettrici invadono l’abitacolo dell’auto come una nenia meditativa, mentre fuori sfila un paesaggio lunare di steppe e di lava. Sono le note dei Sigur Ròs, la traduzione musicale dell’essenza islandese. Rumori, piano, flauto, tromba e ritmi lenti cullano il silenzio delle nostre voci. Ancora pochi chilometri ci separano dal gigante di ghiaccio. Non c’è traffico sulla Ring Road, la strada principale dell’Islanda, l’unica interamente asfaltata, che percorre ad anello l’intera isola. Lo sguardo si perde lontano, cosa che succede spesso, perché qui il metro di misura è l’infinito. Non c’è nemmeno un albero, solo linee essenziali con geometrie senza angoli che salgono e scendono dolcemente. Qua e là in mezzo al niente gruppi di...

Barcellona: se non ci lasciano sognare, non li lasceremo dormire

Sento un rumore di coperchi, pentole, piatti, cucchiai. Un rumore forte, viene dal balcone accanto al mio. È la mia vicina, 57 anni, e suo figlio di 28. Che fate? - chiedo - Una cacerolada, protestiamo. A plaza Catalunya c’è un’acampada, dei ragazzi accampati che protestano. Li chiamano los indignados, gli indignati. E contro cosa? Il governo, i tagli all’università, il 20% di lavoratori col sussidio statale? Sì, anche, ma soprattutto per farsi sentire, per una democrazia partecipativa, per imporre un cambiamento.   Sinceramente, non sono convinto. Prendo la giacca e vado a vedere, plaza Catalunya dista appena 15 minuti da casa mia. La piazza è piena di tende, gente con le pentole in mano, striscioni pro-rivoluzione. Ci sono molti stand: cucina, infrastrutture, immigrazione, ambiente, lavoro, sanità. Mi impressiona la pulizia, la cura e l’organizzazione. E soprattutto l’invito a riciclare, a non sporcare, a non fare disordine, a non fare chiasso al di fuori della mezz’ora di cacerolada.   Incontro un amico, un tipo che viene a suonare alle jam session del locale dove vado il venerd...

Isole

La prima lezione delle isole è che non puoi andartene a piedi. Acqua e aria. Vento e onde, niente treni. Devi prendere una nave o un aereo. Corde, bitte, sartie, un autobus che sbanda. Devi correre in cerchio come un cane. Conosci la protezione ma anche il massimo dell’esposizione. Nei giorni di bufera ti bruceranno lingua e occhi. La lingua sarà secca, gli occhi pieni di sale, la voce troppo bassa per chiedere aiuto come succedeva da piccoli. Circondata da un elemento instabile, il mare, l’isola coincide con le forze opposte del rifugio e della minaccia. Respira con il tempo atmosferico, è il tempo stesso, continuamente disorientata da nuvole, vento, uccelli che confondono le rotte, traghetti che per una tempesta improvvisa rischiano di sfracellarsi sugli scogli e non riescono ad attraccare. “Io sono il tempo” ha scritto l’artista statunitense Roni Horn raccontando il suo lavoro in Islanda. In quest’isola di ghiaccio costellata da sorgenti calde, geologicamente fragile, scossa da eruzioni vulcaniche, offuscata da fumi rossi, ha trovato lo spazio di un’ispirazione che ha come oggetto l’identità e il suo dissolversi. Lo testimoniano i suoi Autoritratti, serie di foto in cui viso...