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Vedovamazzei / “Unexpected landscapes". Decontestualizzare e disorientare

La storica Galleria de’ Foscherari apre la mostra di Vedovamazzei con un bancale in vetrina, un pallet diviso nella versione funzionale, di legno, e nel suo doppio, fuso in bronzo (Two Half Pallets, 2011). Si tratta di un’opera che dà ai visitatori una prima indicazione sulla mostra, intitolata Unexpected Landscapes, dove il mondo e le cose che lo abitano appaiono rovesciate, messe a soqquadro e riorganizzate con intento sovversivo, problematizzando il reale.   La mostra raccoglie opere eterogenee selezionate in un arco di tempo che va dal 2015 al 2018, un lasso temporale relativamente breve ma che dà un’idea efficace della poetica dei due artisti. Simeone Crispino e Stella Scala formano un sodalizio dal 1991, con una produzione che si potrebbe definire ipertrofica, se non si rischiasse così di attribuirgli un’accezione negativa. Affacciarsi all’universo di Vedovamazzei significa abdicare ai pregiudizi e abbandonarsi a un viaggio sorprendente che ha spesso il ritmo di un film slapstick, con gag e trovate che ricordano il migliore cinema comico delle origini. Dietro il guizzo, il gesto irriverente di matrice postmoderna, si delinea però il desiderio di mettere in luce le...

Tavoli | Vedovamazzei

Quando sono arrivato lì e gli ho detto “scrivania” mi hanno risposto “eh, mica facciamo i notai!”. Ah no? No... abbiamo 3 tavoli. Al centro dello stanzone: uno per le bozze, uno per le cose su cui si lavora davvero, e uno per quello che è finito ma “guardiamolo ancora un po’”. (Gli artisti, quelli bravi, fanno sempre così: decantano le cose per mesi, prima di farle uscire.)   Chiaro che questo non è un modo di procedere, o una organizzazione del lavoro, è una cosa diversa: è come pensi. Andando avanti, o indietro, lasciando decantare, provando, buttando, disfacendo. E soprattutto quel loro modo di pensare che finisce nelle cose che fanno, che è un modo di pensare in cui il prima e il dopo delle cose non è mai scontato, e il sotto, spesso, finisce sopra. In fondo sono gli unici Totò dell’arte contemporanea, e non potrebbero fare diversamente. Alla fine, quando sono arrivato, su quel primo tavolo, c’era tutto e il contrario di tutto: pennelli, un martello, squadre, una bottiglia di vino, un ferro da stiro, un pezzo di cemento.   Se ci fossi...

Italia tra parentesi

L’Italia come argomento. Che cosa rende questo paese così particolare tanto da divenire oggetto o soggetto di un’opera d’arte? Nessun paese al mondo è stato tanto ritratto quanto lo è stato nei secoli l’Italia. Non certo soltanto per i paesaggi, la storia o l’arte, ma anche e soprattutto per una materia costituita da una umanità che sfugge ad ogni definizione o categoria. Una materia umana creata dalla stratificazione e ibridazione di culture ed etnie diverse, risultato di scontri e integrazioni secolari, forzata alla coabitazione su un piccolo e vario territorio e che solo di recente ha cercato di immaginare una storia comune, alla ricerca di una possibile identità condivisa.   Laboratorio permanente dove si testano sino al limite le pulsioni più profonde dell’animo umano, tra tragedia e commedia, per gli artisti l’Italia rappresenta un principio di realtà, un territorio da cui nascono e si mettono alla prova etiche, poetiche ed estetiche. Un territorio in cui la realtà offre una infinità di trame, di storie, di situazioni, di personaggi tali da rappresentare gi...