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Chiara Guidi

(12 risultati)

I bambini e la paura / L'importanza di perdersi nel bosco

Dopo l'attentato di Manchester, nel quale al termine di un concerto di Ariana Grande sono rimasti uccisi numerosi ragazzi la maggior parte dei quali ancora minorenni, come dopo ogni atto di terrorismo su media e social network è circolata la domanda “Come spiegare gli attentati ai bambini”. Famiglia Punto Zero, social di promozione culturale della genitorialità e approfondimenti tematici sulla famiglia, ha girato la domanda a Nadia Terranova, scrittrice per adulti e ragazzi, che tiene una bella pagina dedicata alla letteratura per l'infanzia sull'inserto Robinson. «Il problema – ha risposto Terranova – non è svegliarsi ogni volta e chiedersi come spiegare gli attentati ai bambini, il problema è che bambini a cui le favole sono state edulcorate, a cui non si può più leggere niente perché “è troppo difficile”, che non hanno più un'elaborazione simbolica della paura perché i grandi hanno paura della loro paura, sono infinitamente più fragili. E il problema non è la cronaca o una soluzione-medicina all'indomani di ogni fatto di cronaca, ma un immaginario indebolito da rifortificare.»   Centra il punto Terranova. Dietro la fragilità dei bambini c'è quella di un mondo incapace di...

Festival di teatro / Santarcangelo: eredità e bilanci

Da domenica mattina, la notizia rimbalza in rete: sarà Eva Neklyaeva la nuova direttrice del Festival di Santarcangelo. Una giovane donna bielorussa, che raccoglie idealmente il testimone dalle figure femminili che l’hanno preceduta nella scorsa decade: Ermanna Montanari, Chiara Guidi e, naturalmente, la direttrice uscente Silvia Bottiroli.   Eva Neklyaeva, Alice Parma, Silvia Bottiroli,  ph. Diane, Ilaria Scarpa, Luca Telleschi   Il curriculum della Neklyaeva – tutto orientato alla multidisciplinarietà, all’incrocio tra le arti, all’indagine dello spazio pubblico – sembra, almeno a un primo sguardo, segnare una forte linea di continuità con l’operato degli ultimi anni. L’eredità del quinquennio Bottiroli, con la sua decisa impronta curatoriale, è del resto emersa con particolare chiarezza in questa quarantaseiesima edizione, che è parsa quasi una coerente summa del lavoro svolto. Slancio verso l’internazionalità, dispositivi artistici atti a catalizzare la partecipazione del pubblico, centralità della ricerca sul corpo, ripensamento e rifunzionalizzazione degli spazi non teatrali: queste le istanze che hanno caratterizzato il programma e in particolare il...

La città sospesa di VolterraTeatro

Sospendere. Svuotare. Destrutturare. Questi gli scopi dell’ultimo spettacolo di Armando Punzo con i suoi detenuti attori nel carcere di Volterra, un appuntamento che si rinnova ormai tutte le estati dal 1989 nell’ambito del festival VolterraTeatro, che quest’anno si intitola, in tema, La città sospesa. Sospendere tutto, il canone occidentale, la città produttiva, l’immaginazione abituale, la reclusione nel carcere del mondo per come lo conosciamo, il concetto stesso di realtà. Su questi temi Punzo lavora da anni con la sua Compagnia della Fortezza. Ha lanciato l’immagine dei “Teatri dell’impossibile”, del salto dalla riproduzione di una realtà fissata in ruoli, gerarchie, posizioni, storie, alla proiezione (utopica? necessaria?) verso un anti-mondo, per nuovi paesaggi tutti da inventare. Contro una “realtà” dominata dall’ideologia e dai rapporti di potere cristallizzati, dove chi è povero, emarginato, “criminale” è condannato a rimanere perpetuamente nella sua condizione e la brava gente può truffare i denari e le anime e conserverà sempre...

Il Cupiello di Latella: un altro Natale

È uno strano tempo, questo, per il nostro teatro. Proprio nel momento in cui si sospettava definitivamente conclusa la grande avventura novecentesca del teatro di regia (e si cominciava infatti a parlare di post-regia), sui palcoscenici italiani si affacciano negli ultimi mesi spettacoli radicali e dirompenti, belli e importanti, che proprio a quell'area – e alla sua tradizione, critica, tutta italiana – si possono in qualche modo far risalire. La misuratissima Alcesti di Massimiliano Civica (un'intervista di Massimo Marino e la recensione di Attilio Scarpellini), il Macbeth potente di Chiara Guidi (di nuovo in un bell'articolo di Scarpellini), il viaggio del Teatro delle Albe nella Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi (recensione di Rossella Menna).   Sono lavori – molti dei quali hanno trovato spazio su doppiozero – diversi e forti della propria specificità, che però nel complesso rilanciano la sfida di quella linea genealogica che rimanda piuttosto direttamente allo scarto prodotto in Italia, a inizio del secolo scorso, fra i tentativi (a volte forzati) di importare una logica di lavoro teatrale di respiro...

