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Fumetti

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Novara, dal 21 al 23 settembre / Scarabocchi. Il mio primo festival

Cosa sono esattamente gli scarabocchi? Il ponte che unisce disegno infantile e scrittura adulta? Nel linguaggio comune gli “scarabocchi” sono parole mal scritte, illeggibili, che ricordano delle macchie. I bambini scarabocchiano quando non sanno scrivere o tentano di imitare la grafia dei loro fratelli più grandi e già alfabetizzati. L’etimologia della parola è assai incerta: secondo alcuni vocabolari deriva da scarabotto, “scarafaggio”, a detta di altri viene da un termine francese, escarbot, che è la fusione di due parole: escharbot, “scarafaggio” e escargot, “chiocciola”; un linguista, Giacomo Devoto, vi vede invece l’incrocio di due termini, escharbot, “scarafaggio” e scarabèo; la ragione risiederebbe nella forma che hanno di solito le macchie nella scrittura scarabocchiata: l’impronta di uno scarabeo.   Gli scarabocchi rivelano una sorta di natura animale del bambino, ma anche vegetale (gli scarabocchi richiamano la forma di rami, foglie, fronde, cespugli), se non addirittura minerale, per via dell’origine degli inchiostri, un tempo prodotti ricorrendo a pigmenti di origine minerale. In ogni caso, lo scarabocchio rende evidente una condizione che sembra valicare — o...

Mirandola, 7/10 Giugno 2018 / Memoria Festival

Quest’anno dal 7 al 10 giugno l’appuntamento è con la seconda edizione del Memoria Festival, promosso dal Consorzio per il Festival della Memoria in collaborazione con Giulio Einaudi editore.   In compagnia di numerosi protagonisti italiani della cultura, del pensiero e dello spettacolo, il Festival invita il suo pubblico ad arrestare il tempo frenetico dell’immediatezza, della quotidianità, per riscoprire il piacere di concentrarsi e lasciarsi coinvolgere in riflessioni, dibattiti, proiezioni, giochi e attività diverse.   Quando si parla di memoria si fa riferimento al fondamento stesso della conoscenza e dell’azione individuale e collettiva. La memoria plasma come un demiurgo il carattere degli individui e dei popoli: conservandone esperienze e informazioni, crea i presupposti essenziali di qualsiasi comportamento e progresso. La cultura del cambiamento e l’innovazione, infatti, trovano vie privilegiate e terreni fecondi solo su percorsi di crescita sviluppati nel passato e fondati, cresciuti, sulla ricchezza della memoria.

Ritorna E.C. Segar tradotto da D. Benati / Popeye: come si diventa quel che si è

Con quasi un anno d'anticipo sul suo novantesimo compleanno (17 gennaio 2019), sembra che il personaggio più famoso di Elzie Crisler Segar, Popeye – alias Braccio di Ferro – stia vivendo, in Italia, un inaspettato revival. In edicola, allegata alla Gazzetta dello sport, prosegue l'edizione integrale delle strisce che lo vedono protagonista (1929-1938), curata con la perizia consueta da Luca Boschi. Al netto di qualche polemica (spigolando dai forum: rimontaggio delle strisce, qualità dei materiali proposti, incertezze sulla durata effettiva della collana, con le ovvie ricadute economiche), si tratta  di un'impresa certo non da poco, la prima di questo tipo in Italia dai tempi delle edizioni ComicArt (1984-88), se si esclude il tentativo (naufragato al secondo volume) della Planeta-DeAgostini, che peraltro si basava sull'edizione americana targata Fantagraphics.   Nel frattempo, per i tipi della neonata Oblomov Edizioni, arriva in libreria Bernice, la gallina fischiona (Bernice, the Whiffle Hen), l'avventura che segna il debutto di Popeye, apparsa sui quotidiani USA fra l'autunno del 1928 e la primavera del 1929. Oblomov riprende la traduzione di Daniele Benati, già...

