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Boris Karloff

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Capitan Cocoricò si è nascosto: siete capaci di trovarlo? / Guido Crepax: alle radici del fumetto moderno

Sembrerebbe difficile dire qualcosa di nuovo su Guido Crepax. E invece, le emozioni che suscita la sua arte non finiscono mai... nemmeno di stupire.   Di recente una nuova fonte di piacere è stato vedere nelle librerie italiane, dopo una collana finalmente integrale di 30 volumi cartonati in edicola, il primo volume (edito dalla rinnovata White Star) dedicato all’opera omnia su progetto editoriale dell’Archivio Crepax, nel sontuoso formato 25 x 33,5 cm che valorizza al meglio i dettagli e lo stile dell’artista milanese.   Ancor oggi non c’è probabilmente sintesi migliore, per spiegare in pochi tratti il meraviglioso melange creato da Crepax, delle parole scritte del regista Corrado Farina per il saggio Guido Crepax o... del fumetto (Sipra 1969) poi adattato nella sceneggiatura di “Freud a fumetti”, cortometraggio di 10 minuti uscito nei cinema nel 1970 e da poco riversato su YouTube dal figlio Alberto Farina di RaiMovie: «Fin dall’inizio è evidente che Crepax è autore non dozzinale, anzi è addirittura sofisticato: nei suoi disegni anzitutto si ravvisa l’influsso dell’americano Ben Shahn e di quel suo abile volgarizzatore che è David Stone Martin. Su questa base poi si...

Anniversario / Frankenstein 200, 44 e il sesso

Se l’originale compie oggi 200 anni, la sua versione comica ne fa 44. Partorito nella Villa Diodati a Ginevra nel 1816 nel corso di un consesso letterario da alcuni personaggi oggi celebri, l’originale di Mary Wollstonecraft Godwin in Shelley s’intitola Frankenstein ovvero Il Prometeo moderno. Il suo discendente, più semplicemente, Frankenstein junior. La leggenda vuole che Gene Wilder abbia parlato dell’idea del film a Mel Brooks sul set di Mezzogiorno e mezzo di fuoco e abbia ricevuto un primo secco diniego: “Un altro ancora! Ma abbiamo già avuto il figlio di, il cugino di, il cognato di. Non c’è bisogno di un altro Frankenstein!”. Wilder propose il nipote del creatore del mostro, un medico che vive a New York, e che si vergogna del nonno. Non si sa cosa scattò nella mente di Brooks, forse la questione della vergogna, forse altro, fatto sta che esclamò: “Ma è divertente, si può fare!”. La Creatura di Mary Shelley è figlia della scienza settecentesca e della ricerca profana dell’Assoluto. La scrittrice inglese presenta ai suoi lettori un mostro, in un romanzo con cui inizierebbe, a detta di un illustre anglista, il genere fantascientifico. Mel Brooks e Gene Wilder invece...

Golem, Frankenstein & Co.

Ti chiesi io, Creatore, dall’argilla di foggiarmi uomo, ti chiesi io di suscitarmi dall’oscurità? John Milton, Paradiso Perduto   L’impresa della robotica si colloca nel solco del millenario tentativo di imitare l’atto divino della creazione. Più o meno dichiarata, quest’ambizione risale all’antichità biblica e classica, e la leggenda del Golem ne è forse l’esempio mitologico e letterario più noto. Golem è parola ebraica che significa “massa informe”: essa compare nell’Antico Testamento (Salmo 139) e indica Adamo prima che gli sia infusa l’anima. Secondo la leggenda, grazie alle arti magiche, era possibile fabbricare un Golem di argilla, dargli movimento, e impiegarlo per eseguire compiti faticosi. In particolare lo si poteva usare come forte e ubbidiente difensore del popolo ebraico contro le persecuzioni. Forza e ubbidienza erano appunto le caratteristiche del Golem, il quale tuttavia, privo di anima com’era, non era in grado di pensare o di provare emozioni. È interessante osservare come il pensiero e le emozioni siano anche oggi al centro...