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Barbican Art Centre, sino al 7 gennaio 2018 / John Akomfrah. Purple

Artista e regista britannico, John Akomfrah, nato in Ghana nel 1957, attraverso la sua ricerca riflette sui temi della memoria, del post colonialismo, della diaspora e della migrazione. Le sue opere si configurano come narrazioni attraverso immagini in conversazione accostate mediante un determinato utilizzo del montaggio: i suoi video sono interpolati da filmati d’archivio in un linguaggio che l’artista identifica come elegiaco, non solo poetico ma politicamente efficace. Diversi ambiti culturali, artistici e scientifici così come riferimenti storici, politico-economici e antropologici, sono costantemente posti in dialogo suggerendo come l’esistenza sia determinata dall’implicazione costante di tutte le cose e di tutti i fenomeni.    Per la realizzazione di Purple (2017) l’artista analizza il XX secolo partendo dalla sua esperienza biografica, dall’essere nato e vissuto in questo secolo, e dall’essere cresciuto nella zona di Londra vicino alla Battersea Power Station, icona architettonica e culturale, simbolo di progresso, di lavoro ma anche fattore emblematico di inquinamento e causa di malattie. La nube tossica dei fumi proveniente dalla centrale elettrica a carbone...

Fare emergere la texture delle cose del mondo / Hercules Segers, misteriosi paesaggi

Forse il più grande artista quasi sconosciuto, incisore e pittore. Morto tra il 1633 e il 1640, attivo in Olanda all’inizio del 1600, poco prima di Rembrandt. Hercules Segers, di lui sappiamo ben poco, non abbiamo nemmeno un volto, o un’ipotesi di volto. Eppure fu uno degli artisti più innovativi del Secolo d’oro olandese. Paesaggi melanconici come casse di risonanza che non somigliano a niente dei suoi contemporanei, ottenuti con una sperimentazione nell’arte incisoria così rivoluzionaria da rimanere un rompicapo per molti artisti e secoli a venire.    Hercules Segers, Paesaggio con cascata, ca.1615-1630, Amsterdam, Rijksmuseum.   Si è chiusa in gennaio al Rijksmuseum di Amsterdam Hercules Segers, la prima grande retrospettiva a lui dedicata, organizzata in collaborazione con il Metropolitan Museum di New York, dove prosegue a partire dal 13 febbraio (The mysterious landscapes of Hercules Segers, fino al 21 maggio 2017).  Questi due eventi presentano i risultati di un programma di ricerca scientifica e storica condotto per quasi tre anni dai ricercatori del Rijksmuseum.    Hercules Segers, Sentiero nel bosco, olio su tela su tavola, ca. 1618-1620...

Da oggi a Palazzo Reale / Keith Haring a Milano

La pagina dei Diari reca la data del 13 giugno 1984. C’è un disegno. Uno dei suoi omini le cui mani entrano nel corpo passandolo da parte a parte, disegnando così una specie di esse rovesciata. La mano di destra attraversa la testa e sbuca oltre; quella di sinistra attraversa la pancia. L’omino non ha occhi, bocca, orecchie e neppure naso. A fianco: 84. Sotto, un cuore, da un lato, e un intestino o stomaco, dall’altro. Keith Haring, la cui mania di tenere un diario personale discende dal suo mentore, Andy Warhol, spiega che questo disegno l’ha fatto per la prima volta a Milano nel 1984. Vuole sintetizzare la “riconciliazione tra testa e stomaco”. Spiega che il puro intelletto senza sentimenti è inutile, e potenzialmente pericoloso – e fa l’esempio del computer suo grande nemico –, mentre “l’espressionismo (stomaco) senza intelletto è insensato e in genere noioso”.    Strano disegno perché, per quanto ai piedi del personaggio ci sia il cuore, le due mani attraversano la testa e lo stomaco, non propriamente il cuore, che culturalmente dovrebbe essere la sede dei sentimenti, almeno da qualche secolo in qua. Che il cuore per Haring stia nello stomaco? In quella pagina di...

Intervista ad Alessandro Scali / Per un'arte che non dia troppo nell'occhio

Alessandro Scali, artista e ricercatore creativo, pioniere della Nanoarte a livello internazionale, è una figura di rilevanza nella sfera dell'arte. Innovatore e abitante consapevole dell'ambiente mediale e culturale contemporaneo, dà vita insieme a Marco Calabrese al progetto Okkult Motion Pictures, che dal 2012 utilizza come canale principale di diffusione la piattaforma Tumblr.    1) Alessandro, ti ringrazio per aver accettato l'intervista; iniziamo “dalla fine”. Il tuo ultimo progetto NanoArte è davvero molto particolare, gioca su una dicotomia, quella della visibilità e dell'invisibilità dell'opera d'arte, rende paradossale il concetto di sguardo e, grazie all'ibridazione con il progetto Moon Arts Project, avrà una destinazione particolare: la luna. Ce ne parli in maniera più approfondita?   Ciao Paola, e grazie a te per l’opportunità offertami. In realtà la Nanoarte – ossia la realizzazione di opere micro e nanometriche, invisibili ad occhio nudo – è il mio progetto artistico più datato. La prima opera, intitolata Oltre le colonne d’Ercole e realizzata in collaborazione con un gruppo di ricercatori del Politecnico di Torino, risale infatti al 2006. Nello...

Una vita cinese / Non un pranzo di gala

Difficile capire come ci fossimo spinti fino a quel punto, come avessimo creato, dal niente, un mondo tanto utopico. [Li Kunwu, P. Ôtié, Una vita cinese. Il tempo del padre, 2016]   Era scritto sui libretti rossi che venivano agitati nelle piazze di mezzo mondo, ancora oggi rimbalza un po' dappertutto, in rete, ed è impresso a caratteri cubitali nell'incipit di un film indimenticabile di Sergio Leone, Giù la testa: «La rivoluzione non è un pranzo di gala».  Ogni opera è figlia dell'epoca in cui è stata pensata e scritta. E questa, innanzitutto, ci racconta. Il western di Leone, film cult degli anni Settanta, attraverso la storia della rivoluzione messicana seppe mettere in scena anche il decennio che si stava infiammando, e un linguaggio – quello del cinema – capace di condizionare quel futuro prossimo. Come la realtà nella quale era immerso, come l’immaginario di migliaia di giovani che sognavano una rivoluzione che sapesse mettere in discussione anche sé stessa, il western di Leone cercava ispirazione anche nell’oriente estremo, nelle parole di un mitico, quanto lontanissimo e sbiadito, Mao Tse-Tung – oggi Mao Zedong.    Per Li Kunwu, artista cinese nato...