E se la filosofia non fosse là dove la si cerca? / Serres: Hergé mon ami

E se la filosofia non fosse là dove la si cerca abitualmente? Nel 1970, sulla prestigiosa rivista Critique fondata da Bataille, Michel Serres propone una lettura strutturale di una bande dessinée, I gioielli della Castafiore (1963), 21° albo delle Avventure di Tintin. La saga a fumetti creata dal belga Hergé (Georges Rémi, 1907-1983), iniziata nel gennaio del 1929 sul supplemento settimanale di un quotidiano cattolico conservatore, aveva conosciuto immediato successo nei paesi francofoni. Oggi gli albi del cartoonist belga sono noti in tutto il mondo, soprattutto da quando nel 2011 Steven Spielberg li ha fatti conoscere al pubblico cinematografico con Le avventure di Tintin. Il segreto dell’Unicorno. Il regista aveva scoperto il fumetto di Hergé leggendo una recensione del suo film I predatori dell’arca perduta, nella quale il personaggio di Indiana Jones è paragonato a Tintin. Un paragone fondato perché le avventure di entrambi si svolgono fra misteri archeologici, enigmi e tesori da scoprire, mescolando con sapienza la tensione drammatica dell’azione all’ironia ed all’umorismo.    Serres, nato nel 1930 nel sud-ovest della Francia, conosce le avventure di Tintin dal...

Guarino e Pollone, “Sentieri di carta nel West” / Note per una storia del western italiano a fumetti

Il periodo che va dalla fine della Seconda guerra mondiale agli anni Ottanta del XX secolo è stato un’epoca d’oro per gli albi a fumetti. Nuove testate riempivano le edicole, dove apparivano e sparivano a velocità della luce, piene di storie di tutti i generi (western, fantascienza, orrore, erotico, noir ecc.) realizzate da plotoni di scrittori e disegnatori che hanno prodotto, spesso nel completo anonimato, tonnellate di carta stampata che ha nutrito i sogni di diverse generazioni di lettori. Tra questi lettori ci sono anche gli autori e gli operatori che oggi si trovano nella prima linea editoriale, gli stessi che negli ultimi anni stanno cercando di ricostruire la storia di questi editori, personaggi e autori, sia attraverso siti web dedicati, sia in libri che si focalizzano su determinati periodi storici o su particolari generi. È una ricerca che ha varie finalità: un recupero di letture della propria giovinezza e un elogio di un’età dell’oro editoriale (più presunta che reale), e al tempo stesso un modo per capire come si siano sviluppati certi filoni editoriali e narrativi che hanno influenzato non solo il nostro immaginario, ma anche l’editoria di oggi. È in questa ottica...

Capitan Cocoricò si è nascosto: siete capaci di trovarlo? / Guido Crepax: alle radici del fumetto moderno

Sembrerebbe difficile dire qualcosa di nuovo su Guido Crepax. E invece, le emozioni che suscita la sua arte non finiscono mai... nemmeno di stupire.   Di recente una nuova fonte di piacere è stato vedere nelle librerie italiane, dopo una collana finalmente integrale di 30 volumi cartonati in edicola, il primo volume (edito dalla rinnovata White Star) dedicato all’opera omnia su progetto editoriale dell’Archivio Crepax, nel sontuoso formato 25 x 33,5 cm che valorizza al meglio i dettagli e lo stile dell’artista milanese.   Ancor oggi non c’è probabilmente sintesi migliore, per spiegare in pochi tratti il meraviglioso melange creato da Crepax, delle parole scritte del regista Corrado Farina per il saggio Guido Crepax o... del fumetto (Sipra 1969) poi adattato nella sceneggiatura di “Freud a fumetti”, cortometraggio di 10 minuti uscito nei cinema nel 1970 e da poco riversato su YouTube dal figlio Alberto Farina di RaiMovie: «Fin dall’inizio è evidente che Crepax è autore non dozzinale, anzi è addirittura sofisticato: nei suoi disegni anzitutto si ravvisa l’influsso dell’americano Ben Shahn e di quel suo abile volgarizzatore che è David Stone Martin. Su questa base poi si...

