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Simone de Beauvoir

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Questione “Weinstein” / Chi scrive è un maschio

Chi scrive è un maschio, bianco, occidentale, anzi peggio, europeo, non indigeno, non appartenente a fedi religiose orientali, di mezza età, single, con un’educazione occidentale, anzi classica, – che altro devo dire per anticipare con i distinguo le classificazioni bio-politiche senza le quali non ho diritto a parlare di questa faccenda? – ho varie tessere, arci, feltrinelli, amici della musica, palestra e piscina, sono abbonato ad alcuni quotidiani cartacei e online oltre che alla metro milanese.   Ecco la tiritera delle appartenenze che mi rendono inadeguato a parlare di cose che hanno a che fare con l’affettività e con il sesso. Ancora una volta Simone De Beauvoir, che sostiene che non esistono uomini capaci di parlare di se stessi come appartenenti a un sesso. Ho scritto sulla questione una risposta proprio alla De Beauvoir in forma di libro, Modi Bruschi, antropologia del maschio (Eleuthera) e un altro qualche anno dopo Il punto G dell’uomo, desiderio al maschile (Nottetempo).   Eppure nella contingenza post-weinstein, com’è stata battezzata, ho molto ritegno a parlare. Ho dietro le spalle una vita affettiva e sessuale di quattro decadi e quindi sono a rischio...

Un'antologia / Gelosia

  Mercoledì 11 ottobre alle ore 18 al Circolo dei Lettori di Torino, Anna Stefi parlerà della gelosia. Qui una breve antologia con alcuni dei testi che verranno presentati durante l'incontro.   Giasone: io non li ho uccisi con le mie mani Medea: ma con la colpa e le tue nuove nozze Giasone: e ti è sembrato giusto ucciderli per il tuo letto? Medea: credi che questa sia una piccola pena per una donna?   Euripide, Medea     «Se lei non avesse fatto quel che aveva voglia di fare, ma io avessi saputo che ne aveva voglia, ebbene sarebbe stato ancora peggio! Sarebbe stato meglio allora che l’avessero fatto, purché io finalmente lo sapessi e potessi uscire dall’incertezza. Insomma, io non ero in grado di dire quel che volevo: volevo, in sostanza, che lei non desiderasse ciò che doveva desiderare! Follia vera e propria, insomma.   la cosa terribile era che io mi attribuivo un pieno e indiscutibile diritto sul corpo di lei, come se si fosse trattato del mio proprio corpo, e allo stesso tempo sentivo che io non ero in grado di dominare quel corpo, che esso non era mio, e che lei invece poteva disporre di esso come le pareva meglio, e nella fattispecie voleva...

Mobilità mentale / Vecchi

Quando si comincia a parlare di vecchiaia si ha sempre e subito la tentazione di ficcarsi nel fitto bosco delle magagne che essa porta, a partire da quelle del corpo. Il flash mentale che immediatamente si accende è quello dell’avvizzirsi della pelle, del piegarsi della postura, del ralentie dei passi. Ma non è corretto, quelle sono le conseguenze, per così dire, della vecchiaia, sono gli esiti ultimi di un cammino che ha un punto di inizio, un momento in cui tutto comincia. Da questo, credo, vale la pena partire per circoscrivere il tema e collocarlo negli ambiti che gli sono propri.   C’è bisogno di sintesi, di qualcuno che tiri le fila del mondo, ma purtroppo nessuno ce la fa, il panorama delle cose è sempre più frastagliato e scivoloso, si naviga nella tempesta e non si riesce più a gettare facilmente l’ancora per fermarsi da qualche parte a capire, a ragionare: questo è il sentimento di tutti gli individui che invecchiano. Non è il grido di disperazione per il pianeta che ribolle di tensioni paurose, per i diritti e le coscienze finiti alle ortiche, per i politici matti che prendono il potere, no, è il sentire comune di un sostanziale progressivo disorientamento in cui...

Donne inadeguate

Dietro la storia de Le piene di grazia (Rizzoli 2015) sembra di cogliere gli echi delle molte donne vittime di violenza. È un grido forte, ma composto. Il silenzio delle pinete e il frinire delle cicale nascondono un terribile segreto, ma il suono dei lamenti risulta ovattato dalla bellezza del paesaggio, da una piccola comunità apparentemente integra e inoffensiva. Ritornano in mente i lucenti campi di grano tra i quali era imprigionato il bambino-ostaggio del celebre Io non ho paura di Niccolò Ammaniti. L’ambientazione del romanzo infatti rassicura e spaventa contemporaneamente; è lo specchio di un' Italia del sud chiassosa e stereotipata che preferisce celare i suoi soprusi nel silenzio dell’omertà.   La realtà tratteggiata dall'autrice da una parte si rivela una piacevole madeleine che riporta involontariamente alla memoria il folklore del meridione, il pane con le olive e le buffe superstizioni di paese, dall'altra prende la forma di una vicenda di cronaca in cui si consuma un atroce femminicidio. Tra processioni e pranzi domenicali – “Ho mangiato la pasta e il bis della pasta. Ho mangiato le salsicce e le braciole. I peperoni, il formaggio, il salame. Ho mangiato tutto...

