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democrazia

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Settecento contemporaneo / Europa e globalizzazione: cosa ci mostra Brexit?

I paragoni tra le epoche storiche sono occasionali: quando studiamo un’epoca lo facciamo perché siamo attratti da un’inconsapevole rispecchiamento in essa e conseguentemente la rileggiamo attraverso quello che vorremmo capire di quello che siamo. In questo modo il passato ci aiuta a orientarci e per questa ragione non si finisce mai di studiarlo, perché nella misura in cui si sposta il nostro punto di vista mentre viviamo, anche il passato rivela aspetti che prima non ci erano visibili.   La crisi dei sistemi di governo, ieri di ducati come Parma e Piacenza, Guastalla, Toscana, le vecchie repubbliche di Genova e Venezia prima dell’arrivo di Napoleone, oggi l’inadeguatezza degli stati nazione alle domande della contemporaneità, che in gran parte li esauterano. Le nostalgie della destra, dalla Francia all’Ungheria ma che oggi nella Brexit trovano la più seria delle realizzazioni, lo rendono estremamente evidente. Fuori dall’Europa esiste solo un’involuzione economica, sociale, culturale che non può che avere nostalgia di vecchi passaporti e di retoriche evocazioni della seconda guerra mondiale, dalla Darkest hour di Winston Churchill del film di Joe Wright all’evacuazione di...

Dimenticare McLuhan / McLuhan: nell’occhio del ciclone

È probabile che noi – convinti cultori della figura di McLuhan in quanto vero grande padre fondatore della mediologia – costretti a combattere la frigidità o più spesso ancora l’ostilità mostrata nei suoi confronti dagli studiosi di comunicazione di etichetta accademica, abbiamo abusato sin troppo dei suoi splendidi slogan. Alla fine di queste note, mi sarà difficile non ricorrere ancora a qualcuna delle sue “illuminazioni”. Ma – celebrandolo ora in un quadro talmente frequentato e esteso di occasioni pubbliche che parrebbe finalmente dimostrare un universale consenso nei suoi confronti – penso sia venuto il momento di intrattenerci con lui in modo radicalmente diverso. Controtendenza. Anzi, lo confesso, da tempo mi frulla nella testa l’idea che – a volere essere responsabili del nostro presente e quindi sentire l’urgenza di leggere i destini che si celano nei linguaggi digitali – bisognerebbe cominciare a “dimenticare McLuhan”.   Credo che sia il modo migliore per sfruttarne l’insegnamento e onorarlo. C’è una notevole differenza tra quello che si intende quando diciamo “il sapere” e quello che si intende quando diciamo “cercare di sapere”: nel primo caso prevale l’idea di...

Politiche, 4 marzo 2018 / Il crollo del PD

Sarebbe una ingenuità attribuire questa disfatta della sinistra italiana nel suo complesso – non solo quindi del PD – al fatto che essa avrebbe governato male. Penso invece che i governi Letta-Renzi-Gentiloni abbiano fatto un buon lavoro, tenendo conto dei limiti del sistema (un Senato con una maggioranza raccogliticcia). La sinistra è stata punita semplicemente perché, agli occhi della gente, da anni essa è percepita come il Potere. Ormai a ogni elezione si vota contro chi governa – non importa se esso sia di destra, di sinistra, o fuori da questo asse. Nelle democrazie si vota sempre più contro non a favore. Più che la fiducia, prevale la rabbia. C’è da scommettere che se il Movimento 5 Stelle nei prossimi anni assumerà un ruolo dominante e verrà quindi inscritto nel luogo del Potere, prima o poi prenderà una batosta non meno severa di quella che oggi ha preso la sinistra.   Si dice che in questi ultimi tempi la sinistra perda dappertutto: in Francia, in Germania, negli Stati Uniti, in Spagna, e ora in Italia. Ma perde soprattutto perché in questi paesi era ed è percepita come il Potere o come parte integrante di esso. Prova ne sia che l’unico risultato lusinghiero è stato...