Quaderni giapponesi / Conversazione con Igort, maestro del fumetto

Complice l’uscita del secondo volume dei suoi Quaderni giapponesi, abbiamo incontrato Igort, maestro del fumetto italiano contemporaneo, per parlare non soltanto della sua ultima opera. Il 2017 è stato infatti anche l’anno che ha visto il varo della sua nuova avventura come editore con Oblomov, marchio dedicato al fumetto di qualità. Nel catalogo Oblomov figurano fra gli altri autori italiani quali Fior, Ferraris, Carpinteri e grandi maestri internazionali quali Burns, Ware e Taniguchi di cui è in uscita La foresta millenaria, opera incompiuta sulla quale il grande maestro giapponese stava lavorando poco prima di morire nel febbraio 2017. A partire dunque dal Giappone, la conversazione si è aperta su una molteplicità di temi e riflessioni, affrontati da Igort con l’intelligenza, l’eleganza e il rigore che da sempre lo contraddistinguono.    Partiamo dal tuo nuovo fumetto, Quaderni Giapponesi Volume 2: il vagabondo del manga. Pur nel solco del tuo lavoro precedente questo nuovo volume dedicato al paese del Sol Levante mi pare un'opera molto diversa. Il primo libro era un viaggio orientato lungo due direttrici principali: l'interiorità e il passato. Pur lontano da una...

The end of the f***ing world / Ballando in fuga

WARNING MASSIVE SPOILERS   Di film e serie tv su adolescenti sbiellati ne abbiamo già visti, anche di crudi e apodittici: Natural born killers di Oliver Stone nel 1994, in gran parte American beauty scritto da Alan Ball e diretto da Sam Mendes nel 1999, Ken Park di Larry Clark nel 2002, Bowling for Columbine di Michael Moore nel 2003, Thirteen reasons why di Brian Yorkey dal romanzo 13 di Jay Asher. Questo, per fare un po’ di cronologia di una sociologia di una psicologia dell’adolescenza, significa che sono almeno vent’anni che scrittori e registi capaci di sintonizzarsi con la nuvola nera dei teens hanno messo i sensori sulla contemporanea “gioventù bruciata”. Quali sono i denominatori comuni di questi diversi lavori? Innanzitutto l’alienazione, il sentirsi completamente off: i genitori in queste narrazioni sono o assenti fisicamente, o completamente inetti nella ricezione empatica, o pateticamente buonisti, deboli nel piantare steccati di regole nel post-sessantotto della non-punizione alle pulsioni eros/thanatos dei nostri brufolosi giovanotti e giovanette. Poi la scarsa rilevanza del consumo di droghe: la lava del risentimento in genere spicca fuori dalle mura domestiche...

Venerdì 26 gennaio, ore 18, Libreria Coop Ambasciatori (Bologna) / Conservare la memoria: 10 scrittori, 10 libri

Conservare la memoria. Di che cosa? Del passato, ma anche del nostro presente. Gli scrittori che hanno accettato l’invito a indicare dieci libri da proporre in lettura ai giovani hanno declinato in vari e differenti modi la loro idea di memoria e di memorabile, ovvero di cosa occorre ricordare, cosa si deve ricordare. Il XX secolo è alle nostre spalle, ma il suo carico di eventi terribili, luttuosi e devastanti, pesa ancora su di noi. Ma anche il nostro presente è carico di memoria che occorre custodire e per cui occorre agire. La lettura come uno strumento per pensare ma anche per fare. Per non restare indifferenti. Questo il contributo che proponiamo alla Giornata della Memoria.   Gli episodi di ordinaria cancellazione e offesa della memoria si susseguono a ritmo incessante, incalzante, inquietante. Dalle lapidi profanate alle svastiche disegnate sui cartelli delle scuole dedicate ad Anna Frank. Dai saluti romani a Marzabotto (Città Martire) ai raduni arroganti e minacciosamente evocanti. Dieci autori consigliano dieci libri agli adolescenti. Coop Alleanza 3.0, Librerie.coop e Doppiozero promuovono una raccolta di 10 volumi indicati da 10 autori. Dieci libri che...

