Categorie

Elenco articoli con tag:

contadini

(2 risultati)

Cittadini Coltivatori a Bologna / Nessuno si arricchisce ma sono tutti contenti

La romice   È molto presto, il sole è appena sorto e l’aria è fresca. Scendo dall’auto e attraverso in diagonale il campo di piselli già mietuto per raggiungere sull’altro campo, quello dei ceci, il fronte della romice. Il silenzio è amplificato dal rumore dei miei passi sulla terra secca ed è rotto soltanto dal verso sgraziato di due fagiani, un lui e una lei, che hanno appena spiccato il volo con un fragoroso battere di ali.  La romice (o lapazio) è una pianta infestante, che cresce in arbusti frondosi alti anche un metro e spinge dentro la terra una radice tenace, a forma di tubero, resistente all’aratura e all’inverno. Devo estirpare la romice, questo è il compito che mi sono dato: eradicare completamente ogni singola pianta. Dicono che è un lavoro utile, anche se il raccolto per quest’anno è compromesso. L’anno prossimo, senza questo temibile avversario il campo sarà più produttivo. Finora ne ho ripulito poco più della metà lavorando circa 6 ore alla settimana, con un progresso lento ma costante durato due mesi. Ce ne vorrebbero altri due o tre, per completare l’opera, a meno che tutti i contadini, assieme ad altri soci volonterosi non decidano di formare una...

Auguri! / La ripetizione dei Natali

All’epoca di quando si entrava nei cinema senza aspettare che finisse lo spettacolo, si usciva non appena la proiezione era giunta ai fotogrammi del momento in cui si era entrati.  A quell’epoca tutti potevano ben comprendere i corsi e i ricorsi della storia di Giovan Battista Vico, o, peggio ancora, l’eterno ritorno di Federico Nietzsche.  Il più bel Natale della mia vita, e anche l’unico, a dire il vero, cadde nel lugubre 1943 e rallegrò qualche bambino del Collegio dei Salesiani nel paesino di Cavaglià, in Piemonte.   Quando fu Natale, i bambini contadini se ne tornarono con le loro guancione rosse nelle pingui cascine dalle quali provenivano – la guerra rese ricchi i contadini che non uccise – e restammo noi, una ventina in tutto: i bambini bombardati, i bambini deficienti, i bambini orfani, i bambini figli di nessuno e i bambini ebrei clandestini.  E su di noi si riversò l’amore cristiano e natalizio: niente messa alle sei del mattino, tutti con i Preti, al caldo, riso e latte a pranzo e a cena, il terribile Maestro di quinta elementare con la lanterna magica che proiettava le figurine del giornalista pasticcione Pio Percopo su un lenzuolo, abbagliante dei...