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Nunzio La Fauci

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Un ritratto di Saussure, per relazioni e differenze

La figura di un autore, un secolo dopo la sua morte, normalmente è stabilizzata. Si prende l'occasione della cifra tonda - quel Doppio Zero che segue l'Uno - per rileggerlo e per ripensarlo, ma si sa chi sia stato. Non è questo il caso dell'enigmatico linguista ginevrino Ferdinand de Saussure (1857 - 1913) , che per peculiari ragioni biobiliografiche, e di storia disciplinare, a cento anni dalla scomparsa deve essere ancora letto. O meglio, decifrato nell'entropia frammentata e oscura di intenzioni e intuizioni che perlopiù lui si è limitato ad annotare.   L'anomalia-Saussure è costituita da una sproporzione vertiginosa fra l'esiguità della sua opera edita in vita, da lui stesso data alle stampe, e il ruolo quasi mitologico che il suo pensiero ha avuto nel determinare la rivoluzione strutturale che ha dominato le scienze umane - con la linguistica in una posizione centrale, di modello -  nei decenni centrali del Novecento. Quelle coppie oramai classiche, langue/parole, sintagma/paradigma, sincronia/paradigma, significante/significato; quei principi netti, l'arbitrarietà del segno, la linearit...

Siamo linguisti o caporali?

All’uscita di Relazioni e differenze (Sellerio), il libro in cui ha raccolto diversi suoi saggi di linguistica, mi è sembrato il caso di rivolgere alcune domande a Nunzio La Fauci, ordinario di Linguistica italiana a Zurigo. Conoscevo già il suo Compendio di sintassi italiana, uscito l’anno scorso dal Mulino, e da tempo sono un affezionato seguace del blog Apollonio Discolo in cui La Fauci commenta usanze di parlanti e linguisti, in quella che definisce “una lingua non comune”. Si tratta di una lingua ironica, che può arrivare al sarcasmo, a suo agio soprattutto nel discorrere controcorrente. I passaggi di Relazioni e differenze che si richiamano alla storia della linguistica e ai suoi presupposti filosofici hanno per me disegnato la cornice teorica all’interno della quale le apparenti intemperanze di Apollonio Discolo risultano molto meno occasionali. Così ho chiesto a La Fauci alcuni chiarimenti che mi hanno aiutato a scrivere un articolo per Repubblica (uscito il 6 maggio 2011) sul suo lavoro; ora, con il suo gentile permesso, li pubblico qui integralmente.     Della stupidità umana e della...