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Rosellina Archinto

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La Emme delle meraviglie

Anche se nel febbraio 1972 non ero alla Rotonda della Besana per seguire “Milano dagli 8 ai 12”, una manifestazione dove l'arte era spiegata ai bambini da Giuliano Briganti – d'altronde avevo solo 7 anni – crescere in quella Milano è stato bellissimo. Non credo sia solo nostalgia, è anzi un sentimento condiviso da molti coetanei e il ricordo è diventato un incitamento ai tempi della riforma Gelmini, per chi tra noi era genitore, a non mostrarsi troppo passivi, a dimostrare perché non si perdessero diritti così faticosamente acquisiti.   Ci siamo allora ricordati che negli anni Settanta i nostri genitori – nati negli anni del fascismo, cresciuti nei tempi bacchettoni della chiesa di Pio XII – si erano riconosciuti ribellandosi a molte istituzioni che avevano ereditato fino a quel momento senza troppe discussioni. A scuola era il tempo dei decreti delegati e dell'introduzione del tempo pieno, in casa c'era spesso baruffa, ma per noi figli era una pacchia: gli ordini non erano più perentori, le nonne erano finalmente un po' in disparte, anche se al momento giusto non rinunciavano...

Il linguaggio visuale di Iela Mari

I libri di Iela Mari sono considerati dei classici della letteratura per l'infanzia. Comparsi per la prima volta negli anni Sessanta sono stati letti da generazioni di bambini e adulti di tutto il mondo. La caratteristica di questi oggetti è di essere affidata totalmente al potere narrativo delle immagini. I primi esiti editoriali videro Iela Mari al lavoro con Enzo Mari. La mela e la farfalla, edito da Bompiani nel 1960, fu il primo frutto di questa ricerca. L'uovo e la gallina, pure in corso di progettazione mentre viene dato alle stampe La mela e la farfalla, uscì vent'anni dopo per Emme Edizioni. Anche quando i due designers smisero di lavorare a quattro mani, l'assenza di parole scritte rimase un tratto distintivo delle edizioni firmate Iela Mari. Raccontare per sole immagini è universalizzante, dal momento che non servono traduzioni e che ciascuno, nella propria lingua, sa leggere le figure.     Tutti i libri di Iela Mari sembra partano da zero per dare forma solida alle figure della mente, in particolare quella dei bambini. Il palloncino rosso esce nel 1967 nell'ambito di una casa editrice storica, nata nello...

Tavoli | Rosellina Archinto

Sulla scrivania di chi ha inventato la nuova letteratura per l'infanzia in Italia (e non solo), mi sarei aspettato – che so – un giocattolo, o forse un piccolo peluche, o almeno un pennarello con le orecchie di coniglio, o un temperamatite a forma di Puffo o un pennarello-Pimpa.   Sulla scrivania di chi ha pubblicato alcuni tra gli epistolari più interessanti e preziosi del Novecento, mi sarei aspettato buste e francobolli, di quelli esotici con grandi farfalle colorate e Caudillos dimenticati (c'è solo una lettera in bella vista, prestigiosa corrispondenza editoriale).   Sulla scrivania di chi ha confessato il suo grande amore per i divi del cinema, mi sarei aspettato qualche fotogramma ritagliato da una pellicola 35mm, o magari un fermacarte a forma di Oscar (no, ci sono un Buddha e qualche ciottolo vagamente zen).   Ma l'eleganza di Rosellina Archinto, esistenziale e editoriale, è allergica al kitsch, in tutte le sue forme. Rifugge dalla nostalgia con le sue trappole sentimentali (niente foto di figli o nipoti...). Inutile allora soffermarsi sui due computer, sapientemente aperti sulla stessa schermata,...

Quelli della Libreria dei Ragazzi

Parlare di Roberto Denti, a pochi giorni dalla sua scomparsa è un'impresa ardua, praticamente impossibile. La quantità di riflessioni, scritti, pensieri, ricerche, studi, letture, interventi, polemiche, articoli, dibattiti dedicati alla letteratura e ai libri per ragazzi, alla lettura e a tutti i temi connessi (educazione, biblioteche, scuola, gioco, librerie, famiglia, crescita, salute, sviluppo eccetera) nel corso della sua vita di libraio, autore, studioso, giornalista, esperto, è sterminata. Solo uno studio accurato potrà rendere ragione dello spessore e della complessità della sua figura e dell'importanza del suo operato. Nei giorni scorsi, sui quotidiani e i media nazionali, notoriamente indifferenti a ciò a cui Roberto Denti ha dedicato la sua esistenza – i bambini e i libri a loro dedicati – sono usciti numerosi articoli a informare della sua scomparsa e descriverne la figura. Il che, al di là della passione dei media per cattive notizie, coccodrilli e necrologi, segnala chiaramente una cosa: che Roberto Denti è stata una delle poche figure nel nostro Paese che sono riuscite a traghettare ci...

Giovanni Agosti. Le rovine di Milano

Oggi alle ore 18.30 alla Galleria d’Arte Moderna, Sala da Ballo, Via Palestro 16, Milano si terrà la presentazione del libro Le rovine di Milano di Giovanni Agosti. Interverranno Stefano Boeri, Rosellina Archinto, Luca Formenton, Giuseppe Frangi e Lea Vergine, di cui pubblichiamo un contributo.     Abbiate pazienza se chioso le parole ma sono quelle che aiutano a capirsi. Il libro viene presentato come feuilleton ed io direi che, essendo il feuilleton una appendice a carattere letterario, è invece il caso di parlare di pamphlet, e cioè opuscolo, libello poiché si tratta di uno scritto a carattere polemico, buttato giù in fretta, in questo caso, per Alias, il supplemento culturale de il Manifesto. Così come non parlerei di rovine, piuttosto di macerie, dato che le macerie sono ciò che rimane delle rovine. Per intenderci, a Cartagine si visitano le rovine (quater sass direbbe un milanese), a Pompei le macerie.   Dall’essere diversamente milanese di Giovanni Agosti nasce un librino che racconta molte verità delle macerie di Milano, o di Milano in rovina, se preferite; nasce una...