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Karl Ove Knausgård

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Paesaggi contemporanei / La conversazione necessaria

Ho terminato da poco la lettura di due libri che apparentemente non hanno nulla in comune tra loro: il primo è il secondo volume della serie La mia battaglia dello scrittore norvegese Karl Ove Knausgard e il secondo è il nuovo saggio della sociologa e psicologa Sherry Turkle, La conversazione necessaria. Sono libri molto diversi. Il primo è il romanzo infinito di un uomo che racconta ogni microsecondo della sua vita (in questo volume la sua esperienza di innamorato e poi di padre) mettendo a nudo tutto se stesso. Il secondo è un saggio sugli effetti dello stare sempre connessi online e sulle nostre capacità di relazionarci agli altri.   Ma leggendoli negli stessi giorni mi sono accorto di un punto in comune che questi due libri avevano. Knausgard in Un uomo innamorato, il titolo di questo secondo volume, è alla costante ricerca di tempo per se stesso, da dedicare alla scrittura e non ci riesce, perché deve portare la figlia neonata a spasso nel parco. Non ha mai tempo, è sempre stressato, come sua moglie, dai nuovi ritmi imposti dalla paternità e, in parte, dalla sua notorietà. Al contempo, la sua scrittura è capace di soffermarsi per duecento pagine sul racconto di un’unica...

La mia estate con Knausgård e Ernaux

L’estate un tempo era lo spazio dedicato della lettura. Liberi dagli impegni scolastici, o da quelli lavorativi, durante i mesi estivi ci si dedicava, almeno da ragazzi, alla lettura di volumoni. Era il tempo per i classici o per quei libri che durante il resto dell’anno si mettevano via con il buon proposito: Questo lo leggo d’estate! Cosa leggono oggi le scrittrici e gli scrittori in vacanza? Lo abbiamo chiesto ad alcuni di loro: un diario in anticipo delle letture che riempiranno i prossimi due mesi. O promesse di lettura. Come e perché. E persino dove. Leggere come una passione intramontabile. Non tutti gli scrittori scrivono d’estate. Alcuni leggono.       Sarà la mia estate con Karl Ove Knausgård, l’autore norvegese che ha fatto a brandelli la propria esistenza in sei volumi di confessioni intime. È un inno alla prima persona singolare e alla mercificazione del privato. Ecco la potenza e allo stesso tempo il sospetto: Knausgård scrive di sé, così di sé, perché non ha storie. È un Io da spulciare con diffidenza e desiderio: può essere infinitamente...

Karl Ove Knausgård. La mia lotta

  Raccontare se stessi e la propria famiglia, il rapporto con il proprio padre, poi con i propri figli e con la propria moglie. La mia lotta di Karl Ove Knausgård parla semplicemente di questo e lo fa in sei volumi pubblicati con successo in patria e che lo hanno portato ai vertici della letteratura norvegese contemporanea. Da poco uscito, il secondo volume, La mia lotta 2 (traduzione di Lisa Raspanti, Ponte alle Grazie, Milano 2011, 585 pagine) racconta del diventare padre, del cambiamento di una coppia che diventa famiglia e della vita quotidiana di uno scrittore, Karl Ove Knausgård, con tre figli, due femmine e un maschio: i bisogni dei bambini e le esigenze dello scrittore. La lotta è tutta nell’equilibrio fragilissimo di un uomo in combattimento perenne con la propria stessa sensibilità attraverso cui è in grado di trasformare in letteratura anche gli istanti più impalpabili della propria esistenza, ma che spesso tramutano in senso di colpa uno sguardo affilato sulle cose.   Accomunato a Proust per la sottile analisi degli eventi esistenziali oltre che per l’imponenza dell’opera che supera le tremila...