Raccontare le ferite del nostro tempo / Il confine che ci attraversa

C'era una volta l'Europa, verrebbe da scrivere. «Quest'idea ci girava in testa già da un po'. Percorrendo la frontiera esterna – la grande crepa – abbiamo notato moltissime spaccature nel sogno europeo. C'è l'immensa voragine dei profughi; la breccia dei nazionalismi, la chiusura delle frontiere e la minaccia dell'uscita del Regno Unito dall'Ue, il populismo e l'islamofobia, la crisi che ha opposto il Nord al Sud, la rottura di un blocco di Paesi dell'Est che vedono in Bruxelles la nuova Mosca; il baratro della Siria, dell'Iraq e della Libia. E poi c'è la Russia, un abisso enorme sul quale abbiamo l'intenzione di affacciarci. “Ci sono crepe più grandi e altre più piccole. E sono tutte collegate”, mi dice Carlos subito prima dell'attentato. “Se non si riparano quelle, collassa tutta la struttura”».  Chi scrive è Guillermo Abril, giornalista spagnolo classe '81 che nel 2015, con il cortometraggio A la puertas de Europa, vince il World Press Photo con il fotografo Carlos Spottorno, connazionale nato a Budapest dieci anni prima di lui. Insieme hanno fatto un libro che – per dirla con le parole di Fabio Geda, che firma la commossa Prefazione – “è un'esperienza estetica...

Il fumetto dell’io / “L’uomo senza talento” di Yoshiharu Tsuge

È spesso bizzarro il destino di alcuni testi che la critica, il pubblico e il passare del tempo finiscono per elevare al rango di capolavoro. L’uomo senza talento di Yoshiharu Tsuge appartiene senza ombra di dubbio a questa categoria: penultimo libro pubblicato in vita dall’autore prima del ritiro dalle scene, questo manga ha nel tempo conosciuto un seguito sempre più ampio a livello internazionale, superando la ritrosia del proprio autore e arrivando a diventare uno dei testi imprescindibili per comprendere a pieno le potenzialità espressive della letteratura disegnata. Ma facciamo un passo indietro. Il percorso da autore di Yoshiharu Tsuge è stato lungo e tortuoso, tanto quanto le sue vicende esistenziali. Il suo talento è precoce e fulminante, con opere che l’allora appena diciassettenne Tsuge realizza nel segno dei primi lavori noir di Yoshihiro Tatsumi. Ma il desiderio di dare forma alle proprie storie sarà per il mangaka sempre intrecciato con un profondo disagio esistenziale che con il tempo diverrà vera e propria malattia. Malgrado i ricoveri e un tentativo di suicidio Tsuge tornerà sempre al manga, prima come assistente di giganti quali Sampei Shirato e Shigeru Mizuki e...

Compie 100 anni il personaggio di Sto / Un'intervista impossibile al signor Bonaventura

L'altro giorno sono stato a trovare il signor Bonaventura. Mi avevano detto che avrebbe compito cento anni, così sono andato a fargli qualche domanda dopo uno spettacolo a teatro. Era una delle sue commedie per bambini: Una losca congiura ovvero Barbariccia contro Bonavantura, messo in scena da Marzia Loriga. Lo spettacolo è stato un vero successo e i bambini, nati quasi un secolo dopo, seguivano incantati e divertiti, ma anche genitori e nonni avevano il sorriso stampato sulle labbra perché, ha detto Sergio Tofano, "si può ridere con qualunque mezzo, purché, s’intenda, di buon gusto”. L’eleganza metafisica di Bonaventura, le impeccabili rime baciate, i velocissimi cambi di scena hanno conquistato tutti. Dopo la recita ho approfittato della naturale cortesia del signor Bonaventura (vero signore) e gli ho rivolto qualche domanda.   Caro signor Bonaventura: complimenti! Lei fa cento anni e non li dimostra proprio. Anzi, mi sembra sempre uguale. Chissà se qualcuno se ne ricorderà. Per l’esattezza li faccio il 28 ottobre.    L'esordio del signor Bonaventura, dal Corriere dei piccoli del 28 ottobre 1917. Ohibò! Cinque anni esatti prima della Marcia su Roma e, scusi...

