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Love

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Luisa Rabbia alla Collezione Maramotti / Love. Disegnare la pittura

“Mi piace guardare alle radici anche dove non si vede l’origine”, dice Luisa Rabbia. Ci sono opere che si manifestano a voce alta, ostentando la propria presenza, come a rivendicare uno sguardo. Ce ne sono altre, invece, che respirano nello spazio e attendono l’arrivo di chi le osservi, coltivando una vita segreta che accade prima e dopo l’incontro con lo spettatore. I lavori di Luisa Rabbia appartengono a questa seconda categoria: sono opere che richiedono un approccio modulato dalla gentilezza e che tendono una mano a chi decide di entrarvi in relazione, aprendo la porta a un mondo di silenziosa vastità.   Luisa Rabbia, originaria di Pinerolo, vive e lavora da molti anni a New York e l’esposizione alla Collezione Maramotti è un’occasione importante per poter osservare da vicino il suo lavoro. Love è a tutti gli effetti una piccola retrospettiva dove trovano spazio tele, disegni e una grande opera murale. Le opere sono state selezionate a partire dal 2009, periodo al quale appartengono i disegni a matita e acrilico From the Within Out (2009), forme blu su bianco che appaiono come esseri organici primordiali, biomorfismi non meglio identificati. Possono essere considerate...

La retorica della divulgazione / Publisher in love

Quale editore italiano oserebbe mai, neanche su un tema quale l’amore che va per la maggiore, pubblicare un’antologia che, seppure in paperback, costa 42.99 sterline e consiste in ben trecentonovantadue pagine? Credo davvero in pochi. Ormai qui da noi domina un certo tipo di retorica della divulgazione, e quando all’editore di turno proponi un volume leggermente più complesso, nonostante il tuo nome di autore permanga serio, non pratichi tuttologia, non pubblichi un volume dopo l’altro, solo per trasformarsi in personaggio che la massa adora, e si è recato ben poco in questa nostra televisione che mira più alle polemiche rispetto all’informazione, mentre preferisce a codesta malmessa televisione la radio, ti viene di solito risposto, con accento milanese o romano, “no, mia cara, qui gli italiani non leggono, quando leggono lo fanno a caso, se leggono se ne vantano su anobii solo per l’allucinazione di credersi recensori.   E, poi, mia cara, diciamocela tutta, un librettino sulle cento pagine sul come far sesso venderebbe, ma quanto tu mi stai proponendo sui differenti tipi di amore e di amare (amare giocare a basket non è come amare il tuo gatto, amare l’uomo che ti mena, in...