Il Macbeth di Chiara Guidi

“Non si tratta di sopprimere la parola articolata, ma di dare alle parole all’incirca l’importanza che hanno nei sogni”. Forse questa indicazione di Artaud non è indispensabile per capire Macbeth su Macbeth su Macbeth, lo “studio per la mano sinistra” di Chiara Guidi, andato in scena a Vie (dopo essere stato presentato in anteprima al festival Orizzonti di Chiusi).   Non è indispensabile, ma aiuta molto, non appena si riesca a precisare che questa importanza sta nell’ordine, a un tempo vago e distinto, ma comunque sensibile, della fascinazione. Fin dall’inizio dello spettacolo, quando, le luci ormai abbassate, in quel brusio ancora sottostante, che per lo più serve a placare l’angoscia che qualcosa stia per accadere, si insinua il segnale di un gorgheggio, un gorgoglio, un liquido arabesco vocale che risucchia l’attenzione dello spettatore: da quel momento in poi, il vento ubiquo della voce (non si sa dove vengano, in effetti, le voci che parlano nei sogni) non smetterà di soffiare, di respirare, di tintinnare sui vetri invisibili di una scena che si forma e si riforma in continuazione...

Vie Festival

Vie, lo hanno chiamato. Perché quello creato da Emilia Romagna Teatro è un festival fatto di strade che si intrecciano, di sentieri percorsi per la prima volta che apriranno nuovi orizzonti, di grandi tracciati che provengono magari da paesi lontani. Anche perché in questa rassegna in movimento si viaggia tra i teatri di Modena e della sua provincia, da quest’anno anche verso Bologna, in auto, in treno o con una comoda navetta dove si discute, ci si incontra, ci si confronta. Si vedono spettacoli appena nati, esperienze agli inizi che poi germineranno l’anno dopo, due anni dopo, e lavori di grandi protagonisti della scena nazionale e internazionale. C’è attenzione programmatica al teatro della regione (che poi può voler dire Albe, Raffaello Sanzio, ma anche gruppi meno noti), si lavora a coproduzioni internazionali, si intrecciano con nomi come Virgilio Sieni o Danio Manfredini progetti di durata o continui ritorni. Si entra profondamente nel territorio, con laboratori con i ragazzi delle scuole o con gli abitanti di zone come quelle che hanno subito il sisma di due anni fa.   E allora in apertura del festival diretto da...

Il metodo errante di Chiara Guidi

Bambini, attori, insegnanti. O anche: insegnanti, attori, bambini. Chiara Guidi lo ha chiamato “metodo errante”. È una creazione con i bambini in continuo movimento, che si fa forte del loro modo di esperire la realtà con l’azione e con la fiaba, che dal rapporto con un’opera artistica e con un’esperienza si irradia a mutare la relazione con gli insegnanti, con gli attori, con i bambini stessi. Almeno, così l’ho capito io. Chiara Guidi, fondatrice della Socìetas Raffaello Sanzio e anima del festival “Puerilia”, al teatro Comandini di Cesena fino al 13 aprile, lo racconta così: “Il Metodo errante è un fermarsi a riflettere e a verbalizzare quello che è stato il teatro per l’infanzia della Raffaello Sanzio e il mio lavoro in relazione alla voce. Da quelle esperienze ho provato a dedurre un modo di operare applicabile a luoghi non d’arte, come la scuola”. Luce e Buio: un’avventura Per capire meglio, provo a raccontare La schiena di Arlecchino, lo spettacolo (o piuttosto azione o esperienza) presentato domenica scorsa. I bambini e, in questa recita...

Lettere a Romeo Castellucci | Io ricordo

#   Il teatro non c’è più. È diventato l’involucro di un’altra struttura scenica che si è gonfiata fino a invaderlo e renderlo invisibile. Un labirinto di cunicoli stretti e bassi. Passaggi segreti. Salite e discese su sentieri coperti di terra. Concave radure che circondano una collinetta di arbusti e metallo. Pareti nere su cui si leggono, in caratteri gotici, i nomi di uccelli di montagna, fanno da confine al percorso chiuso che attraversano gli spettatori di Hänsel e Gretel.   Questa immagine di un teatro cresciuto dentro il corpo di un altro teatro è un buon viatico per chi si accosta al lavoro della Socìetas Raffaello Sanzio. E significativo è soprattutto il fatto che a essere messo così radicalmente in questione sia lo spazio di un teatro “di tradizione” qual è il Valle, la storica architettura del Valadier proprio al centro di Roma. L’ensemble di Cesena ha scelto di rivolgersi all’infanzia non come un momento laterale, o peggio marginale, della propria ricerca ma come una prosecuzione, e con gli stessi mezzi, di un lavoro che non a caso è...