Una biografia a cura di Stefano Cristante / Paz, un genio in fuga

Correva il 1977. L’anno delle occupazioni delle università, della cacciata di Luciano Lama, il segretario della Cgil, dalla Sapienza di Roma, poi dell’assassinio di Francesco Lorusso e dell’incendio di Bologna, occupata militarmente dagli autoblindo di Kossiga (così si scriveva sui muri, con le s disegnate come quelle delle SS) a mettere fine alla ribellione e a minacciare di seppellire sotto una pietra tombale, con la benedizione del Partito Comunista Italiano, alcuni mesi di esperimenti politici ed esistenziali. Correva l’aprile e su “alter alter”, rivista della Milano Libri collegata a “Linus”, uscivano le tavole di un giovane disegnatore di San Severo che in quella Bologna ribollente viveva e frequentava il Dams. La storia si intitolava Le straordinarie avventure di Pentothal, dal suo protagonista, e il suo autore era Andrea Pazienza. Lui “nel 1977 è una specie di bomba H dell’arte contemporanea pronta a esplodere portandosi dietro un talento certo, grazie al quale immette nella carta segni rimasticati in ogni dove, accompagnandoli con una scrittura infantile e fascinosa, ebete e profonda”.      Paz o della sovversione   Così racconta quel debutto Stefano...

Dentro di noi o nello spazio lassù? / Alieni

La sera del 19 settembre 1961 Betty e Barney Hill stanno procedendo sulla loro automobile in una strada del New Hampshire di ritorno dal Canada, quando sono intercettati da un oggetto volante. Barney scende dall’auto e con un binocolo vede un gruppo di piccoli umanoidi in uniforme nera che li guardano dai finestrini dell’astronave. Risale in auto, ma ben presto cade addormentato insieme alla moglie. Rientrano entrambi a casa verso le 5 e mezza del mattino. Nei giorni successivi ricostruiscono di essere stati prelevati da un’astronave e sottoposti a esami medici dagli alieni. Grazie a un trattamento ipnotico rivelano allo psichiatra che li cura di essere in contatto telepatico coi rapitori; ne tracciano anche la mappa stellare: il sistema binario di Zeta Reticuli. Da questa vicenda John G. Fuller ha tratto un libro, Prigionieri di un UFO, uno dei primi libri che ha portato all’attenzione del mondo il fenomeno dei rapimenti alieni.       Negli anni tra il 1950 e il 1960, come notò Giorgio Manganelli ci fu l’attesa dello sbarco dei marziani sul Pianeta Terra. Correvano notizie di astronavi precipitate in Messico, ma vi furono avvistamenti di oggetti luminosi anche...

Un viaggio che non promettiamo breve / Wu Ming 1, partire e tornare insieme

Un viaggio che non promettiamo breve di Wu Ming 1 rientra nella categoria degli "oggetti narrativi non identificati” che il collettivo bolognese, diventato un power trio, ci ha fatto conoscere. Al centro del racconto ci sono i Venticinque anni di lotte No Tav (così il sottotitolo): una storia corale e collettiva del presente che si fa analisi più generale del rapporto con l'economia e la politica tra il 1991 e il 2016. È un libro che diventa romanzo in forza dell'interazione dinamica di trame discorsive diverse – diario, inchiesta, reportage, saggio storico, pamphlet – reso fluido dal montaggio che la voce narrante fa di documenti, testi di e-mail, stralci di interviste e conversazioni private. Non senza verticalizzazioni liriche e diramazioni che colorano a tinte vivaci il portato simbolico del movimento contro l’alta velocità in Val Susa.   È una storia apparentemente periferica quella del progetto della “nuova” linea ferroviaria Torino-Lione attraverso le Alpi (per una lunghezza di 235 km), voluta come interesse strategico nazionale per potenziare collegamenti “ad alta velocità o ad alta capacità” (a seconda dei momenti della sua progettazione), sulla base di una presunta...

