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Star Wars

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Rian Johnson, “Star Wars Episodio VIII” / Gli ultimi Jedi e l’età adulta della Repubblica

Episodio VIII: Gli ultimi Jedi è il miglior film di Star Wars mai realizzato. E non lo è soltanto perché viene dopo il pessimo Episodio VII: il risveglio della forza, ma lo è soprattutto perché ha la sfrontatezza di compiere un’audace e inaspettata opera di attualizzazione. È il passaggio all’età adulta di un intero immaginario e ha coraggio di fare ciò che Kylo Ren suggerisce a Rey: «Lascia morire il passato. Uccidilo se devi. Questo è l'unico modo per diventare ciò che sei destinato a essere».  Non è un caso che il film abbia letteralmente spaccato in due la comunità dei fan del franchise ideato da George Lucas. In che cosa consiste questa operazione di “spostamento” e perché assume questo peso specifico?         La galassia e le sue certezze   Quando nel 1977 Lucas vara la saga destinata a cambiare per sempre la storia del cinema, non ha idea della portata dell’operazione che sta per compiere. A testimonianza di ciò, la celebre scommessa con Spielberg: secondo Lucas, il coevo Incontri ravvicinati del terzo tipo dell’amico Steven avrebbe incassato, nei secoli dei secoli, molto più di Star Wars. Che cosa ha determinato il ribaltamento del pronostico...

La memoria e l’apocalisse sintetica / Blade Runner 2049

In una landa desolata, quasi postapocalittica, l’agente K (diminutivo di KD6.3-7, replicante della polizia di Los Angeles interpretato da un Ryan Gosling perfetto nella sua inespressività) deve “ritirare” (eufemismo per uccidere) un modello vecchio e quindi meno disciplinato di Nexus (breve ma strepitosa apparizione di Dave Bautista), umani sintetici creati dalla Tyrrell Corporation. Nebbia, un albero scheletrico, una serra in cui vengono coltivati vermi, uniche proteine che sfuggono alla rovina del mondo: Blade Runner 2049 (da qui in avanti BR2049) inizia così, in uno scenario distopico classico ma per certi aspetti molto diverso da quelli che avevano caratterizzato il primo film (Blade Runner, Ridley Scott, 1982, da qui in avanti BR) e che hanno segnato per decenni l’immaginario di tonnellate di visual artists. Una sola scena, quella iniziale, con l’uccisione dell’esemplare obsoleto e il successivo ritrovamento sotterraneo di una misteriosa urna contenente ossa, basta per suggerire qualche considerazione sull’attesissimo sequel firmato da Denis Villeneuve.   Distopie Ucroniche   John Stuart Mill, filosofo positivista, conia nel 1868 il termine “distopia” (dis-tópos),...

Tabloid inferno di Selene Pascarella / La ballata delle narrazioni tossiche

Diversi anni fa, alla prima collaborazione con un quotidiano, ebbi un assaggio del mondo della comunicazione nel terziario culturale avanzato del nuovo millennio. In breve, non si riusciva a trovare un collaboratore disponibile in tempo zero a scrivere l'obituary di un intellettuale; ero il redattore che doveva risolvere il problema e dopo un po' di telefonate andate a vuoto presi una decisione impulsiva. Scrivere il pezzo, senza saperne niente, ma proprio niente. Dopo un'ora di ricerca in rete e di stesura mi trovai con un buon pezzo che piacque a tutti, pronto per andare in pagina. Era solido e rigoroso, persino toccante: sembrava l'omaggio, breve e intenso di un vero specialista, un allievo devoto, un lettore attento e di lungo periodo. Problema risolto, grande soddisfazione di tutti. Fui portato ad esempio di efficienza e professionalità con altri giovani collaboratori. Mi presi le pacche sulle spalle e restituii i sorrisi. Non sapevo se essere felice o sentirmi un falsario. Sembrava il pezzo che avrebbe dovuto essere e, in qualche modo, lo era.   Avevo realizzato il potere del registro, del tono, della misura. Mi spaventai di quello che sarebbe potuto diventare il mio...

Gaia, il futuro secondo Casaleggio

Due anni fa Silvio Berlusconi si presentò in tv esibendo una visualizzazione grafica per dimostrare lo sbilanciamento nelle dispute giudiziarie a suo sfavore. Raffigurava degli omini dentro i due piatti della bilancia. I medesimi omini, in forma più stilizzata, ora li trovate in Gaia. Il futuro della politica, il video realizzato da Gianroberto Casaleggio. Nella versione web sono diventati silhouette più stilizzate: uomini che indossano una tunica e si trasformano nel corso della animazione in frecce, per indicare la convergenza futura della web-democrazia. Quello che hanno in comune le due comunicazioni è l’ambiente PowerPoint, mentre siamo passati dall’immagine fissa a quella in movimento.     Edward R. Tufte, genio della comunicazione visiva, critico del pensiero dell’immagine, ha spiegato in The Cognitive Style of PowerPoint (2003) che questo sistema grafico, adottato dalle aziende per la loro comunicazione, obbliga a esprimere i concetti in schermate che ammettono un massimo di quaranta parole, e che devono essere lette in una manciata di secondi, per lo più con un tono icastico, così che il...