Lettere a Romeo Castellucci

Chi è Romeo Castellucci e perché Bologna gli dedica una rassegna che va da gennaio a maggio? Doppiozero chiede a organizzatori culturali, artisti, critici, pensatori, scrittori, spettatori di tratteggiare la figura di questo esploratore del contemporaneo (nel catalogo ebook di doppiozero segnaliamo il prezioso saggio di Oliviero Ponte di Pino Romeo Castellucci & Socìetas Raffaello Sanzio). E trae dagli archivi testimonianze di sguardi storici sul suo labirintico lavoro.   Tali “Lettere a Romeo Castellucci” saranno pubblicate sulla nostra rivista punteggiando il progetto dell’assessorato alla cultura bolognese E la volpe disse al corvo. Corso di linguistica generale, realizzato con la Socìetas Raffaello Sanzio e con la cura di Piersandra Di Matteo. Inizia il 14 gennaio, con la regia del Parsifal che inaugura la stagione del teatro Comunale a cento anni dalla prima italiana dell’opera di Wagner. Continua con performance, concerti, incontri, spettacoli composti con materiali di creazioni di anni vicini e lontani, e culmina con una laurea honoris causa in Discipline della Musica e del Teatro conferita dal Dipartimento...

Teatri in città

In estate teatro è sinonimo di festival. Ma cosa succede nelle città?  Chiusi i teatri principali, pullulano proposte variegate, a volte semplicemente destinate a riempire i vuoti di serate calde, senza una programmazione culturale coerente e di respiro, a volte prototipi di nuove possibilità. Viaggiamo da Milano a Roma, attraverso Venezia e Bologna, in questa estate in minore, che spesso si completa con gite fuori porta nelle sedi dei festival. Mai come quest’anno sguarniti anch’essi, i festival, messi in ginocchio dalla crisi, costretti a fare di necessità virtù, eppure incapaci di lanciare un grido forte di protesta e sempre disponibili a festeggiare le nozze con i fichi secchi, in attesa di tempi migliori. Ma di questo parleremo nelle prossime cronache D’estate a Milano nessuno è normale   Mentre sui siti web dei teatri milanesi compaiono vistose campagne abbonamenti per 2013/2014, a fornire una qualche contropartita alla sospensione delle programmazioni è solo il Teatro Franco Parenti, che rilancia con “Quest’anno al Parenti l’estate è donna” una coda di...

Il difficile incontro della compassione

Farà rumore con i suoi silenzi, con le sue immagini nitide e faticate, in cerca di rapporti, di sguardi, di parole che inizialmente non riescono a uscire se non per frammenti, e poi si sfogano in due lunghi monologhi. Poco lontano da qui vede l’incontro in scena di Chiara Guidi della Socìetas Raffaello Sanzio con Ermanna Montanari del Teatro delle Albe in un lavoro composto lentamente, provando vari mesi in cerca di strade non ancora percorse per raccontare l’orrore, per evocare quel sentimento di compassione di cui i nostri tempi sono particolarmente sguarniti.   A sinistra Chiara Guidi (foto di Alessandro Schinco); a destra Ermanna Montanari (foto Lidia Bagnara).   Sono partite le due attrici dalla suggestione dei Quaderni russi di Igort, un viaggio per disegni nella “democrazia” dittatoriale di Putin messo in moto dalla reazione d’indignazione per l’uccisione di Anna Politkovskaja e di altri giornalisti e intellettuali testimoni della verità. Hanno percorso Cechov e Mejerchol’d, per arrivare a un testo breve ma di grande incisività di Rosa Luxemburg, una lettera scritta dal carcere a...

Santarcangelo Festival, laboratorio del futuro

Conversazione con Silvia Bottiroli, Rodolfo Sacchettini, Cristina Ventrucci (Santarcangelo 12-14) con la partecipazione di Massimo Marino e Bruna Gambarelli.   Santarcangelo è il festival forse più denso di storia della cosiddetta ricerca teatrale italiana. Dopo qualche anno di incertezza, il festival ha avuto nuova vita grazie al progetto triennale in cui tre artisti romagnoli hanno diretto un’edizione a testa (dal 2009 al 2011 si sono alternati Chiara Guidi della Socìetas Raffaello Sanzio, Enrico Casagrande di Motus, Ermanna Montanari del Teatro delle Albe). Ma forse la vera novità del passato triennio è stata la nascita di quello che è stato chiamato “coordinamento critico-organizzativo”, tre figure che hanno assunto un ruolo vitale di collegamento nei tre anni, garantendo una continuità di pensieri e azioni. Il triennio che si apre nel 2012 vede alla direzione Silvia Bottiroli e alla condirezione Cristina Ventrucci e Rodolfo Sacchettini, membri del coordinamento precedente. Con loro abbiamo parlato del presente di Santarcangelo e dei desideri futuri, anche alla luce del lavoro svolto da gennaio ad...