Alessio De Santa / Walt Disney. The Moneyman

Walt Disney, il nome ci rimbomba in testa, lo ritroviamo in ogni discorso sul cinema, in ogni ricordo d’infanzia, in ogni gallery “I migliori dieci cartoni animati di sempre: clicca qui!”, ma anche in infinite pubblicità e in un buon numero di frasi fatte.  Sulla persona, su chi era Walter, figlio di Elias Disney padre duro e oppressivo, però, a cinquant’anni dalla morte restano ancora ombre. L’uomo a capo dell’impero ha perso le sue fattezze terrene per farsi brand e, forse, se potesse saperlo ne sarebbe felice. Lo sregolato genio, il freddo capitalista, il bambino eterno: ogni biografia in circolazione sembra assolutizzare la figura di Disney, scolpirla con fattezze definite come quelle della statua che sovrasta i visitatori a Walt Disney World. La necessità manichea di definire le grandi personalità è un fardello che accompagna autori e studiosi e, nel caso della vita di Walt Disney, si è concretizzata in un mare magnum di biografie contradditorie e assolutizzanti.   Forse per questo motivo Alessio De Santa nella realizzazione di The moneyman, racconto a fumetti della scalata al successo di Walt Disney, ha voluto leggere la storia attraverso gli occhi del fratello di...

Lucca Comics & Games 2016

A un anno esatto dal nostro primo reportage siamo tornati a Lucca Comics & Games, l'evento più importante in Italia dedicato al fumetto e al vasto universo dei prodotti d'intrattenimento che ruotano intorno a serialità e grandi franchise.   La manifestazione, giunta all'edizione del cinquantennale celebrato con la presenza di pesi massimi come l'indomito e intensissimo Frank Miller, continua a moltiplicare numeri e biglietti venduti e nel suo gigantismo ha ormai ampiamente superato il semplice confine di appuntamento rivolta agli appassionati: Lucca oggi è ormai tanto fenomeno di costume quanto ghiotta occasione per nuove opportunità di business da parte dei grossi gruppi multimediali, che sempre più investono in prodotti declinati su piattaforme differenti e rivolti a un pubblico assolutamente trasversale per gusto ed età. I numeri non mentono: parliamo di 271.208 biglietti strappati e di oltre 500.000 persone che hanno attraversato la città e i suoi allestimenti in soli 5 giorni con oltre 10.000 presenze per le iniziative legate al cinema dell'area Movie. Sono dati impressionanti e in tempi di campanilismi e conflitti consumatisi fra Milano e Torino intorno alle vecchie...

Autobiografia e fumetti. Una conversazione / Paco Roca. Memoria in vignette

L'ultimo graphic novel dello spagnolo Paco Roca s'intitola La casa ed da poco uscito nelle librerie italiane per i tipi di Tunué. Un libro estremamente personale, nel quale Roca ha deciso di affrontare un momento difficile e importante della propria vita e riflettere, come spesso accade nel suo lavoro, sullo scorrere del tempo e sul ruolo imprescindibile della memoria e del suo esercizio. La casa narra l'elaborazione di un lutto: tre fratelli si ritrovano nella vecchia casa delle vacanze di famiglia. Venuto a mancare il padre, quell'insieme di mobili e cianfrusaglie racchiuse fra quattro mura sembrano sulle prime un fardello di cui sbarazzarsi il più presto possibile. Ma saranno proprio quegli oggetti e lo spazio delimitato dai muri di cinta della casa a riattivare in ciascuno dei protagonisti ricordi a lungo sopiti. La dimensione fisica del libro non è casuale. Contrariamente a tutti i suoi lavori precedenti, quest'ultimo fumetto di Roca ha uno sviluppo orizzontale della pagina. Una foggia questa che non può non ricordare quella di un vecchio album di foto di famiglia, dove le vignette si susseguono come tante immagini che segnano i momenti importanti della vita di un gruppo...