L'oscurità e la democrazia / Steven Spielberg, “The Post”

Anche quando in un film c’è la Storia, il film è una storia. Questo vale a proposito di The Post, la pellicola con cui Steven Spielberg riporta all’attenzione del pubblico una vicenda di quasi cinquant’anni fa ma che sembra fatta apposta per fare rimbalzare echi rumorosi fino alle orecchie di Donald Trump. Non si può non ricordare, parafrasando Gertrude Stein, che “un film è un film è un film è un film…”; d’altro canto, è più che pertinente il giudizio diviso espresso da James Goodale, avvocato e vicepresidente del New York Times al tempo dei fatti: quello di Spielberg “è un buon film, ma è cattiva storia”.  Un buon film, dunque, costruito con mano sicura da Spielberg e incardinato sulla magistrale prestazione di Meryl Streep. La storia di The Post è incentrata sulla signora Katharine Graham, interpretata da Streep, proprietaria del quotidiano Washington Post, che nel 1971 affronta con coraggio i propri dilemmi personali e i rischi per il suo giornale impliciti nella pubblicazione dei cosiddetti Pentagon Papers, i “Documenti del Pentagono” la cui raccolta era stata avviata per iniziativa del ministro della Difesa Robert McNamara nel 1967.    https://www.youtube.com/...

'Io' senza 'noi' / La politica dell’identità

Migliaia di catalani sfidano il governo spagnolo per affermare il proprio diritto all’indipendenza. Pochi giorni dopo migliaia di cittadini lombardi e veneti chiedono maggiore autonomia da Roma in un referendum consultivo, seguiti nel giro di qualche settimana dai cittadini della Corsica. I diritti dei migranti (e quelli, simmetrici, dei nativi) tengono banco nelle campagne elettorali europee e americane. In Italia il progetto di legge sul cosiddetto Ius Soli monopolizza il dibattito fra i partiti di sinistra, in vista delle elezioni che si terranno in primavera.   A poco più di un anno dal referendum che ha innescato la Brexit, dopo una campagna presidenziale dominata dallo slogan ‘America first’, non c’è dubbio che identità e diritti siano entrati di forza nel discorso politico contemporaneo. Gli effetti sono dirompenti: la ‘politica dell’identità’ scompagina destra e sinistra – intesi come schieramenti, ma anche come categorie concettuali che hanno orientato la politica occidentale nel corso dell’ultimo secolo. Il Partito Repubblicano negli Stati Uniti è uscito lacerato dalle elezioni presidenziali, mentre Cameron in Gran Bretagna ha dovuto rassegnare le dimissioni dopo...

Il movimento nella rete / M5S un fallimento digitale?

Il dibattito e i commenti sulla candidatura di Luigi Di Maio alla presidenza del Consiglio riportano in primo piano il conflitto tra le due anime del Movimento 5 Stelle: quella bottom-up e “movimentista” dei meet-up, e quella top-down di Grillo e della Casaleggio Associati. Da un lato gli Ortodossi, fedeli ai principi egualitari delle origini, dall'altro gli Istituzionali, ovvero l’“anima democristiana” incarnata appunto da Di Maio. Il saggio di Paolo Ceri e Francesca Vetri, Il movimento nella rete. Storia e struttura del Movimento 5 Stelle (Rosenberg & Sellier, Torino, 2017), esamina in dettaglio la guerra tra la visione orizzontale e quella verticale del potere all'interno del M5S, una doppia anima, una sorta di schizofrenia politica, che porta subito a chiedersi se il M5S sia “espressione della crisi dei partiti o, al contrario, fattore del suo superamento” (p. 7).    Da un lato c'è un movimento che proclama di voler inventare e praticare la politica 2.0, sul base del  principio “uno vale uno” abbinato alla rete, annunciando l'utopia di una democrazia digitale diretta, egualitaria, partecipata. Dall'altro c'è un partito personale, o meglio padronale, le cui...

