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Michael Fassbender

(5 risultati)

#140 cine: da venerdì 14 settembre al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da venerdì 14 settembre in sala: Pietà di Kim Ki-duk (Pieta, Corea del sud 2012) #140cine Il Leone d’oro di Venezia, incredibilmente già in sala: violento, tormentato, in cerca di redenzione. Prometheus di Ridley Scott (id., Usa 2012) #140cine Ne abbiamo parlato così tanto, quando qui da noi il film non usciva, che ora non interessa più a nessuno. Ed è pure brutto. È stato il figlio di Daniele Ciprì (Italia 2012) #140cine I siciliani sono una macchietta, ok, ma la riflessione sulle colpe dei padri pagate dai figli è potente. Gli equilibristi di Ivano De Matteo (Italia 2012) #140cine Un padre separato fa di tutto per mantenere i suoi, cioè Mastandrea che si sbatte all'infinito per salvare il film. Che cosa aspettarsi quando si aspetta di Joshua Marston (What to Expect When You’re Expecting, Usa 2012) #140cine Cosa aspettarsi quando si aspetta? Di sicuro non sta...

Steve McQueen. Hunger

Nel 2008 l’artista inglese Steve McQueen, classe 1969, esordiva come cineasta presentando a Cannes nella sezione Un Certain Regard il film Hunger. Esordio fulminante: dal giorno della prima proiezione sulla Croisette non si parlò d’altro. Hunger, fame, è la mise-en-scène in tre atti dello sciopero della fame che condusse alla morte l’attivista nordirlandese Bobby Sands nel 1981. Il 5 maggio per l’esattezza Sands spirava dopo sessantasei giorni di fame, denutrizione, privazione, rinuncia, lotta testarda e suicida. Ce ne vollero altri sei, di morti, perché l’Irlanda vedesse riconosciuti ai detenuti politici alcuni fondamentali diritti, pur negando loro sempre e comunque lo statuto di prigioniero politico, riconoscimento che stava alla base della lotta di Sands e compagni. Sessantasei giorni di fame possono dire tutto su un paese, una fede, una lotta, una convinzione, possono dire tutto su un uomo. E lo fanno, magistralmente, in questo film davvero unico ed eccezionale, costruito come una passione religiosa, in questo esordio dei più travolgenti da diversi anni a questa parte che, tra l’altro, ha il pregio...

#140cine: da venerdì 27 aprile al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Con un voto da #0 a #0000 e il trailer. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da venerdì 27 aprile (in realtà anche un po’ prima) in sala: Il castello nel cielo di Hayao Miyazaki (Tenkuu no Shiro Laputa, Giappone 1986) #140cine  Torna (in realtà arriva per la prima volta) uno dei primi Miyazaki. Da rivedere con occhi ancora stupefatti.  #000 Il film è uscito mercoledì 25 aprile. Hunger di Steve McQueen (id., Gb 2008) #140cine  La prima di Fassbender, Bobby Sands, McQueen, un film di cui si parla da anni. Il cinema in sala è morto? #000 The Rum Diary - Cronache di una passione di Bruce Robinson (The Rum Diary, Usa 2011) #140cine Depp veste ancora i panni dell’amato Thompson. Ma più che Paura e delirio a Las Vegas, ricorda Havana. #00 Il film è uscito martedì 24 aprile. The Avengers di Joss Whedon (id., Usa 2012) #140cine Chapeau alla genialata di fare l’All Star...

Steve McQueen. Shame

Shame è un’occasione mancata. O un errore di percorso, se si preferisce. Un saggio sociale in forma cinematografica che pur centrando in pieno l’argomento, ne fallisce in maniera inesorabile la trattazione e che disfa attraverso i contenuti e lo svolgimento ciò a cui dà vita nella forma. Ed è un peccato.   Non solo perché Steve McQueen – che aveva incantato e convinto con il suo film d’esordio, Hunger (2008) –, è e rimane un autore dalla spiccata personalità e dall’indiscutibile talento, ma anche perché un’opera come questa, considerando le qualità che mostra nel cogliere e mettere in scena aspetti peculiari e non banali della società contemporanea, avrebbe potuto dire e comunicare molto di più di quanto non si sia trovata a fare. E del resto i primi venti minuti di film, assolutamente convincenti e incisivi, rappresentano un’esemplare prova di regia. McQueen, infatti, mette in campo le proprie migliori virtù di cineasta concentrando nell’apertura una presentazione ineccepibile e calibrata del protagonista: Brandon, un uomo d’...

Venezia 68. Visita guidata al cantiere Lido

A pochi passi dal red carpet assediato dalle telecamere e dal solito, noioso gossip festivaliero (ma ormai sembra che ai quotidiani italiani non interessi altro, visto che alcuni si dispensano addirittura dall’inviare in laguna un critico degno di questo nome), giace il misconosciuto protagonista di questo festival: è il cratere che sta al posto dell’abortito nuovo Palazzo del Cinema, ricoperto da un funereo ‘white carpet’, un sudario che nasconde e isola (speriamo!) i resti di amianto scoperti durante gli scavi. Ingombrante ostacolo agli affannosi percorsi degli spettatori, è rimasto invisibile ai più (solo gli occupanti del Teatro Marinoni, raggiunti da quelli del Teatro Valle di Roma per alzare la voce sulle magagne dell’industria culturale, si sono impegnati a strapparne i veli e mostrare la piaga), ma sintomaticamente presente e tangibile come l’immobilismo e la decadenza delle istituzioni culturali italiane. Eppure, nonostante la crisi, i blocchi, le polemiche, nonostante gli intoppi logistici, i prevedibili compromessi e il gigantismo di una selezione che sfida ogni sintesi, al suo ottavo e ultimo anno di mandato,...