Piacere e godimento del testo / Cosa leggeva Umberto Eco?

Che cosa leggeva Umberto Eco? Quali erano, più in generale, i suoi consumi culturali? La biblioteca della sua casa di Milano si snoda su diversi ambienti in modo labirintico e quella immateriale che si desume dalla bibliografia delle sue opere è praticamente sconfinata. Tutto quello che ha scritto, romanzi compresi, dichiara un’erudizione fuori dal comune e solo molti eruditi di diverse discipline, collaborando fra loro, potrebbero tentare di ricostruire una mappa esaustiva delle sue letture. Scelgo quindi solo uno dei fili rossi che si possono intravedere, e cioè quello che sembra ad alcuni in dissonanza con la sua fama di studioso: la passione, assolutamente confessata, che Eco aveva per la letteratura popolare, compresi film, telefilm e fumetti. Chiunque l’abbia conosciuto abbastanza bene sa che poteva passare con nonchalance dallo Pseudo-Dionigi Areopagita all’Intrepido, dalle nebbiose atmosfere di Gérard di Nerval a Don Matteo, non equiparandoli, ovviamente, ma godendone in diverso modo, come diremo.   Nelle sue riflessioni sulla letteratura popolare (si vedano i saggi contenuti in Apocalittici e integrati, 1964; e ne Il Superuomo di massa, 1970), Eco riprende l’idea del...

Fumetto e autobiografia / Intervista con Lorenzo Mattotti

Giunto alla sua quarta edizione, l'evento di tardo inverno del Festival del film di Locarno, curato dal Direttore Carlo Chatrian insieme a Daniela Persico e incentrato sul rapporto fra cinema e scrittura, è stato dedicato per questa edizione 2016 all'universo del graphic novel. Chiamati a raccogliere l'invito del festival sono stati Blutch e Lorenzo Mattotti, protagonisti assoluti del fumetto europeo, con una tre giorni ricca e multidisciplinare in cui i due artisti hanno potuto non solo parlare del proprio lavoro in intensissime masterlcass mattutine, ma hanno avuto la possibilità di scegliere alcuni film importanti per il loro percorso personale e professionale.    Blutch.    BLUTCH sconta purtroppo nel nostro paese un numero piuttosto esiguo di traduzioni. L'autore di “Per farla finita con il cinema” e “Il piccolo Christian” nella 3 giorni locarnese ha dato sfoggio di tutta la sua sterminata ed enciclopedica conoscenza del cinema, fatta di un culto quasi feticistico per gli attori, unito ad un approccio estremamente personale nel raccontare e rielaborare le peculiarità del linguaggio cinematografico. Dalla fissità monumentale dei volti di “The Wind “...

Al via Bologna Children's Book Fair: cosa leggeranno i bambini? / La vita sconosciuta dei bambini e dei loro libri

Il 4 aprile apre i battenti la Bologna Children's Book Fair, ovvero la più importante fiera del mondo dedicata all'editoria per ragazzi (se non sapete cos'è e vi interessa, potete scoprirlo in sintesi in un articolo che ho scritto per l'Indice dei libri del mese, numero di aprile). Varcando i suoi affollatissimi cancelli, potrete avere accesso in una giornata a tutto quello che esiste sul pianeta in termini di letteratura e libri per bambini e ragazzi: narrativa, divulgazione, albi illustrati, app, libri digitali, libri gioco, pop up, fumetti, animazioni e quant'altro.      A ben vedere, la fiera di Bologna è l'unico evento del mondo editoriale italiano realmente internazionale. Se infatti anche al Salone del Libro di Torino e a Più libri più liberi, a Roma, si contano presenze straniere, il loro ruolo e peso sono marginali in un contesto che rimane prevalentemente italiano.In 53 anni, la Bologna Children's Book Fair è riuscita a ottenere un rilievo e un grado di internazionalizzazione pari a quelli di Francoforte, che pure ha 500 anni di vita. Come ha fatto? Si tratta di un lavoro lungo e complesso, che ha dato vita a una di quelle eccellenze...