Sette malattie del potere / Critica della ragione manageriale

Come può succedere che lo stesso uomo sia considerato il padre della più limpida e celebrata democrazia della storia, un tiranno liberticida, un suadente mistificatore, o un benefattore del popolo? Basterebbero queste domande che Vincent Azoulay si pone a proposito di Pericle per avere un quadro, ancorché parziale, della complessità del potere e delle sue dinamiche, delle sue degenerazioni patologiche e delle sue possibilità.   Si può anche comprendere qualcosa di più del sospetto che il potere suscita e delle ragioni delle cattive forme nel suo esercizio, connesse all’attivazione intensiva di paura e desiderio, spesso in modi incontrollabili e incontrollati. Di Pericle emergono i complessi meccanismi della leadership e della costruzione del consenso nel contesto conflittuale di Atene; è possibile riconoscere le vie e il valore delle sue riforme istituzionali che fornirono un modello di democrazia che ancora oggi è di riferimento. Accanto alla capacità di realizzare il massimo grado possibile di democrazia diretta e di partecipazione pubblica, Pericle domina da solo la vita politica ateniese con una concentrazione altissima di potere nelle proprie mani. Non solo, ma mentre...

A proposito di tre libri recenti di Sabino Cassese / Un nuovo ruolo per gli Stati?

Sabino Cassese è un poliedrico scrittore di scienza politica al di là della sua passione che è la scienza dell'amministrazione. Scrivere di lui è molto complicato per almeno quattro ragioni. La prima è banale: produce in poco tempo molti libri, spesso con il carattere di interventi su punti specifici, che per forza si rimandano uno all'altro. C'è tuttavia, nella sue pubblicazioni più recenti, una spina dorsale, il volume Governare gli italiani. Storia dello Stato (Il Mulino, 2014). La seconda difficoltà è che le sue analisi sono lucide e in genere condivisibili ma – ed è la terza difficoltà – le cause dei fatti che identifica lo sono certamente meno e così – ed è il quarto problema – le soluzioni che suggerisce, sia pur indirettamente, sembrano difficili da realizzare se non si esce da una storia tutta istituzionale e se non ci si avventura in una storia sociale e antropologica dei comportamenti dei cittadini.   I suoi lavori recenti sono costruiti su quattro elementi: la necessità di tener ben distinte politica e amministrazione, la costruzione delle leggi e la loro applicazione concreta col rinvio continuo al modello della modernità nord europea: Francia, Inghilterra e...

Habermas e l’Europa / Senza l’Ue usciamo dalla storia mondiale

Alla fine del V secolo a. C., ad Atene, c’era un filosofo che proponeva di salvare e recuperare la giustizia nella vita della comunità, sostituendo la democrazia con un’aristocrazia di custodi, esperti del bene comune, filosofi da convertire in tecnocrati. Il suo nome era Platone. Oggi, agli inizi del XXI secolo, a Francoforte, sede della Goethe-Universität ma anche di un’istituzione comunitaria nevralgica come la Banca centrale europea, c’è un filosofo che propone di salvare la democrazia in Europa facendole varcare i confini nazionali e di sottrarre l’Unione europea alla spirale tecnocratica, in cui è ricaduta soprattutto nel modo di affrontare la crisi economica e finanziaria dei debiti sovrani dopo il 2008. Il suo nome è Jürgen Habermas. A differenza del malcapitato Platone e delle sue disavventure col tiranno di Siracusa, il filosofo di Francoforte sembra, invece, finalmente aver avuto udienza presso la Bundeskanzlerin Merkel e il suo governo di Grosse Koalition.   La proposta recente della cancelliera tedesca di rivedere i Trattati contemplando la possibilità di un’Europa a due velocità o a geometrie variabili, con ritmi e livelli diversi di integrazione, rilanciano e...

Mafia 3 / La salvezza della democrazia: Lincoln Clay

Chi teme gravi pericoli per la democrazia mondiale dopo la vittoria elettorale di Donald Trump dall'altra parte dell'Oceano potrebbe sentirsi rassicurato dalle gesta poco eroiche ma molto legittime di Lincoln Clay, protagonista di Mafia 3, un videogame di caratura criminale ambientato nel 1968 a New Bordeaux, una versione fittizia di New Orleans. Lincoln è un reduce dal Vietnam, suo padre è bianco (forse italiano) e sua mamma di colore, come Obama ma al contrario, abbandonato da piccolo in un orfanotrofio e affidato alle cure di padre James. A differenza dell'ormai ex presidente USA non appartiene alla classe privilegiata degli afroamericani, le scuole in cui si è formato sono prima la strada e poi le risaie del sud-est asiatico. Lincoln è il figlioccio del padrino di colore Sammy, al suo ritorno in patria ha intenzione di annunciargli il suo trasferimento in California per intraprendere un'attività commerciale con un ex commilitone.   La trama si complica fin da subito, con l'ultima rapina di Lincoln per Sammy a un furgone portavalori in combutta con la famiglia mafiosa italoamericana dei Marcano, capeggiata dal vecchio e feroce Sal e dal figlio Georgie, inetto ma ancora più...