Cattivi maestri: Egg Freezing e Pari Opportunità nella Silicon Valley

“C’è chi pretende che la fisiologia, da sola, sia in grado di rispondere alla seguente domanda: la riuscita personale ha le stesse possibilità d’esito favorevole nei due sessi?” Se lo chiedeva Simone de Beauvoir, nel 1949. Spiegando perché, quando si parla di “caratteri propri” della femmina umana “si direbbe che il suo destino si faccia tanto più pesante quanto più ella si ribella affermandosi come individuo”. E perché, nel paragone col maschio, “costui appare infinitamente privilegiato: in lui, la vita genitale non contrasta con l’esistenza personale”. A distanza di quasi un secolo, le domande non cambiano. Nell’ottobre del 2014 passa agli onori delle cronache una nuova trovata dei giganti californiani Facebook e Apple: le dipendenti in età fertile potranno, se lo vorranno, congelare i propri ovuli a spese dell’azienda. Si chiama “Egg Freezing” o “Crioconservazione degli ovociti”, tecnica medica normalmente utilizzata per donne sottoposte a trattamenti chemioterapici e chirurgici, da poco transitata nelle liste dei benefit...

L'interluogo di Augé. La vecchiaia non esiste

Anche Marc Augé ha deciso di proporci la sua lettura della vecchiaia con un piccolo libro intitolato Il tempo senza età. La vecchiaia non esiste (Raffaello Cortina, Milano 2014). La sua è una vecchiaia considerata come una sorta di – lo dico impudentemente alla maniera di Marc Augé – interluogo tra il tempo e l’età, una zona dai contorni sfumati nella quale ciascuno di noi, a seconda della sua indole e delle circostanze della sua vita, è più o meno libero di scegliere se propendere più dalla parte del tempo o dalla parte dell’età.     Ma prima di addentrarci tra gli argomenti del libro vorrei marcare il fatto che ancora una volta le riflessioni sulla vecchiaia provengono da fuori, dagli altri, dai paesi dove il problema non si pone con l’evidenza quantitativa con cui, invece, l’Italia deve confrontarsi. Uno dei due paesi più vecchi del mondo (l’altro è il Giappone) mostra ancora di non sapersi dare una consistenza critico-teorica sul fenomeno che ne sta fortemente condizionando i destini economici, sociali e culturali. E’ così da molto...

L'ultima volta che leggo, la prima volta che parto

Si parte, si chiude, si prende tempo, si smette di lavorare e si sta all’aria aperta. E soprattutto si legge. I libri appena usciti, quelli che abbiamo in casa, quello appena comprato o quelli consigliati e accumulati.     Probabilmente sono due o tre i libri che leggerò, ma non so ancora bene quali e così me ne sto valigie aperte a fissare la libreria, ogni tanto un occhio al pavimento e alle pile di libri sul tavolo. Fa caldo, domani parto, la finestra è aperta, per strada pochi rumori, ma già mi distraggono.   Quest’anno nessuna vacanza in Liguria, ma ripenso a La spiaggia di Cesare Pavese, forse il meno riuscito dei suoi romanzi, un libro piccolo, più che il racconto di una vacanza il ritratto di un’attesa, un’ansia fredda, un tempo lunghissimo tra collina e mare prima dell’amore e dell’amicizia che non arriveranno, se non a tratti; utili soltanto a rilanciare una nuova attesa, a rimandare per il tempo dell’estate ogni inevitabile scelta. Ma ora devo scegliere mentre cerco il libretto che avevo negli Oscar Mondadori con copertina (bellissima) di Ferenc Pinter. Lo cerco e trovo...

Sartre e De Beauvoir a Mosca: finale di partita

Originariamente Malinteso a Mosca avrebbe dovuto far parte di Una donna spezzata, raccolta di novelle che Simone De Beauvoir pubblica nel 1967 per Gallimard. Il racconto, scritto nel ’65, non compare però nella redazione definitiva dell’edizione francese, scartato, o meglio fatto a pezzi e poi ricomposto, modificato, rimaneggiato fino a diventare un testo del tutto diverso – anche se numerosi passaggi resteranno pressoché immutati – a cui la De Beauvoir dà il nuovo titolo di L’età della discrezione. Nella sua stesura originaria, Malinteso a Mosca rimane così un racconto del tutto sconosciuto, un’opera muta, confinata in qualche cassetto dell’appartamento-studio di Rue Victor-Schoelcher, fino a quando, nel 1992, sei anni dopo la morte della scrittrice, non apparirà per la prima volta sulla rivista universitaria “Roman 20-50”. Il carattere spurio di Malinteso a Mosca, il suo destino di figlio illegittimo, di opera non riconosciuta dal proprio autore, ne fanno quindi un elemento estremamente significativo all’interno della costellazione-De Beauvoir. L’idea che non sia stato...

