Categorie

Elenco articoli con tag:

nostos

(2 risultati)

Lettera dall'India / Tradurranno Kaushik Barua?

Kaushik Barua è da anni che ci prova. Mi ha scritto su Facebook quand’è uscita l’edizione indiana del suo romanzo. Non so perché. Magari sperava potessi essere d’aiuto nel farlo conoscere in Italia. Ci siamo scambiati messaggi via email. Il libro cartaceo non mi è mai arrivato. Si è rifatto vivo per l’edizione americana. E me l’ha spedito da Roma a Chennai con un corriere internazionale. Il suo libro è già stato spennellato di lodi ed entusiasmo da alcuni quotidiani indiani perché in effetti è una gran bella lettura.   L’altra sera, di ritorno dall’otorinolaringoiatra, mi sono messo a filmare con il telefonino le strade del quartiere di Mylapore, addobbate di luci e lumini per la festa di Deepam che quest’anno coincide con una super-luna, una bolla rossa vicinissima alla terra. È una specie di Natale indù, diciamo così, con tanto di fuochi d’artificio in stile Capodanno che illuminano il cielo di rosso, arancione, giallo e verde. Il taxi è fermo a un semaforo, accanto a un piccolo tempio. Di fronte alla porta, un rogo di sterpi brucia e mi ricorda il rito pagano cui partecipavo da bambino nel paese dei miei nonni e dove nacque mia madre, Recoaro Terme.     ...

Speciale Appennini / Mal d’Appennino

Nascere nelle zone dell’Italia interna, a metà strada tra il mare Adriatico e il mar Tirreno, significa portarsi dentro quel tormento che Ignazio Silone chiamava “mal d’Appennino”: un disturbo, un intralcio, un tarlo che s’insinua sotto la pelle di chi lascia i paesi dove ha avuto origine il suo sangue e poi però, nel momento stesso in cui si allontana da essi, sente l’urgenza di ritornare sui propri passi, rientrare tra i muri della propria casa. Silone parlava di questo “mal d’Appennino” in Uscita di sicurezza, pensando certo ai comportamenti degli emigranti abruzzesi, i suoi corregionali, perennemente al bivio tra urgenza di fuga e nostalgie del passato, fra ambizioni di miglioramento e desiderio di ricucire la tela dei rapporti interrotti. Ma la diagnosi vale per chiunque avesse dimora sui contrafforti della dorsale che attraversa l’Italia da nord a sud e segna il carattere di un territorio che non è più oriente ma non è ancora diventato occidente, un levante luminoso prossimo a imbrunirsi nei colori dell’occaso. Oriente e occidente non sono soltanto categorie geografiche, ma il portato di variabili antropologiche.     Gli abitanti dell’Appennino sono segnati da...