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Andrea Camilleri

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Parodia linguistica e lingua letteraria / Andrea Camilleri, in pirsona

Sul finire dell’anno scorso, la Lettura del Corriere della Sera ha dedicato due ampie pagine ai triboli dei traduttori alle prese con espressioni letterarie stravaganti. Tra gli altri, ha tirato in ballo il caso di Andrea Camilleri. La sua prosa ha certo dato filo da torcere ai traduttori. In un riquadro, al centro delle due pagine, una parola ne è stata proposta con enfasi come emblema: pirsona. Scelta azzeccatissima: in pirsona, c’è infatti Camilleri per intero. Non però perché pirsona sia la “pronuncia siciliana per «persona»”. Dice così quel riquadro e propala una bufala. Infatti, all’italiano persona corrisponde il siciliano pirsuna e non pirsona.  Si penserà che è un dettaglio da nulla. E invece no. La differenza pertinente tra italiano (e toscano) persona e siciliano pirsuna sta proprio nella vocale colpita dall’accento. La quintessenza linguistica di ciò che si può dire siciliano risiede insomma in quella u, come nel caso di amore e amuri.  Non c’è la u in pirsona, cioè nella bandiera della prosa di Camilleri. Vi è assente non a casaccio, va aggiunto. Lo scrittore, com’è noto, ha sempre limato con grande scrupolo un’espressione cui sa di dovere molta parte del...

Camilleri a quota cento / Montalbano è stanco

Arrivato al suo centesimo libro – come a ribadire una sfida atavica con l’ambito collega Georges Simenon – con L’altro capo del filo (Sellerio, pp. 301, € 14) Andrea Camilleri non ha più dubbi: l’antieroe di Vigàta non ce la fa più. Arranca maledettamente, ha il fiatone, non è connesso con l’andazzo generale. Le cicaronate di caffè, come le chiama, non bastano a tenerlo vispo, e dorme pochissimo: lui e tutti gli uomini del commissariato. Ma persiste, imperterrito, nella sua azione perturbante contro il tempo e i tempi, in questo gioco ormai più che ventennale dove la giustizia formale si scontra con l’etica personale, il rispetto della legge sedicente uguale per tutti con lo sdegno idiosincratico verso il malcostume generalizzato. Ecchecavolo, sembra ripetere a ogni piè sospinto. Da una parte gli sbarchi allucinati dei migranti, a centinaia ogni notte, da gestire in sede locale senza alcun reale supporto politico ed economico da chicchessia. Dall’altra il delirio quotidiano di uomini e cose che, lasciando accumulare nei decenni offese e malanimi, vivono di vendette che dovranno esser gustate fredde.    Diciamoci la verità: quest’Altro capo del filo vede le cose dalla...

Speciale Librerie | Libreria, scambio umano

E’ una questione di atmosfere, di involucri, perché se si pensa esclusivamente al contenuto non c’è partita: i libri si vendono solo nelle grandi distribuzioni non nei piccoli negozi dedicati. Questa è ormai la nuda realtà. Ciò che sta succedendo a Milano (vedi Cataluccio) o a Roma (vedi Cortellessa) è di fatto accaduto in generale nelle città italiane. Gli antichi luoghi dell’anima che erano le librerie storiche hanno dovuto sloggiare, riconvertirsi o addirittura chiudere i battenti. E questo è accaduto anche in moltissime città europee, poiché è un trend negativo preciso che le “ragioni dell’economia” impongono alle “ragioni della bellezza culturale”.        La chiave per capire sta tutta nella pagina culturale dei quotidiani: in alto, in bella evidenza, la classifica dei libri più venduti della settimana, sotto le diverse recensioni proposte dalla redazione cultura e gli approfondimenti su un libro particolare ritenuto degno di speciale attenzione. In alto Luciana Litizzetto, Benedetto XVI, Mettiamoci a cucinare di...

Cucinare parole

La cucina del senso a cura di Gianfranco Marrone e Alice Giannitrapani (Mimesis 2012) è un libro importante, una raccolta di saggi e studi approfonditi; nell’insieme un grosso (371 pp.) ma non per questo “indigesto boccone”. Essere conoscitori-studiosi di cucina o di semiotica è l’unica condizione preliminare perché la lettura non sia eccessivamente impegnativa e perché che, anzi, l’interesse per una disciplina (ma può la cucina definirsi ‘disciplina’?) rimandi all’altra una serie di contaminazioni positive, rifletta domande e conseguenti risposte su una scala più vasta di quella di partenza. La semiotica è la disciplina che studia i segni e il modo in cui questi formano un senso, ovvero la disciplina che tratta dei fenomeni di significazione e comunicazione, in pratica tutto quello che per l’uomo assume un significato aldilà della sua realtà oggettiva diventa materiale per la semiotica. Non una cosa astratta, come apparentemente potrebbe apparire, perché il significato a cui il semiotico allude è sempre conoscitivo e comunicativo, materiale...

Nei labirinti della storia dell’architettura

Di recente sono usciti due libri, tra di loro molto diversi e ciò nondimeno accostabili: Vita di Giorgio Labò di Pietro Boragina (Aragno 2011) e Dentro il labirinto di Andrea Camilleri (Skira 2012). Ciò che li accomuna è il fatto di essere dedicati entrambi alla vita di personaggi che hanno attraversato in modo fugace, troppo fugace, il panorama della cultura – e in special modo dell’architettura – italiana, entrando altresì in contatto – loro malgrado – con la politica negli oscuri e tragici tempi del fascismo. Altro elemento comune ai due libri è di essere entrambi scritti da autori non appartenenti elettivamente al mondo dell’architettura: il primo essendo laureato in lettere, e avendo un passato di attore e regista, nonché un’attività di pittore e di organizzatore di mostre; il secondo essendo uno dei massimi scrittori italiani, dopo avere svolto a sua volta l’attività di regista e di sceneggiatore teatrale e televisivo.   È curiosa questa doppia coincidenza: come se l’architettura – quantomeno nei suoi riflessi biografici –...