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Animale da salotto? / Argo e altri cani

In casa dei miei nonni, tutti, e dopo in quella di mio zio sono transitati un’infinita di cani, e sempre in un rapporto forte, quasi simbiotico. In realtà in casa non entravano mai, perché stavano rigorosamente sulla soglia oppure nel cortile, nella legnaia, nel fienile o nella stalla; oppure ancora liberi nell’aia. il posto per i cani nelle ore del riposo non mancava. Diversamente, il cane era sempre al fianco del pastore, sulla strada. Un rapporto duro, sincero, nel rispetto reciproco, privo di ogni dipendenza passiva e dove il cane pastore manteneva una sua personalità, anche riottosa, pur nella fedeltà al padrone e al lavoro. Un rapporto così come deve essere stato per secoli, per millenni. Un’immagine che ho fatto in tempo a intravedere nella vita di mio zio e ascoltato molte volte nei racconti dell’infanzia; un’immagine, che per analogia e differenze, ho poi sovrapposto all’impressione che ho ricevuto da un passo di Omero, quando scrive di Argo, il cane di Ulisse.  Niente di strano… il cane dei pastori o dei cacciatori per millenni è stato in fondo lo stesso cane e quel cane ha vissuto dello stesso rapporto, dello stesso legame.      In casa dunque, come...

Spazi e luoghi / Salvarsi dalla dittatura del presente

Fine della tradizione, memoria senza storia, dispotismo del presente: la memoria subisce, nella contemporaneità, una profonda mutazione segnata com’è da una percezione sempre più distorta – e distratta – del passato. Parlo di mutazione, potrei dire cesura, determinata da una serie di vistosi paradossi che sembrano condizionare i moti contraddittori della memoria contemporanea. Avvertiamo anzitutto una caduta della nostra capacità di ricordare – il tempo di ieri è già un passato remoto, il nostro stesso passato è straniero a noi stessi – ma insieme sperimentiamo una tendenza ipertrofica della memoria a celebrare se stessa (è lo storico Charles Mayer a farlo notare).   Il passato anche quello prossimo ci è già estraneo ma le sue schegge ci raggiungono, compiacenti, dal video di casa: popola gli schermi cinematografici di ibridi mutanti, prolifera attraverso una letteratura iperbolica che vive del suo solo, incredulo, racconto. È una memoria, quella che ci invade nell’epoca – a detta di molti – del poststorico, in larga parte immemore del passato ma insieme incontinente.  Spia di un tempo sofferente, la memoria contemporanea sconta i paradossi maturati nel cuore feroce...

Il terremoto, la ricostruzione e l’anima dei luoghi

I paesi del Centro Italia distrutti, danneggiati, resi insicuri dal terremoto del 22 agosto dovranno essere ricostruiti. La lunga storia delle catastrofi e dei disastri che hanno colpito le popolazioni di tante regioni ci mostra, infatti, i rischi di dispersione e di abbandono a cui vanno incontro le comunità coinvolte dal sisma. Si tratta di fare presto. Ma anche di fare bene, di considerare le soluzioni possibili al netto delle retoriche e degli appetiti dei gruppi d’affari e di potere. La ricostruzione non è solo una scelta urbanistica e architettonica. Riguarda la memoria dei paesi, la possibilità di mantenere la rete di relazioni e legami che li costituisce, la capacità di rigenerarne e re-inventarne l’identità. Per questo è necessario riflettere da subito, ora che la macchina della ricostruzione sembra mettersi in moto, su «dove e come ricostruire» e sul suo senso per il futuro dei paesi colpiti.   1.   «Ai luoghi ormai non si rivolge più l’ascolto silenzioso e devoto in cerca della verità, ma la curiosità mobile e ciarliera, assetata di sempre nuovi spettacoli. Il luogo non è più una voce enigmatica ma veritiera, ma un oggetto su cui lasciare correre uno sguardo...

Casa d'artista / Il mistero di Lord Leighton

È curioso come le abitazioni a volte riflettano in modi misteriosi la personalità di chi le ha abitate: la casa del pittore Frederic Leighton (1830-1896) a pochi passi da Holland Park è estetizzante e misteriosa come il suo padrone, un uomo che in vita è stato abbastanza importante da essere stato proclamato baronetto a Windsor e successivamente seppellito a Saint Paul con l'approvazione della Regina Vittoria e che ha lasciato così poco di personale dietro di sé – niente lettere, niente diari, poche testimonianze delle persone che lo conoscevano – che della sua vita privata si sa pochissimo. Sappiamo che non si è mai sposato e che ha avuto una lunga relazione con la modella Dorothy Dee, ma di questa relazione non rimane traccia: il figlio che forse i due hanno avuto insieme non è mai stato riconosciuto dal pittore. Altri dicono che Leighton fosse omosessuale, e che nell'ampio studio al primo piano della casa, dove ora si trovano i suoi quadri e un pianoforte, si tenessero riunioni di soli uomini. Ma i muri sono silenziosi, e niente, a centoventi anni di distanza dalla sua morte, prova o smentisce queste voci.   Curiosamente i curatori del museo che ora...