Camus: toujours l'homme d'abord

La sua voce è incredibilmente delicata. E intensa. Presumibilmente, saranno le stesse modalità con cui Catherine Camus si occupa quotidianamente di gestire l'œuvre littéraire di suo padre. Delicatamente, attenendosi accuratamente al pensiero, senza mai tradirlo, del grande intellettuale franco-algerino; intensamente, riportandolo alla contemporaneità attraverso un'azione instancabile. Catherine Camus è stata in visita a Palermo nella metà di aprile, ai Cantieri Culturali alla Zisa. L'Insitut Culturel Français ha proposto un'esposizione digitale ed interattiva, organizzata in collaborazione con l’École normale supérieure (ENS Ulm) e la casa editrice Gallimard. Al Cinema De Seta, all'interno dei Cantieri, dopo l'incontro con John R. Pepper, ai tempi giovanissimo produttore della pellicola, è stato proiettato La Peste, di Luis Puenzo (1992), libero adattamento dal romanzo omonimo di Camus.   Catherine, che vive in Provenza, a Lourmarin, nella casa acquistata dal padre poco prima del tragico incidente d'auto che provocò la sua scomparsa a soli 46 anni,...

Editoria senza André Schiffrin

L’editore americano André Schiffrin è morto a Parigi in questi giorni. È uno strano destino, Schiffrin infatti era nato nel 1935 proprio a Parigi non lontano da dove è morto. All’eta di 5 anni insieme alla madre Simone e al padre, il grande editore, fondatore della Bibliothèque de la Pléiade, Jacques Schiffrin, erano dovuti scappare difronte all’invasione nazista e Jacques Schiffrin che nelle sue lettere mostrava tanta nostalgia per la Francia morì a New York senza riuscire a rivedere l’Europa. Padre e figlio erano dei “passeurs” di cultura, dei veri e propri ponti tra la Russia, dove era nato Jacques Schiffrin, la Francia e poi l’America.   André Schiffrin aveva pubblicato alla Pantheon Books Jean-Paul Sartre, Michel Foucault, Simone de Beauvoir, Gunther Grass  ma anche Noam Chomsky e Art Spiegelman. Nei suoi racconti estremamente discreti ma appassionati descriveva gli incontri nei suoi viaggi nell’Europa del secondo dopoguerra con Giangiacomo Feltrinelli, Giulio Einaudi, François Maspero, Pierre Bourdieu.   Poi nel 1990 ci fu lo scontro con...

Storie d’amore (che durano un po’)

Eros, Narciso, il Cantico dei cantici, San Bernardo, San Tommaso, l’esteta inquieto Don Giovanni di Molière, Romeo e Giulietta odi et amo amore e morte, Maria Vergine madre non sposata Stabat Mater sposa del Figlio, i trovatori occitani cultori dell’adulterio e della sodomia, la quietista torturata Jeanne Guyon, il sadomaso Baudelaire, il femmineo femminista Stendhal, il perverso Bataille, Freud, E.T.: Julia Kristeva aveva pubblicato il primo nucleo di Histoires d’amour nel 1983: «Ho scritto Storie d’amore in una tappa della mia vita in cui l’amore si ritraeva da me. Quale amore? Il colpo del “Grande Amore”, mito salvifico, passione consolatrice e derisoria illusione, carica umorale ed elettrica, o fulmine del destino. Un amore che aveva fatto il suo tempo».     Per la seconda edizione di questa sua summa di prospettive amorose, Kristeva ha scritto per Donzelli una prefazione nuova, che ripropone in una prospettiva di esperienza un libro che attraversa centinaia di libri, e di filosofie, e di letterature e di mistiche e di teologie per inseguire dalla prospettiva della stanza silenziosa di una...

C’erano una volta le biblioteche scolastiche

  Proprio mentre si svolgono gli esami di maturità, l’Invalsi, dopo aver visionato insieme all’Accademia della Crusca un campione di circa 500 temi svolti durante l’esame di stato del 2008/9, ci informa che sostanzialmente la maggior parte dei nostri studenti adolescenti sono semianalfabeti e che molti hanno nulle o scarse capacità ortografiche, logiche, argomentative. Scelgo deliberatamente di non approfondire la questione per non dover sentire i soliti professionisti di scuola e di cultura giovanile parlare di cose che non conoscono, ricordando a tutti dati altrettanto preoccupanti sulla popolazione adulta di questo paese: scrive De Mauro commentando dati Ocse che “il 38% della popolazione italiana in età di lavoro ricade in condizioni di analfabetismo, il 33% è a rischio e solo il 19% conserva i livelli minimi di competenze necessarie in società moderne” (da Internazionale, 24 giugno 2011). Se non bastasse ricordo a tutti qual è il rapporto con la cultura di chi ci governa e cosa sta facendo in questi giorni con la nuova manovra economica alla scuola pubblica, non contento di averla gi...