Un fantasma si aggira per l’Europa / Il sogno della democrazia diretta

Il consenso universale   Un fantasma si aggira per l’Europa: la democrazia diretta. Esso ha colpito duro col referendum della Brexit, sconfiggendo la maggior parte della classe politica britannica, che era per il Remain.  In Italia la democrazia diretta è il progetto fondamentale del Movimento 5 Stelle, progetto che Gianroberto Casaleggio ha mutuato esplicitamente dal pensiero di Rousseau. Non credo nella democrazia diretta, da qui anche il mio rifiuto del M5S. Il fantasma della democrazia diretta è nato congiuntamente al pensiero democratico. Rousseau pensava a una democrazia buona per la sua piccola Ginevra, città virtuosa dove tendenzialmente tutti si conoscevano. Ed erano una forma di democrazia diretta anche i soviet bolscevichi, ovvero assemblee di operai, contadini e soldati, prima che il partito comunista non confiscasse completamente il loro potere. Negli anni tra i ‘60 e i ‘70, all’epoca della contestazione, la democrazia diretta veniva spesso evocata. Ma allora quei progetti, troppo marcati dal sinistrismo, avevano uno scarso riscontro elettorale. Mentre oggi il 30% degli italiani intende votare per questo fantasma della libertà.    L’affermarsi di...

Onore

«Onore» appartiene alla fascia dei termini desueti che ci tocca in qualche modo rivitalizzare. Franco Cardini ne ha scritto di recente in una collana dell’editore il Mulino di Bologna intitolata «Parole controtempo», parole fuori moda. Ma che cosa è mai l'onore? E se è così datato, a che scopo parlarne, soprattutto nell'ambito del sistema politico democratico nel quale viviamo, peraltro non in ottima salute?   La democrazia e la sua attuale crisi   Che lo stato di salute della democrazia non sia dei più floridi, e non soltanto di certo in Italia, è davanti agli occhi di tutti. Il tasso di credibilità delle istituzioni della democrazia rappresentativa è sempre più basso; la gente ha sempre meno interesse verso i partiti e le elezioni, mentre gli eletti si sganciano sempre di più rispetto agli elettori, arrivando a formare una “casta” separata e autocelebrantesi. Viene meno la discriminante destra/sinistra e con essa la rappresentanza dei gruppi svantaggiati di cui la sinistra è sempre stata sostenitrice, e questo è un grave problema (anche) filosofico perché non basta riempirsi la bocca del «bene del paese» se non si sa quale bene si vada cercando. Anche l'attuale...

L'Europa e il popolo europeo / Roberto Esposito. La filosofia dei popoli oppressi

Due nuovi filosofi si aggirano in Europa. Mario Draghi, presidente della Bce, e il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble. Nessuno dei due è, tecnicamente, un filosofo. Entrambi hanno una visione filosofica sul destino dell’Europa. Il loro conflitto è politico, ispirato a filosofie confliggenti, capaci di ribaltare anche la scena filosofica propriamente detta.    Helicopter money   Preoccupato dagli effetti deludenti del quantitative easing [Allentamento monetario o alleggerimento quantitativo], Draghi lo ha aumentato a 80 miliardi di euro al mese e lo ha esteso dai titoli di stato alle azioni. E non ha escluso l’ipotesi favolistica, ma nemmeno tanto: distribuire questo denaro dall’elicottero. “È una tesi interessante” ha detto. La tesi dell’helicopter money sembra concepita per far arrabbiare Schäuble e i custodi del austerità tedesca. Il banchiere italiano, da Deus ex machina qual è, ha fatto balenare un’immagine potente: dall’elicottero lancerà biglietti da 100 euro al popolo europeo. Come un imperatore prima e dopo i giochi dei gladiatori. C’è da dubitare che Draghi pensi a un reddito di base per gli europei. I soldi andranno a banche, imprese e Stati...