Superman a Tor Bella Monaca / Lo chiamavano Jeeg Robot

Sul finire degli Anni Settanta, in concomitanza con l’avvento del colore nelle trasmissioni televisive in Italia, iniziò la cosiddetta “invasione” dei cartoni animati giapponesi, importati nei palinsesti dei canali pubblici e privati. Erano la novità esotica del momento e, come spesso avviene dalle nostre parti, si passò rapidamente dalla chiusura totale all’apertura totale. Prodotti interessanti e scadenti, senza alcuna distinzione di sorta, segnarono i pomeriggi di almeno un paio di generazioni. Negli Anni Novanta arrivarono i manga, i fumetti giapponesi, secondo un processo inverso a quello che avveniva in madre patria, dove i soggetti di maggior successo passavano dalla carta all’animazione. La generazione che era cresciuta con i cartoni del Sol Levante poteva approfondire la propria passione ritrovando i propri eroi su fumetto. Non erano i primi fumetti “stranieri” a essere tradotti e distribuiti lungo lo Stivale, da alcuni decenni accadeva già con i comics americani della Marvel e della DC, ma con differenti cifre di diffusione. I supereroi erano noti ma non avevano ancora l’attuale esposizione mediatica, mentre serie come Dragonball raggiunsero numeri di tiratura e ristampe...

Desiderio e sesso nel mondo virtuale / La tecnica del perineo

JH e Sarah sono due trentenni come tanti. Si sono conosciuti grazie a una applicazione di dating online ma non si sono mai veramente incontrati. Nella solitudine dei loro appartamenti consumano rapporti fatti di parole e immagini, di attese e improvvise notifiche. JH vorrebbe rompere la dimensione virtuale, portare quel non-rapporto nella vita reale. Sarah non vuole sapere nulla del suo amante 2.0, o almeno così sembra... Ruppert & Mulot, La tecnica del perineo In La tecnica del perineo, il duo francese Ruppert & Mulot si confronta con l'erotismo (uno dei generi per antonomasia del fumetto) e lo fa con l'intelligenza e la raffinatezza che da sempre caratterizza la sua produzione. L'erotismo è per R&M un pretesto. Non che i due artisti vogliano evitare canoni e codici, ma come sempre partono da luoghi comuni consolidati e li trasformano in strumenti con i quali esplorare la contemporaneità e l'universo delle relazioni (da questo punto di vista assolutamente da recuperare il loro magnifico Irene e i clochard, uno dei pochi loro titoli presenti in traduzione italiana edito in Italia da Canicola). Ruppert & Mulot, La tecnica del perineoIl genere è il...

Un fumetto a colori

La settimana scorsa, chiacchierando di scuola e di colori con un amico, ho saputo che il n. 100 di Martin Mistère è dedicato al colore: il titolo è Di tutti i colori. L'amico è Andrea Sani che insegna storia e filosofia al Liceo "Galilei" di Firenze e si occupa di logica – sì, proprio di logica, quella più astratta possibile – e al contempo di cinema e di fumetti. La connessione non è poi così strana come sembra, ma certo mi ha sorpreso trovare un intero fumetto dedicato al colore, anzi alla teoria dei colori. La ricerca non è stata difficile, non occorre cercare nelle bancarelle, esistono gli e-book anche di fumetti. Il prato blu; Forse i cani vedono così. L'autore di Martin Mystère è Alfredo Castelli; il fumetto è disegnato da Giancarlo Alessandrini ed è colorato (tutti i numeri multipli di 100 sono a colori) da Laura Battaglia per l'editore Sergio Bonelli. L'edizione cartacea risale al 1990, quella digitale al 2012.La storia inizia a Eden, un paesino sperduto del Vermont: l'amico Jerry ha trascinato Martin in un circo dove un mago, apparentemente di secondo ordine, gioca con facili trucchi di fazzoletti colorati; Martin è perplesso del livello dello spettacolo, ma il...