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Taiwan

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Yang Mao-Lin / Made in Taiwan

Dagli anni ottanta, l’artista taiwanese Yang Mao-Lin sviluppa un’opera ricca di riferimenti e di impegni con la storia, il territorio e l’identità contemporanee di Taiwan, che fu celebrata da una importante retrospettiva al museo delle belle arte di Taipei da gennaio ad aprile 2016. Già nel 1990, Yang presentava al museo di Taipei una serie di dipinti sotto il titolo di Made in Taiwan, ripreso da quest’ultima mostra, che può essere considerato come emblematico di una lunga riflessione nella sua creatività. Lo slogan ‘Made in Taiwan’ lo conosce il mondo intero; è il simbolo della produttività, del dinamismo economico, tecnologico dell’isola e delle sue connessioni globali dalla seconda metà del novecento. Lo stesso è materia di interrogazione per l’artista taiwanese, declinato in parallelo alle fortune della Repubblica di Cina (ROC) dopo l’abbandono della legge marziale nel 1987 e l’introduzione del processo democratico. Nelle opere della serie Made in Taiwan, realizzate nella prima meta degli anni novanta, troviamo dei grandi dipinti che rappresentano figure e oggetti evocativi della colonizzazione intensiva di Taiwan nel secolo diciassettesimo. In particolare nella serie...

Città. Luoghi di mescolanze / Mondo glocale

Da Weber e Simmel a Saskia Sassen, la città è cosmopoli, riunisce e ‘ordina’ (kosmos) individui diversi per estrazione sociale e provenienza geografica, non tutti cittadini però – la città da sempre ospita molte figure intermedie e provvisorie, spurie. Molto più degli Stati che confinano ed espellono, le città sono luoghi di mescolanze e ibridi, con tutti i significati e i valori che ciò porta al processo di civilizzazione. Come quest’ antico lascito sia tuttora vitale è un aspetto non trascurabile della nostra visione del mondo.   1. Ieri   Venezia, come dimostra il materiale iconografico raccolto in “Venezia, gli Ebrei e l’Europa 1516-2016” a cura di Donatella Calabi ed esposto in mostra al Palazzo Ducale di Venezia, è il luogo simbolico di una sorprendente pagina di storia del cosmopolitismo europeo. Ci si aspetterebbe che la formazione nel 1516 del primo ghetto d’Europa fosse processo di chiusura, persecuzione di minoranze religiose e prototipo di ogni futura segregazione. E invece la città ha lì sperimentato, in un’epoca di espulsioni e forzate conversioni, di crociate e di stermini a sfondo religioso guidati dall’Occidente, un mix di convivenza etnica e religiosa...